Il rito e la maschera: Mirabilia svela il mondo

Ph: Andrea Macchia
Ph: Andrea Macchia

La Huella e Cie Rasposo dialogano con il pubblico di Cuneo tra emozione e divertimento

Al suo secondo giorno di permanenza a Cuneo, Mirabilia International Circus and Performing Arts, giunto alla 19^ edizione, conferma uno sguardo lucido e attento sul mondo. Uno sguardo che adotta la maschera scenica – il travestimento, la risata, la finzione – per smascherare ipocrisie, inganni, fragilità e indifferenza del quotidiano.

Chi conosce il festival e lo frequenta da anni, si sarà forse sorpreso, il giorno dell’inaugurazione, assistendo lungo via Roma alla suggestiva parata della compagnia cilena La Huella. All’euforia di una caotica, divertente e vitalissima banda musicale si è preferito il ritmo lento e la visione, a tratti straniante, dei “Limpiadores de pueblos” e di “Ckuri”, lo Spirito del Vento. La parata si è trasformata in rito, a cui il pubblico, assai numeroso, si è rapidamente unito, superando ogni possibile barriera antropologica e culturale, suggerita da movenze, maschere e costumi di altri tempi e luoghi.
Giunti in piazza Virginio, accompagnati dal solo suono del tamburo, il rito si è evoluto in teatro, come d’altronde accadde alle sue origini: con la nascita dei personaggi, l’azione complessa, il dialogo – seppur muto – con il pubblico, l’emozione e, perché no, quella leggerezza che, come ci insegna Italo Calvino, non è mai superficialità.

Ph: Andrea Macchia
Ph: Andrea Macchia

A seguire, l’incontro con le istituzioni, i sostenitori e i collaboratori del festival: un rito anche questo, necessario, che tuttavia – a dispetto di quanto talvolta accade in simili occasioni – ha puntato sull’autenticità e sulla necessità, oggi più che mai, di riconoscerla e professarla.

La giornata si è conclusa con un evento attesissimo da chi già conosce il mirabolante lavoro della compagnia francese di circo contemporaneo Rasposo, tra le più interessanti a livello mondiale. Il loro ultimo spettacolo, “Hourvari”, genera un tumulto di emozioni e reazioni: poetico ma anche inquietante, vertiginoso e seducente, assolutamente rivoluzionario.
In scena, due maschere tradizionali – una francese e una italiana – notissime al pubblico di entrambi i Paesi: da una parte il Guignol, burattino lionese, operaio tessile, sempre squattrinato, ingenuo ma astuto, spesso in rotta con la legge e i gendarmi; dall’altra il nostro Pinocchio, disubbidiente, monello, capace però di atti generosi.
La ribellione è dunque al centro dello spettacolo di Rasposo: una ribellione che espone al rischio e toglie il respiro. Una ribellione alla manipolazione (“Chi manipola chi?”, ci chiede Guignol).
Pinocchio, accompagnato da Guignol – quasi un Lucignolo d’Oltralpe – attraversa l’incontro con il mondo degli adulti, che a volte accudisce, altre seduce, travia e ferisce. Toni fanciulleschi e canzonatori si alternano ad acrobazie aeree di grande tensione e drammaticità. Alla fine, il circo cade a pezzi, ma è dalla caduta che si può rinascere, ci si può risollevare.
In scena, Marie Molliens, autrice e regista dello spettacolo, con la sua straordinaria compagnia, che include anche due bambini: già talentuosissimi performer, attori e funamboli.

La mattina seguente è il turno dei giovani universitari del DAMS, che accolgono il pubblico con progetti e installazioni che spaziano dalla ricerca della parziale disconnessione – per recuperare il piacere del gioco sensoriale – agli esperimenti di realtà virtuale in stanze popolate da automi danzanti. La collaborazione tra Mirabilia Festival e UniTO si conferma un’occasione importante di formazione e di ricerca artistica e accademica.

In piazza Auddifredi, il clown Max Maccarinelli intrattiene i più piccoli con uno spettacolo che fonde magia, clownerie e visual show: “Street Fool”. Un mondo precario il suo, fatto di pentole, baracche e improbabili oggetti recuperati dai bidoni della spazzatura, che tuttavia acquisiscono poeticità nell’incontro con l’altro, nella relazione con il pubblico, negli sguardi stupiti e nelle risate contagiose dei bambini.

Nel pomeriggio ci si addentra nel Parco Fluviale Gesso per assistere alla nuova produzione di Storie di piazza, giovane compagnia nata in seno all’Accademia Internazionale di Teatro di Roma. “Inferno – nel cuore della selva” è uno spettacolo itinerante che prende spunto da alcuni episodi dell’opera dantesca, qui rievocati in un suggestivo spazio naturale. Vi si riconosce passione e dedizione.

In serata, il pubblico si sposta al Teatro Toselli per “Epiphania”, l’ultimo lavoro della compagnia di teatro danza Abbondanza Bertoni. Un’opera che si pone in continuità con le precedenti, proseguendo la ricerca sull’impatto culturale e sul pregiudizio che grava sul corpo femminile. Le tre straordinarie interpreti – Sara Cavalieri, Valentina Dal Mas e Ludovica Messina Poerio – non più donne ridotte a pezzi, oppresse dall’omologazione e dallo sguardo dell’altro, riemergono a frammenti, pezzi sparsi di corpo che si scoprono e sperimentano in un luogo-non luogo, per ritrovare una propria unità, una propria unicità.
Uno spettacolo complesso, che si avvale di un magistrale accompagnamento sonoro, martellante e a tratti inquietante, e di una regia delle luci sempre spiazzante, ma estremamente efficace.

Il festival prosegue fino al 7 settembre a Cuneo e si concluderà a fine mese a Dogliani, con un’ultima tappa di tre giorni.

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