La Tappa fiorentina (con mutanda) de Gli Omini

Gli Omini - Tappa

Gli Omini – Tappa

Quest’estate gli Omini hanno fatto “Tappa” a Firenze, in piazza della Passera, luogo storico dell’Oltrarno fiorentino, proprio a due passi da Ponte Vecchio. Lo spettacolo è il terzo e ultimo del progetto “Memoria del tempo presente”, e non ha una forma definitiva. La sua specificità, anzi, è proprio quella di non avere una struttura preordinata, di ricrearsi continuamente sulla base delle ricerche che Gli Omini conducono sul luogo che ospiterà lo spettacolo. Klp ne aveva già parlato con loro in occasione della “Tappa” romana nel 2010.

Per questa nuova “Tappa” la compagnia ha incontrato e ascoltato per dieci giorni, dal 20 al 30 agosto, gli abitanti del centro storico fiorentino, tra Borgo San Jacopo a Piazza Pitti, e il 31 agosto alle 18,45 è andata in scena con uno spettacolo che non esisteva prima, e che non verrà mai più replicato. Alle 18, quando arrivo in piazza della Passera, ci sono già alcune persone sulle panchine, sistemate a leggero emiciclo. Proprio di fronte, la panchina “di scena” e, dietro, tre sedie e un fondale “arboreo” costruito con le piante della piazza. I bar tutt’intorno cominciano a darsi da fare per gli aperitivi, mentre due ragazzi del pubblico già bevono uno spritz.

Sopra le nostre teste c’è una mutanda gigante: penzola da un filo, come se qualcuno l’avesse messa lì ad asciugare. Non poteva essere altrimenti: Gli Omini sono toscani (due pistoiesi e due casentinesi) e giocano col nome della piazza, alludendo all’organo genitale femminile.


Poi lo spettacolo comincia. Comincia così, senza preparazione. Gli Omini arrivano da una delle vie che affluiscono nella piazza, in una sorta di carro carnevalesco che raduna alcuni personaggi emblematici della fiorentinità: i musicisti di strada, la statua vivente, l’americano, il pittore, il punkabbestia coi cani, il turista orientale e così via. Uno degli Omini tiene una girandola gialla in alto, guida turistica dell’improbabile gruppetto. Poi tutti si disperdono tra il pubblico, a parte i musicisti che si sistemano sulle sedie di scena, viventi intermezzi musicali, e Gli Omini (Francesco Rotelli, Francesca Sarteanesi, Luca Zacchini e Riccardo Goretti) cominciano lo spettacolo proprio a partire dalla guida turistica, che dà una serie di versioni tutte diverse, tutte possibili, del perché la piazza si chiami proprio così: piazza della Passera. E allora è tutto un susseguirsi di voci, le parole raccolte vengono restituite, e Gli Omini attraversano una vasta gamma di argomenti, tutti quelli scaturiti da chi vive quotidianamente a Firenze: il caldo, il sindaco Renzi e le sue scelte, il traffico, l’Arno non più d’argento ma “di merda”, le panchine di piazza S. Maria Novella che sembrano casse da morto, le “palle” di piazza Ginori che se ci inciampi “ti tronchi”. E ancora il lamento per la scomparsa degli artigiani intorno alla piazza, i problemi dei giovani e il lavoro. E poi le donne, le amanti, il matrimonio: tutto trova posto all’interno dello spettacolo, tutta la realtà merita di essere raccontata.  

La panchina, come la musica, diventa una stazione che serve a punteggiare il racconto. Le voci si interrompono e intravediamo immagini: giovani, vecchi, una coppia di innamorati, le pose delle persone che hanno abitato quella panchina. Poi piano piano questo universo di voci si concretizza in qualcosa come un personaggio, con un corpo e una voce specifici, che assomiglia molto al corpo e alla voce degli attori che se ne fanno carico: come quello tenero e arrabbiato della spacciatrice che “entra e esci” si è fatta “13 anni di galera”, e che conoscono tutti qui in zona. La ricerca antropologica diventa drammaturgia del personaggio, che nasce dall’incontro-innamoramento con una persona che davvero vive ed esiste, e che è registrata e riprodotta così com’è, senza voler cambiare nulla, e senza voler semplificare nulla.

E allora altre tonalità sono possibili: tonalità drammatiche, anche. Non ridiamo più, o ridiamo meno: arriva qualcosa che disturba, che non capiamo. E arriva una lacuna nel ritmo, un’incertezza, una pausa nel chiacchiericcio continuo e irrefrenabile. La corsa per un attimo si incaglia. Ma è già finito, si va oltre, come nella vita, con un pezzo sul turismo, o meglio sul Fu Turismo, eterno rimpianto dei ristoratori fiorentini.

A volte vorremmo più tempo, più pause per capire, per assaporare, per distinguere. Ma va così, e improvvisamente come è cominciato, lo spettacolo finisce.
La piazza, per tutto lo spettacolo, non ha mai smesso di vivere, vociare e partecipare: perché il teatro degli Omini è teatro degli uomini, della gente, nasce da loro e a questa ritorna, senza troppi giri. E quest’immediatezza comunicativa è impagabile.

TAPPA. Memoria del tempo presente. Progetto teatrale e socio-umanistico  
di e con: Francesco Rotelli, Francesca Sarteanesi, Luca Zacchini, Riccardo Goretti
durata: 40′
applausi del pubblico: 2’ 05’’

Visto a Firenze, Piazza della Passera, il 31 agosto 2012
Estate Fiorentina 2012


 

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