Tra Gian Burrasca e Falcone, un weekend da ragazzi

Per questo!|Gianni detto Burrasca di Assemblea Teatro
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Gianni detto Burrasca di Assemblea Teatro
Gianni detto Burrasca di Assemblea Teatro
Alla Casa del Teatro Ragazzi e Giovani di Torino abbiamo seguito un weekend di spettacoli dedicati alle nuove generazioni: dal monologo “Per questo!” su Giovanni Falcone al “Gianni detto Burrasca”, di Assemblea Teatro da vent’anni in scena.

È proprio Giannino Stoppani l’incendiario d’animi raffermi che da vent’anni scompiglia il mondo dei grandi e ravviva l’entusiasmo dei piccoli a teatro. Negli occhi del discolo Gianni detto Burrasca osserviamo il desiderio di libertà generato da un mondo adulto che non ascolta e non diviene stimolo di crescita.
I due genitori, pronti in ogni istante a offendere Giannino, vivono d’incomprensioni e parole imbrattate che sporcano l’aria inquinando quella di tutti, nostra e del figlioletto che quasi per destino fatale rigetta in ludica competizione il rapporto con i suoi perfidi “creatori”. Il piccolo ne uscirà fuori sempre vincente, esuberante e persistente ma mai cattivo o arrogante; a vederlo in azione tutto sembra fuorché un diavoletto di perfidia, probabilmente un folletto, quello sì, amico del piccolo Puck del sogno shakespeariano.

La lontananza generazionale ritrae una storia dell’epoca post-unitaria senza getti anacronistici, un’incisione d’intenti teatrali che concentra la crescita evolutiva di un bambino in cerca di spalle adulte (colpevoli di non garantirne il supporto), l’amicizia con il suo compagno di pulizie e di giochi in collegio e la conseguente scoperta di un tempo dedito agli altri, la gratuità di azioni che fanno sempre crescere, la sfida di un piccolo David contro l’occhio unidirezionale e mai veritiero di Golia (quello della nutrice di un collegio infernale o dei genitori sempre di nero vestiti).

Da vent’anni in scena, lo spettacolo interpretato da Cristiana Voglino, Angelo Scarafiotti e Roberta Fornier (regia di Gigi Gherzi per Assemblea Teatro) si nobilita in narrazione biografica senza sfociare nel “caro-diarismo” grazie ai cambi veloci, all’uso dello spazio scenico e delle musiche cantate.
“Gianni detto Burrasca” è un’intelligente restituzione del testo di Luigi Bertelli (Vamba) pubblicato sul “Giornalino della Domenica” a inizio Novecento.


Per questo!
Per questo! della compagnia Bonaventura (photo: la-bonaventura.it)
In un week-end ormai invernale, un’altra storia ha abitato la Casa del Teatro Ragazzi e Giovani di Torino: il monologo teatrale “Per questo”, interpretato da Eleonora Mino, sulla morte di Falcone e sull’anti-mafia.
Alla fine del secolo una tragedia civile coinvolge l’intero Paese lasciando poco spazio alle arringhe giocose tra genitori e figli; il martirio avvicinerà le generazioni a un lutto: la morte di Giovanni Falcone.
Al centro della scena l’esistenza di una ragazzina palermitana che cerca risposte nelle parole del proprio padre. Il monologo agisce di sogni propri mostrando lo sguardo migliore di chi ha amato la nostra Italia rendendola più sana e meno mafiosa, fino a cedere un po’ più di sé per quel noi che riguarda tutti. Un progetto d’amore trasformato in legge etica e in cultura secondo un’idea comune di bene.

La storia di Giovanni Falcone è riuscita a unire le generazioni, ora in grado di non sentirsi più fragili e sole nella sfida al silenzio complice dell’omertà e del disinteresse per il bene di chi abita le strade fuori dalle nostre case illusoriamente protette. In un certo senso è vero: la mafia non esiste; esistono persone reali che aderiscono o meno a una certa gestione del pezzo di mondo che ci viene consegnato in vita.
Giovanni Falcone, Paolo Borsellino, Peppino Impastato, Pino Puglisi sono esempi di vite fertili perché da loro stessi donate a chi le incontrava, a chi le voleva da tempo nel mondo dentro sé, a chi – oltre a credere nel proprio credo – ha accolto una vitalità che ora continua a esistere grazie a loro. Testimonianze autentiche sopra ogni immagine mediatica di corpi senza più calore, lontane dal riverbero di prepotenze vissute ogni giorno nelle strade e nelle scuole, vincenti sui vermi nascosti e impuri che non potranno mai sciogliersi in bellezza ma solo in morte.

Lo spettacolo, tratto dal libro “Per questo mi chiamo Giovanni” di Luigi Garlando, fa parte di un più articolato progetto intitolato “In viaggio… con Giovanni” sull’educazione alla legalità, che ha visto il coinvolgimento diretto della stessa attrice in scena: Eleonora Mino, co-direttore artistico della Compagnia Bonaventura, avvocato e operatore culturale.

Gianni detto Burrasca
regia: Gianluigi Gherzi
elaborazione drammaturgica: Gianluigi Gherzi e Loredana Perissinotto
musiche: Rudi Trudi, George Winston, Tom Waits, The Doors, Zap Mama, 99 Posse
con: Cristiana Voglino, Angelo Scarafiotti, Roberta Fornier
produzione: Assemblea Teatro
età consigliata: dai 6 anni

Per questo!

tratto dal libro “Per questo mi chiamo Giovanni” di L. Garlando
di: Lucio Diiana, Eleonora Mino, Davide Viano
con: Eleonora Mino
collaborazione alla messa in scena: Roberta Triggiani
luci e scene: Lucio Diana
durata: 1h
fascia d’età: dai 9 anni – per tutti
 

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