Psicofisiologia della voce tra il teatro della scienza e la scienza del teatro

The voice - Edvard Munch
The voice – Edvard Munch (photo: munch.museum.no)

«Il mestiere della recitazione, l’arte essenziale della recitazione, è una cosa mostruosa perché è fatta con gli stessi muscoli di carne e sangue con i quali eseguite gli atti più comuni, gli atti reali […] L’essere umano che recita è l’essere umano che vive» (Lee Strasberg).

L’arte teatrale ‘mette in scena’ quell’abilità dell’essere umano che ne consente il fieri biologico, ossia l’abilità di con-formare la propria struttura psico-fisica alle specificità dei contesti in continuo divenire. Il processo di integrazione si realizza sia per adattamento all’ambiente che per modificazione dello stesso in accordo alle proprie esigenze. È questa la biologia dell’azione dell’attore. La voce, come le altre componenti del corpo, viene modellata in accordo ai principi dell’arte e al contempo provoca essa stessa una modificazione nella configurazione dello spazio, del tempo e delle relazioni.

La tesi, di cui qui si propone una parte, è alla ricerca degli aspetti psicofisiologici della voce che definiscono la trama dei rapporti interpersonali e che ne fanno rappresentazione dei processi immaginativi ed emotivi; ne indaga, pertanto, quegli elementi costitutivi coinvolti nel processo di adattamento all’arte e di modificazione ‘ad arte’.


A tal fine, viene posta l’attenzione sugli studi di Vezio Ruggeri, docente di Psicofisiologia clinica della Sapienza di Roma; si considera il fenomeno del fonosimbolismo che, basandosi sulla reciproca influenza tra suono e senso, ha individuato il valore simbolico universale connaturato all’elemento fonetico; si ripercorre la teoria del linguista e psicanalista ungherese Ivan Fonagy, che ha messo in luce il possibile punto di connessione tra psicoanalisi classica e atto fonatorio. Dopo aver esaminato le associazioni metaforiche intorno ai fonemi, il carattere fisiologico dell’accentazione e le dinamiche che sottendono il sistema delle intonazioni, Fonagy ha fornito un’interpretazione psicanalitica dell’emissione vocale, un’interpretazione fondata sulla teoria freudiana delle pulsioni e delle fasi evolutive della libido; ha disvelato un possibile ‘retroscena inconscio’ della voce.
L’interesse è andato anche verso quelle discipline mediche che, come la foniatria, analizzano i disturbi vocali psicogeni, ossia quei disturbi della voce che sono manifestazione di uno squilibrio psicologico, quali ansia, depressione, stress, disturbi della personalità. Sono stati presi in considerazione in particolare gli studi del foniatra della scuola americana e docente di Speech Pathology, Arnold E. Aronson.

KLP propone la parte di tesi dedicata al panorama delle neuroscienze: uno studio dell’’ubi consistam’ del teatro, ossia della relazione tra attore e spettatore, a partire dall’analisi dei tratti caratteristici dei neuroni specchio scoperti da Giacomo Rizzolatti, direttore del dipartimento di neuroscienze dell’Università di Parma. L’argomentazione è centrata sul ruolo che giocano i neuroni specchio tra le due parti, più precisamente tra l’attore con la sua azione fisica e lo spettatore con la sua re-azione prevalentemente emotiva. E le basi biologiche di questa particolare relazione sono discusse anche in rapporto all’azione vocale.
Vengono affrontate le connessioni tra corpo, voce e immaginazione nell’arte dell’attore, mediante la presentazione del metodo vocale elaborato da David Zinder, docente al Theatre Arts Department dell’Università di Tel Aviv. La voce non sempre rispecchia la complessità dell’anima; i «muscoli di carne e sangue» spesso sono soggetti ad una involontarietà non innata, spesso sono costretti in tensioni che distolgono dalle passioni necessarie all’evento artistico. Il metodo si propone di partire da una ridefinizione dell’organicità del corpo-mente dell’attore per aprire le porte al potenziale espressivo della voce, per ritrovare nella musicalità della voce le risonanze profonde della vita interiore.

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Carmela Stillitano si è laureata in Saperi e Tecniche dello Spettacolo teatrale, cinematografico e digitale a La Sapienza di Roma. Al momento sta svolgendo l’ultimo anno di dottorato in Tecnologie digitali per la ricerca sullo spettacolo e sta frequentando il corso di formazione in audio-psico-fonologia secondo le ricerche del Prof. Alfred Tomatis presso il Mozart-Brain-Lab in Belgio.
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