Arione e De Falco: quando un orso, un ragno e un moscerino cambiano il mondo

Ph: Gino Nardo
Ph: Gino Nardo

“Le rocambolesche avventure dell’orso Nicola, del ragnetto Eugenio e del moscerino che voleva vedere il mondo e che rese tutti felici”, favola teatrale piena di musica, stupore e amicizia

A volte basta un incontro improbabile per cambiare tutto. E se quell’incontro avviene tra un enorme orso amante dei libri, un ragnetto velocissimo e un moscerino curioso con una vita brevissima ma piena di entusiasmo, allora il risultato può diventare una piccola, deliziosa rivoluzione teatrale.

“Le rocambolesche avventure dell’orso Nicola, del ragnetto Eugenio e del moscerino che voleva vedere il mondo e che rese tutti felici” è uno spettacolo di teatro ragazzi dinamico e tenero.
Lo interpretano Alberto Branca, Annalisa Arione e Dario De Falco, con il sostegno di Catalyst. In poco meno di un’ora – circa cinquanta minuti che scorrono leggeri – la scena del Teatro Comunale di Novoli si trasforma in un racconto giocoso e pieno di fantasia, capace di catturare l’attenzione dei piccoli spettatori fin dai primi minuti.

La storia è semplice ma ricca di significato. Nicola (Branca) è un orso grande e pacifico che ama leggere e fare la spesa al supermercato. Eugenio (De Falco) è un ragnetto minuscolo, velocissimo, con otto occhi e zampe sottili che lo portano a infilarsi dappertutto. Entrambi vivono in una città chiamata semplicemente Città, un luogo frenetico, ordinatissimo e un po’ diffidente. Qui tutto scorre veloce: traffico, carrelli della spesa, file perfette. Ma gli abitanti hanno un problema: hanno paura di ciò che non conoscono.
Così Nicola spaventa perché è enorme, mentre Eugenio spaventa perché è… troppo ragno! Gli altri lo schiaccerebbero volentieri. Eppure, ironia della sorte, anche Nicola ed Eugenio hanno un po’ paura l’uno dell’altro. Quando sono costretti a condividere la stessa casa, le distanze inizialmente restano prudenti: ognuno nel proprio angolo, con sospetto e timidezza.

Poi però succede qualcosa. Nella loro vita arriva un moscerino (Arione) pieno di entusiasmo. Ed è proprio lui – piccolissimo e apparentemente insignificante – a mettere in moto una nuova prospettiva.
Il moscerino ha un sogno semplice: vedere il mondo. Anche se la sua vita durerà appena due settimane. Ed è qui che lo spettacolo prende il volo.

La messinscena sceglie una narrazione in terza persona divisa fra i tre interpreti, che alternano racconto e dialoghi con rapidi botta e risposta. Il ritmo è sostenuto e mantiene viva l’attenzione dei bambini per tutta la durata dello spettacolo.
Gran parte della forza scenica nasce dal lavoro fisico degli attori. Smorfie, mimica, gorgheggi, guaiti e una cascata di onomatopee animano i personaggi, costruendo un linguaggio teatrale immediato e divertente.
La prossemica – cioè il modo in cui i corpi occupano lo spazio – diventa parte essenziale della narrazione: l’orso si muove con passo largo e tranquillo, il ragno scatta rapido e nervoso, il moscerino è un piccolo scricciolo pieno di energia.
Anche le voci contribuiscono a definire i caratteri: quella dell’orso è profonda e roboante; Eugenio parla con un tono nasale, quasi sfasato; il moscerino, interpretato da Annalisa Arione, sembra un buffo incrocio tra una creatura dispettosa e un’eroina avventurosa, con una voce stridula e giocosa che conquista il pubblico.

Ph: Gino Nardo
Ph: Gino Nardo

Le musiche – affidate a pianola e fisarmonica di Enrico Messina – ricordano il commento vivace dei film muti. Sono sempre presenti ma mai invadenti: accompagnano la scena come un sottile filo musicale, sottolineando gag e momenti poetici.
Molto efficace anche il disegno luci. A volte illumina i tre protagonisti come piccoli eroi di una favola urbana; altre volte si tinge di rosso per rappresentare la voce pettegola e moralista della città, capace di ingigantire ogni stranezza attraverso telefoni, chat e chiacchiere.

Il messaggio arriva con levità e chiarezza: spesso temiamo ciò che non conosciamo. Ma basta fermarsi, guardarsi davvero, per scoprire che le differenze non sono una minaccia, bensì una ricchezza.
Il moscerino, con la sua breve vita, ricorda a tutti che il tempo non va misurato in anni ma in meraviglia: basta vedere il mare, la campagna, gli animali e le piante per capire quanto il mondo sia grande.

Il finale è un momento di magia teatrale. Con un delicato gioco di luci e ombre, il moscerino diventa stella, e la sala galassia. La chiusura poetica lascia in sala un senso di tenerezza e speranza.

Uno spettacolo educativo, quasi “montessoriano” (dice la protagonista), nella sua fiducia nella curiosità e nella scoperta. Soprattutto, una storia raccontata con grazia e ironia. Perché a volte la felicità nasce proprio così: da un orso che legge, un ragno che ascolta e un moscerino che vuole vedere il mondo.

Le rocambolesche avventure dell’orso Nicola, del ragnetto Eugenio e del moscerino che voleva vedere il mondo e che rese tutti felici
Compagnia Arione De Falco
con Alberto Branca, Annalisa Arione, Dario de Falco
musiche di Enrico Messina
movimento scenico di Annalisa Cima
con il sostegno di Catalyst
Premio EOLO AWARDS 2025 per la migliore scrittura drammaturgica

età consigliata: 5+
durata: 50’

Visto a Novoli, Teatro Comunale, 15 marzo 2026

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