La debole fantascienza di inQuanto Teatro

Abba-Bosch di Inquanto Teatro
Abba-Bosch di Inquanto Teatro
Abba-Bosch di Inquanto Teatro
Già ospite nella passata edizione del festival Inequilibrio, il collettivo fiorentino di inQuanto Teatro si è ripresentato alla rassegna con due lavori, “Abba-Bosh”, in prima assoluta, e “Enciclopedia”, progetto articolato in tappe. Elementi fondanti di un progetto produttivo più ampio che, assieme ad “Anima e Corpo”, andranno a comporre “anno 2440”.

“Abba-Bosh” nelle intenzioni vuole essere uno spettacolo di fantascienza, “un modo per parlare di quello che non conosciamo, del mondo che ci attende”.

Il protagonista, in un elegante completo scuro, traccia un’analisi di ciò che siamo e di ciò che saremo, con i nostri sogni, le nostre speranze e le nostre paure. Tutto questo con l’aiuto di un video proiettato sullo sfondo, con protagonista una strana figura femminile che lascia presagire ipotetici scenari venturi.


Il tutto è eseguito con la massima cura, con una grande attenzione a scenografia, costumi e oggetti di scena, a cui tuttavia non corrisponde una sostanza drammaturgica approfondita (“Serve qualche idea più robusta” sosteneva Renzo Francabandera nel dialogo con Mario Bianchi sul festival).

Poca insomma sembra essere la materia, magra l’ossatura, scarso l’approfondimento. Si rimane in superficie, giocando molto di ironia e gestualità. Ma anche l’ironia viene ad essere debole, così come debole appare la struttura e l’evolversi del lavoro.
Si poteva osare di più, articolare e approfondire la materia trattata, senza accontentarsi di giochi di parole quali Abba nel senso di Marta – la famosa attrice nota per la liason con Pirandello – e Abba come nome del famosissimo gruppo pop svedese.

Il lavoro è portato in scena con gli stilemi che contraddistinguono la compagnia, tra i quali l’immancabile brano cantato da Giacomo Bogani – “Money, money, money” del sopracitato gruppo scandinavo – e la cura e l’eleganza dei costumi.

Ma ciò non è sufficiente per la riuscita complessiva. Quando, dopo 38 minuti, calano le luci, rimango seduto in attesa di veder cominciare lo spettacolo, quasi che, la mezz’ora precedente, fosse solo un piccolo accenno introduttivo.

Il rimanere in superficie, l’eleganza della confezione, la cura dell’involucro non bastano, perché appena si squarcia il velo della carta da regalo si nota come poco sia il materiale contenuto. La compagnia è giovane, e questo va senz’altro sottolineato. E allora che queste parole non appaiano troppo severe ma siano lette come sprone.

ABBA-BOSCH
uno spettacolo di fantascienza
progetto e realizzazione: inQuanto teatro
con: Giacomo Bogani, Andrea Falcone
e con Floor Robert
drammaturgia: Andrea Falcone
luci e video: Giulia Broggi
soundtrack: Manuele Atzeni
uno spettacolo di inQuanto teatro
progetto produttivo anno 2440
in coproduzione con: Spazio OFF Trento, Kinkaleri Prato
residenze artistiche: Armunia, Anagoor, Kinkaleri, Spazio OFF

durata: 38′
applausi del pubblico: 1′ 40”

Visto a Castiglioncello (LI), Castello Pasquini, il 1° luglio 2013
Inequilibrio festival – prima assoluta


 

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