Frida Kahlo e l’amore a tutti i costi. Viva la Vida!

Viva la vida di Assemblea Teatro

Viva la vida di Assemblea Teatro

Dopo il debutto all’ultimo Festival delle Colline Torinesi e una fortunata tourneé all’estero, torna sui palchi torinesi “Viva la Vida”, spettacolo proposto da Assemblea Teatro nel contesto della rassegna “Teatro en Español”. Un lieto ritorno anche e soprattutto per la brava Annapaola Bardeloni, attrice italo-uruguayana qui nei panni di Frida Kahlo.
La regia è firmata da Renzo Sicco e Giovanni Boni, mentre le musiche tradizionali messicane, non più dal vivo in questa fase dello spettacolo, sono cantate da Chavela Vargas e Macarena Paz Pizarro.

Le luci si abbassano lentamente e siamo subito in Messico grazie al calore delle note di “Paloma Negra” che incalzano per un tempo piacevolmente lungo. La scena è minima, Frida rimane per tutto lo spettacolo ancorata a un trono bizzarro, una sedia trasparente che sdrammatizza il décor fatto invece di pesanti cornici; una serie di quadri vuoti su fondo nero.

Rispetto alle versioni precedenti, questo “Viva la Vida”’ ‘in lingua’ accoglie un’altra presenza in scena, Luisella Tamietto, che prende il posto della brava Macarena Paz Pizarro (che nelle prove precedenti suonava e cantava un triste e appassionato controcanto alle parole della pittrice).
Il testo vibra grazie alla voce, intensa e multiforme, della Bardeloni, che può contare su un solido artigianato teatrale, senza mai cadere nell’esagerazione (un grande pericolo visto che Frida Kahlo è un’icona, un mito) o nel patetico. Solo si stringe le cinghie del corsetto e ad ogni sforzo infonde magicamente vita al bellissimo testo di Pino Cacucci basato sulla lotta tra l’artista e la morte.

In “Viva la Vida”, Frida è in prima istanza una donna che ama, una donna capace di lottare per l’arte e la politica ma soprattutto capace di affrontare il dolore. Mentre ci racconta la sua storia, dall’incidente che la segnò per sempre alla difficile e intensa relazione con Diego Rivera, capiamo come il suo dolore sia universale: quello proprio di chi fa dell’amore un modo di “creare” la realtà e non semplicemente di viverla.

Durante lo spettacolo, il pubblico siede attento senza mai distogliere lo sguardo dal corpo di Frida, un corpo ora piccolo e perso in un gesto apparentemente insignificante, ora trasformato in quello di un gigante che plasma lo spazio attorno a sé con un semplice respiro.
Tuttavia, se la Bardeloni regge da sé ben un’ora e un quarto di spettacolo, qualche perplessità la solleva la decisione di inserire un secondo personaggio. Senza nulla togliere alla Tamietto, il ruolo assegnatole (la cui funzione è forse legata a una preoccupazione per la staticità dell’intero spettacolo) risulta ambiguo e legato in modo vago alla Pelona, la morte che segue come un’ombra la vita di Frida.
La Tamietto si muove lentamente e manipola oggetti, azionando un vecchio grammofono o spargendo polvere d’oro, intervallando una risatina sarcastica di fronte alle pene di Frida. Viene tuttavia da pensare che la sua presenza non sia affatto necessaria, malgrado l’attrice sia all’altezza del compito.

Non si può però essere troppo severi nei confronti di uno spettacolo che ha raccolto molti plausi e che affronta il rischio di ulteriori cambiamenti. Rimaniamo quindi curiosi di vederne i prossimi sviluppi e di capire se il personaggio della Tamietto avrà il respiro che merita affianco alla “mostruosa” figura della Bardeloni.

VIVA LA VIDA!

scritto da Pino Cacucci
interpretato da Annapaola Bardeloni e Luisella Tamietto
regia: Renzo Sicco e Giovanni Boni
immagini video: Marco Pejrolo
durata: 1h 15’
applausi del pubblico: 2’ 59’’
spettacolo in lingua spagnola

Visto a Torino, Cavallerizza Reale, il 30 novembre 2011

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *