Salone del libro di Torino. Come sta l’editoria teatrale?

Cuori selvaggi. XXIV edizione del Salone Internazionale del Libro di Torino
Cuori selvaggi. XXIV edizione del Salone Internazionale del Libro di Torino

Dino Audino, Carocci, Meltemi, Il Saggiatore, LIM, Mimemis… sono alcuni degli editori incontrati che trattano “ancora” di teatro e danza: le loro testimonianze

Editoria teatrale italiana: un settore di nicchia, in equilibrio instabile per la sopravvivenza, che abbiamo deciso di tornare ad indagare in occasione della 34^ edizione del Salone del Libro, che si è svolta a Torino dal 19 al 23 maggio scorsi.
Dieci anni dopo la nostra ultima incursione video al Salone (in quell’occasione conversammo con Enrico Falaschi di Titivillus) possiamo tranquillamente (anzi, amaramente) ammettere che la situazione si è ulteriormente impoverita.
Improvvisando una sorta di esperimento, a metà tra il gioco e l’inchiesta giornalistica, siamo partiti dal catalogo espositori sul sito del Salone e ne abbiamo filtrato l’elenco fino ad ottenere solo quegli editori/espositori afferenti alla specializzazione “Teatro/Danza”. Risultato: 46 nomi su un totale di 839 editori presenti. E con delle mancanze, come quella della stessa Titivillus, eccellenti. Perché anche riuscire ad essere presenti al Salone del Libro può rappresentare un impegno economicamente rilevante.

Questo dato testimonia che più del 5% dell’editoria italiana (almeno quella presente al Salone) ha fra i proprio interessi l’editoria legata al teatro e alla danza, così come parrebbe farci intendere il catalogo espositori? Beh, ci è voluto poco per rendersi conto che così non era. E’ stato sufficiente compiere un giro veloce fra gli stand degli espositori citati e toccare con mano la realtà. Nella maggior parte dei casi quell’indicazione specialistica appiccicata accanto al nome non era nient’altro che un’insignificante etichetta in mezzo a tante altre; e così, armandoci di pazienza, passando da uno stand all’altro, ci siamo soffermati su quegli editori, a nostro avviso, meritori di attenzione e ad alcuni abbiamo chiesto di raccontarci qualcosa a proposito della propria storia, del proprio lavoro, della propria opinione riguardo allo stato dell’editoria di genere e delle aspettative collegate alla propria presenza al Salone.


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