Fondamenta zero e Andrea Mattei vincono i Premi Scenario e Periferie 2025

Infinita bellezza (ph: Malì Erotico)
Infinita bellezza (ph: Malì Erotico)

Intitolate ad Alessandra Belledi e Stefano Cipiciani, recentemente scomparsi, due nuove categorie premiate

Ventesima edizione, dal 2 al 4 settembre a Bologna, del Premio Scenario. Dopo un lungo e minuzioso percorso di scouting operato dai soci dell’associazione, sono stati proposti 12 corti teatrali, messi in scena da artisti e artiste under 35 provenienti da tutto il Paese.

Quest’anno per la prima volta, oltre ai tradizionali premi Scenario e Periferie (di 8000 euro ciascuno), quest’ultimo assegnato al corto teatrale di natura sociale, il concorso si è arricchito di due nuove categorie, dedicate ad Alessandra Belledi e Stefano Cipiciani, da poco scomparsi e da sempre compagni di viaggio di Scenario, rispettivamente attribuiti alla sfida artistica e al dispositivo scenico (2000 euro a spettacolo).

A esser sinceri, non avremmo voluto essere nella giuria di quest’anno, che ha avuto l’arduo incarico di scegliere i quattro progetti che, in una davvero rimarchevole edizione, costituiranno la Generazione Scenario 2025. Molti infatti i progetti di estrema qualità, che hanno messo in campo una grande varietà dei linguaggi.
Il compito di vagliare i progetti arrivati è andato ad Ermanno Pingitore, regista della compagnia Usine Baug (vincitrice del Premio Scenario Periferie 2021) e attuale presidente della giuria, al direttore artistico di L’arboreto – Teatro Dimora di Mondaino Fabio Biondi, alla direttrice artistica di Fondazione Armunia/Festival Inequilibrio Angela Fumarola e, per l’associazione Scenario, alla presidente Cristina Valenti e al suo vice Jacopo Maj.

Dopo – presumiamo – un serrato e proficuo confronto tra i componenti, è stato assegnato lo Scenario 25 a “Infinita Bellezza” dei milanesi Fondamenta zero di Claudia Manuelli: “Un dispositivo scenico analogico che coinvolge il pubblico in un gioco teatrale lieve e allo stesso tempo inquieto, a volte drammatico, per ripensare e ridefinire l’immaginario collettivo, prodotto in forma distorta da bias culturali e linguistici. Fondamenta zero ricorre all’incontro con l’elemento materico del libro per porlo in relazione al pubblico, che diventa complice di una narrazione stimolante e sorprendente”.
Una rinuncia all’imperante digitale a favore di un (tradizionale) contatto analogico che porta con sé anche il rischio dell’errore, in un cammino umano che è presa di coscienza di sé e dell’altro, sempre imperfetti ed infinitamente mutevoli.

Il Premio Scenario Periferie è stato attribuito al progetto “L’isola dei ciccioni felici” di Andrea Mattei: “Un corpo che irrompe, deciso, a farsi guardare. Non chiede il permesso: esiste. Prima ancora di raggiungere il palco, ci interroga. Quanti siamo a guardare? E soprattutto: con quali occhi? Questo gesto scenico diventa un atto politico e poetico insieme, un inno alla vita, all’esistenza, all’unicità irriducibile di ogni essere umano, al di là della sua rappresentazione. […] Attore e personaggio mescolano i loro percorsi nel solco di un testo costruito fra tracce biografiche e interviste, incarnando una polifonia di esperienze e testimonianze”.

L’isola dei ciccioni felici (ph: Malì Erotico)
L’isola dei ciccioni felici (ph: Malì Erotico)

Il premio Stefano Cipiciani per il dispositivo scenico è stato conferito al progetto “Dad or Alive” dei padovani BumBumFritz (Giovanni Frison e Michele Tonicello), descritto così dalla giuria: “Di un conflitto si parla per riflettere sulla complessità del proprio tempo. Il punto di partenza è una domanda, forse la domanda di sempre, primordiale, quando le ragioni delle crisi, delle catastrofi sovrastano l’impulso umano alla procreazione, fra ragione e sentimento, natura e cultura, valutazioni di opportunità e slanci dei sentimenti. Nei passaggi fra singolare e plurale, privato e pubblico, lo spettacolo si interroga sul desiderio e la paura di diventare genitori. Adulti che non possono o non riescono a garantire le migliori condizioni per crescere un figlio. Adulti che non hanno il tempo e le risorse da destinare alla cura dei nuovi figli del mondo. Adulti che non riescono a immaginare strade maestre o vie secondarie per accompagnare la crescita dei figli, da non intendere solo come eredità. Il dispositivo scenico si fonda sulla commistione fra il corpo delle parole e le risorse della musica che crea il giusto ritmo per non perdere la tensione e il contatto con la dimensione vocale”.

Dad or alive (ph: Malì Erotico)
Dad or alive (ph: Malì Erotico)

Infine il Premio Alessandra Belledi per la sfida artistica, andato a “Concerto per uno sconosciuto” di Pietro Cerchiello di Progetto Kungsleden: “Da sempre, il cammino contiene ed esprime differenti motivazioni. “Concerto per uno sconosciuto” lo assume a drammaturgia tessuta tra parole, suono, realtà e immaginazione. Ogni capitolo è un dipinto che fonde le note di una chitarra e di un euphonium per farle diventare l’estensione di sentieri poetici. Un cammino reale e visionario che si predispone alla bellezza dell’ignoto, liberandosi del superfluo per privilegiare la leggerezza dei passi”.

Concerto per uno sconosciuto (ph: Malì Erotico)
Concerto per uno sconosciuto (ph: Malì Erotico)

Data la grande ricchezza di contenuti e linguaggi proposti sono state conferite anche due menzioni a “Lieve ed Indicibile” di Guidotti /Mezzopalco/Longuemare e a “Tartaruga” di Slap-Scratch.
La giuria popolare, denominata “Ombra”, che da quasi 30 anni si accompagna al festival, formata da più di cinquanta operatori presenti alle finali, ha invece decretato come vincitore il progetto “Dad or Alive”.

Il Premio Scenario è anche legato a tre progetti di residenza artistica con il Teatro Due Mondi di Faenza, con il Teatro Dimora di Mondaino e con il Teatro dei Fondi di San Miniato, ed è in relazione con il Teatro Metastasio, che sosterrà con 16.000 euro l’iter produttivo della compagnia vincitrice. Ma vi è pure un rapporto particolare con la rivista Hystrio, che ospiterà il vincitore all’interno del suo festival.

Il premio è stato inserito, come già da anni, in un vero e proprio festival, formato da spettacoli, laboratori e mostre legati alla sua storia. E la premiazione, avvenuta il 4 settembre, è stata preceduta da un emozionante talk condotto da tutta la compagnia “Usine baug”.
L’ottava edizione di Scenario Festival ha visto accanto ai giovani finalisti, gli artisti che fanno parte della storia di Scenario, a partire dal fondatore Marco Baliani e da Emma Dante con il film “Misericordia”, per continuare con gli spettacoli di Usine Baug, Antonio Viganò, Lorenzo Maragoni, Davide Enia e Pietro Giannini.
I laboratori critici sono stati condotti come sempre da Stefano Casi e Fabio Acca, mentre lo stesso Baliani ha curato per la prima volta un seminario sull’arte del racconto orale.
La storia di Scenario è stata ripercorsa in occasione della presentazione del libro “Scenario in festival. Progetti e visioni per un nuovo teatro”, freschissimo di stampa per i tipi di Titivillus, alla sua prima uscita pubblica.
Ora attendiamo la versione completa dei progetti premiati: appuntamento a Roma, allo Spazio Diamante, il 24 e 25 gennaio 2026.

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