Il viaggio di Eugenio Allegri tra suoni e parole

Eugenio Allegri e le Nuages Ensamble
Eugenio Allegri e le Nuages Ensamble
Eugenio Allegri e le Nuages Ensamble
A Torino fa freddo e nevica. Entrare al Teatro Baretti con l’idea di partire per un lungo viaggio è quindi allettante. Il viaggio lo faremo insieme all’attore e regista Eugenio Allegri e al gruppo musicale Nuages Ensemble, un quartetto femminile formato da Anna Paraschiv al violino, Lucia Marino al clarinetto, Alessandra Osella alla fisarmonica ed Elisabetta Bosio al contrabbasso.

Destinazione del viaggio sconosciuta.
Agli spettatori vengono date solo alcune informazioni di massima sull’avventura che si affronterà insieme: si navigherà da Oriente ad Occidente, da Nord a Sud, solcando le pagine di Miller, Cervantes, Kerouac, Soldati, Chatwin, Le Clézio, McCarthy e cavalcando suoni berberi, klezmer, jazz, tango e mediorientali.

Eugenio Allegri e le quattro musiciste salgono sul palco entrando dalla sala, qualcuno ha una valigia in mano, qualcun altro uno strumento musicale, come fossero loro stessi appena arrivati da un altro viaggio, forse proprio dalla tournée dello spettacolo.


La voce di Allegri ci trasporta immediatamente in mezzo ad un oceano; facendoci cullare dalla melodia dei suoni e dalle parole impariamo per la prima volta a condurre una barca e a dominare le onde.

Un attimo dopo ci ritroviamo nel mezzo di una festa zigana, con racconti di libertà mentre la musica klezmer divampa sul palco.

Le variazioni di atmosfera sono sostenute, oltre che dalla recitazione e dalle scelte musicali, dai cambi di costume del quartetto femminile. Ma i passaggi tra un brano e l’altro non sono sempre fluidi, e il fil rouge del viaggio – non sempre evidente – rende la struttura dello spettacolo a tratti debole.
In diversi momenti le musiciste escono di scena per rientrarne con accessori o abiti nuovi a seconda dei racconti, ma il loro entrare e uscire risulta quasi una distrazione per chi è seduto in sala. Il ritmo dello spettacolo ne risente e le scene scorrono con meno fluidità.

Allegri dà il meglio di sé nel momento centrale dello spettacolo, leggendo un estratto di “Oceano Mare” di Alessandro Baricco: con la sua recitazione brillante, l’attore diverte e coinvolge il pubblico trasportandolo per alcuni minuti dentro la vicenda e condividendo con lui le “spassose disgrazie amorose” del protagonista, Bartleboom. In quegli istanti il pubblico viaggia davvero insieme agli interpreti, sale sulla carozza insieme a loro e il teatro, per un attimo, scompare.
Il resto del viaggio non rimane altrettanto vivo, e viene da pensare che non sempre bastino abili interpreti per raggiungere la “magia del teatro”.

Lo spettacolo (in scena ancora stasera) si chiude con un’immagine del viaggio per eccellenza, quello in treno, raccontato attraverso le parole di Mario Soldati. Ancora una volta Allegri è completamente a proprio agio, le sue parole ci fanno viaggiare sui binari che portano da Torino a Genova, attraverso il buio delle gallerie e il fischio del treno. In sottofondo si percepisce la melodia di “Genova per noi”, celebre canzone di Paolo Conte: basterebbero queste note a soddisfare la platea. Allegri invece si spinge un poco più in là, accennando a voce la canzone.
A volte il meglio è nemico del bene.

DI SUONI E D’ASFALTO

Letteratura e musica di viaggio interpretate da Eugenio Allegri e Les Nuages Ensemble
regia di Eugenio Allegri
allestimento scenico di Lucia Giorgio
consulenza letteraria di Giuseppe Conte
Nidodiragno produzioni

durata: 1h 30′
applausi del pubblico: 1′ 50”

Visto a Torino, Teatro Baretti, il 29 gennaio 2014
 

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