Instabili Vaganti. Stracci della memoria in Tunisia

Centre des arts dramatiques et scéniques du Kef (photo: Nicola Pianzola)
Centre des arts dramatiques et scéniques du Kef (photo: Nicola Pianzola)
Centre des arts dramatiques et scéniques du Kef (photo: Nicola Pianzola)
In occasione della 52^ giornata mondiale del teatro, Instabili Vaganti ha sviluppato una nuova tappa del progetto internazionale di ricerca sulle arti performative “Stracci della memoria”, nell’ambito del Festival 24 Heures de Théâtre du Kef negli spazi del Centre National des Arts dramatiques et Scénique di Le Kef, in Tunisia.

Dal 22 al 26 marzo, grazie al sostegno dell’Istituto Italiano di cultura di Tunisi, la compagnia ha diretto il workshop intensivo “La memoria del corpo & il canto dell’assenza”, creando con i 26 attori e performer tunisini una performance/dimostrazione di lavoro presentata al pubblico nell’ambito di questo particolare festival, che si svolge nell’arco di 24 ore proponendo una programmazione non-stop di spettacoli teatrali, performance e concerti.

Anna Dora Dorno e Nicola Pianzola hanno lavorato sul confronto e l’interazione con gli elementi della cultura e della tradizione araba e del Mediterraneo, ed in particolare su canti, suoni, ritmi e su alcuni frammenti di danze e rituali della regione di Le Kef.

I partecipanti sono stati guidati in un processo di indagine della memoria e di attualizzazione delle tradizioni culturali e performative, temi cardine del progetto “Stracci della memoria”, sviluppato da Instabili Vaganti dal 2006 attraverso vari step di ricerca e creazione in diversi Paesi di Europa, Asia, Medio Oriente e America centrale.
Questa tappa del progetto è stata l’occasione per aprire un dialogo interculturale attraverso la pratica teatrale e per entrare in contatto con il panorama teatrale tunisino contemporaneo e con il suo ambiente culturale del dopo rivoluzione.

Vi raccontiamo oggi questa esperienza attraverso le immagini realizzate in Tunisia da Nicola Pianzola, Anna Dora Dorno, Sarah Kanning e concesse dall’Archivio del Festival

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