Stagione di Prosa Teatro Alighieri Ravenna 2010-11

LA STAGIONE DI PROSA DEL TEATRO ALIGHIERI DI RAVENNA

Grande spazio agli autori contemporanei tra gli otto titoli in cartellone. Nonostante i tagli alla cultura, il grande sforzo di Ravenna Teatro è quello di mantenere un cartellone ampio e di qualità.

 

Ravenna Teatro e l’Assessorato alla Cultura del Comune di Ravenna presentano la Stagione di Prosa 2010-11. Nonostante la fase particolarmente delicata per la cultura nel nostro Paese, travolta da una crisi economica senza precedenti che si riflette nei pesanti tagli al settore, vengono mantenuti gli otto titoli in abbonamento (cui si aggiunge anche un fuori abbonamento) e si ribadisce l’impegno del teatro, nelle sue diverse forme, a nutrire la vita culturale della città.

 

In un programma fortemente segnato dalla drammaturgia del Novecento la Stagione di Prosa

2010-11 – che si aprirà il 6 ottobre per concludersi il 21 aprile – si fa strada tra rivisitazioni di testi cardine della letteratura italiana ed europea, drammaturgie di oggi, i grandi comici e la tradizione partenopea. Otto titoli in abbonamento che andranno in scena esclusivamente al Teatro Alighieri con protagonisti come Elio (di Elio e le Storie Tese), Laura Marinoni e Sergio Romano, Sandro Lombardi, Romina Mondello, Daniela Poggi e Patrizia Zappa Mulas, Alessandro Gassman, Ferdinando Bruni e Elio De Capitani, Roberto Herlitzka e Lello Arena, Luca De Filippo – ai quali si aggiunge uno spettacolo del Teatro delle Albe fuori abbonamento (6 e 7 ottobre) a mo’ di prologo: quel detto Molière – parte, insieme all’Avaro, dell’affondo che la compagnia ha realizzato nell’universo dell’omonimo autore – che ha debuttato a febbraio in Belgio. Una stagione che tratteggia i contorni di un’epoca, la nostra, ricca di contraddizioni attraverso opere che creano connessioni tra le diverse forme d’arte facendo del teatro un fertile terreno di scambio e di unione.

Da secoli, in Europa e nel mondo, il teatro italiano è riconosciuto come una delle tradizioni teatrali più importanti – afferma Marco Martinelli. È stata la commedia dell’arte, con la sua geografia particolare, locale, spezzettata nelle tante lingue dei dialetti, a rappresentarci come italiani in terre straniere. Da sempre il teatro celebra l’unità del paese nella diversità come fattore di ricchezza, e la nostra stagione di prosa riflette tale unità-nella-diversità.”

 

La Stagione 2010-11 sarà anche caratterizzata dalla ripresa degli incontri con gli artisti e da diverse connessioni (in via di definizione) con la scena contemporanea presentata al Rasi dal Nobodaddy.

 

Il programma

 

Dopo il prologo di ottobre con lo spettacolo del Teatro delle Albe, ad aprire il programma in abbonamento sarà un insolito Elio (di Elio e le Storie Tese) nei panni “screanzati” di Gian Burrasca, l’irrefrenabile protagonista del romanzo di Vamba (al secolo Luigi Bertelli) dei primi del Novecento. Lina Wertmüller, che ne cura la riscrittura e la regia (come già per la serie televisiva degli anni Sessanta con Rita Pavone), ha estratto dal testo gli episodi che hanno reso familiare il personaggio e ha creato un’atmosfera in bilico tra sogno e realtà, per rievocare in teatro quel monello dall’aspetto divertente e dall’animo irrequieto capace di far crollare le rigide regole del collegio e le ipocrisie della famiglia nel mondo conformista dell’Italia umbertina. La colonna sonora è basata sulle musiche di Nino Rota, nel centenario della sua nascita, arrangiate per quintetto ed eseguite dal vivo (si tratta di una novità 2010/2011; in scena il 26, 27 e doppia replica il 28 novembre).

Con Le signorine di Wilko, tratto dall’omonimo romanzo dell’autore polacco Jaroslaw Iwaszkiewicz che il regista lettone Alvis Hermanis ha adattato per la scena, la Stagione di Prosa del Teatro Alighieri apre alla scena contemporanea europea. Laura Marinoni e Sergio Romano sono protagonisti delle vicende di Wiktor Ruben, che al suo ritorno a Wilko, dove in gioventù aveva trascorso le estati, ritrova le donne con ciascuna delle quali aveva un rapporto unico e segreto. Lo spettacolo si snoda come un viaggio nella memoria privata dell’uomo a colloquio con il proprio passato, per rintracciare nel presente i fili interrotti delle relazioni e per rimediare all’ignavia giovanile (in scena dal 9 al 12 dicembre).

Torna poi con un nuovo lavoro il sodalizio artistico tra Sandro Lombardi e Federico Tiezzi, che ha più volte affrontato l’universo teatrale di Giovanni Testori, autore-poeta del Novecento che si confronta qui con il capolavoro di Manzoni. Con I promessi sposi alla prova, ai grandi motivi manzoniani della pietà, della grazia, della Provvidenza e della salvezza, il più lirico e caustico dei nostri autori mescola i temi di riflessione sui nuovi mali che affliggono la società, come il degrado e l’omologazione del pensiero. Legandosi anche ai temi dell’Unità d’Italia, Tiezzi, Lombardi e Iaia Forte danno nuova vita a figure cardine della cultura nazionale, da Don Abbondio a Renzo e Lucia, fino all’Innominato (in scena dal 27 al 30 gennaio; si tratta di una novità 2010/2011).

È poi la volta della scrittura noir di Carlo Fruttero, che con la sua penna caustica e acuta disegna in Donne informate sui fatti otto personaggi femminili (tra le protagoniste Romina Mondello, Daniela Poggi, Patrizia Zappa Mulas) diversi per età, per cultura, per provenienza sociale, che tratteggiano un fatto di cronaca nera con le loro voci incalzanti, divaganti, rabbiose, pietose, che si susseguono, si intrecciano e si smentiscono in un turbinio poliziesco dal sapore grottesco (in scena il 15, 16, 17 e 18 febbraio).

Dopo il successo de La parola ai giurati, torna al Teatro Alighieri Alessandro Gassman interprete e regista di Roman e il suo Cucciolo dell’autore americano Reinaldo Povod (di madre portoricana e padre russo emigrato a Cuba): attraverso le sue parole Gassman pone uno sguardo sul presente che è anche un richiamo a problematiche sociali di grande attualità come la presenza degli immigrati nelle città dell’occidente e il conseguente mutamento delle relazioni (in scena il 24, 25, 26 e 27 febbraio).

Ma anche Angels in America. Parte II: Perestroika di Tony Kushner – portato in scena da Ferdinando Bruni e Elio De Capitani col Teatro dell’Elfo – costituisce un’intensa indagine sull’oggi. Si tratta di uno dei casi letterari della fine del secolo scorso (la cui versione televisiva è un autentico cult-show con Al Pacino e Meryl Streep) ambientato nella New York degli anni Ottanta, febbrile e onnivora, contenitore ideale delle crisi d’identità di un’umanità dolente. La prima parte di questa epopea – che vede protagonisti, nell’america reganiana, ferocemente liberista, reazionaria, omofoba, l’avvocato maccartista Roy M.Cohn e l’ascesa dell’Aids come flagello indiscriminato – ha ricevuto il Premio Associazione Critici di Teatro, il Premio Ubu per l’Attore non protagonista e per il Nuovo attore under 30, il Premio Hystrio alla regia, e il titolo di Miglior regia e Miglior spettacolo di prosa agli Olimpici per il Teatro (in scena dal 10 al 13 marzo).

A seguire il riadattamento di Ruggero Cappuccio di un altro capolavoro della letteratura europea, il Don Chisciotte. Cappuccio riscrive il mito di Cervantes affidandolo a due tra i più grandi attori della nostra scena, distanti e complementari come distanti e complementari sono Don Chisciotte e Sancho Panza. Roberto Herlitzka e Lello Arena riconsegnano la vicenda narrata da Cervantes alla contemporaneità, attraverso un’indagine interiore che svela il rapporto tra dolore e bellezza: il primo, immerso in una perenne insoddisfazione, insegue una visione poetica dell’esistenza; il secondo impersona la figura del suo pingue e umanissimo scudiero, incapace d’innalzarsi al di sopra della piatta realtà (si tratta di una novità 2010/2011; in scena il 31 marzo e l’1, 2, 3 aprile).

A chiudere la Stagione sarà il testimone di una grande “dinastia” del teatro italiano: Luca De Filippo, figlio del grande Eduardo, è protagonista di Le bugie dalle gambe lunghe dove si mette in scena l’eterno conflitto tra verità e menzogna, apparenza e sostanza, libertà dell’individuo e giudizio della comunità. Con questa commedia a tinte forti, polemica e ottimista insieme, Eduardo svela che quelle con le gambe corte sono le bugie dei bambini, mentre le altre hanno le gambe lunghe e “tutti noi dobbiamo aiutarle a camminare per non far cadere l’impalcatura della società” (si tratta di una novità 2010/2011; in scena il 18, 19, 20 e 21 aprile).

 

 

 

Il prologo alla Stagione di Prosa

 

Il 6 e 7 ottobre (oltre a una replica il 5 alle 10,30 per gli studenti delle scuole medie e superiori) il Teatro Alighieri ospiterà detto Molière, scritto e diretto da Marco Martinelli, che con L’Avaro, visto in maggio al Teatro Rasi, fa parte di un affondo del Teatro delle Albe nell’universo del grande drammaturgo francese. Lo spettacolo, dal tratto corale, è frutto di una coproduzione con il teatro belga Le manège di Mons, città che sarà capitale della cultura nel 2015, segno di un’intesa culturale che non può non suonare di auspicio per la candidatura di Ravenna per il 2019.

In scena, insieme ad Alessandro Argnani e Roberto Magnani del Teatro delle Albe, l’attore belga Jean-Claude Derudder, Roberto Corradino e una “tribù” di quaranta persone, tra attori professionisti e non, musicisti che suoneranno dal vivo e una nutrita rappresentanza di studenti ravennati: uno spettacolo inusuale, una vera e propria festa che coinvolge il teatro e la città che lo accoglie.

Dalle pagine del Medico per forza prendono vita Sganarello, servette, innamorati, vecchi attaccati al denaro, intenti a giocarsi i loro ruoli in vari livelli di scontro come in un videogioco. In una scena che è un ring da wrestling, due italiani arbitrano le diverse anime di questa opera vitale in cui il teatro si fa corpo, energia, divertimento, non rassegnato sull’inganno, sulla finzione che grava sulla vita, sui rapporti di potere basati sulla mistificazione. Dalla forza dirompente del teatro e da questa vitalità deve essere rimasto incantato quel Molière bambino, Jean-Baptiste Poquelin (che poi sarà appunto ‘detto Molière’), che il nonno portava a stupirsi alla Foire de Saint Germain, tra comici italiani e guitti francesi con il volto infarinato, figure di sogno, fantasmi che nutrirono l’immaginario del futuro commediografo.

 

Per gli studenti universitari la Fondazione Flaminia e il Comune di Ravenna mettono a disposizione 25 biglietti gratuiti per ogni replica e la possibilità di acquistare la sera stessa dello spettacolo un altro biglietto a soli 5 euro.

detto Molière è realizzato dal Teatro delle Albe-Ravenna Teatro in collaborazione con Le manège.mons, la Maison de Culture de Tournai, la Rose des Vents-Scène Nationale de Lille Métropole, sodalizio artistico di lunga data che prefigura anche appuntamenti futuri avendo già programmato la presenza del Teatro delle Albe nel calendario artistico del Théâtre Le manège nel 2015 quando MONS sarà “Capitale Europea della Cultura”.

A questo proposito, in occasione della tappa ravennate dello spettacolo, si stanno programmando alcuni incontri fra l’Assessore alla Cultura del Comune di Ravenna Alberto Cassani e il Sovrintendente del Théâtre Le manège (nonché Commissario di MONS 2015) Yves Vasseur, volti ad approfondire interessi e collaborazioni in vista della candidatura di Ravenna a “Capitale Europea della Cultura” nel 2019 (La città che vorrei, incontri e mostre sui temi della comunità, le identità, le relazioni, la città immaginata e il futuro).

 

I sostenitori

 

La Stagione di Prosa del Teatro Alighieri, diretta e organizzata da Ravenna Teatro per l’Assessorato alla Cultura del Comune di Ravenna, è realizzata grazie al sostegno di Amedea Servizi, Arco Lavori, Ascom, Autorità Portuale, Bambini srl, BCC Banca di Credito Cooperativo, Biagetti, Carnevali & Stern Carrozzerie srl,  Casa della Tenda, Ceir, Con.s.a.r. Coop. Cons., Coop Adriatica, De Stefani Spa, Domus Nova, Eni Power, Esp, Euro Dolciumi, Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna, Gerbella Marco Laboratorio Orafo, Gruppo ormeggiatori, GZ Immobiliare, Hotel Argentario, Iter, Lega Coop, Linea Blu srl, Made Impianti, Mosaico Hotels, Naif Ristorante Pizzeria, Nuova Olp Impianti, Ostello Galletti Abbiosi, Randi Srl, Ravenna Interni, Reclam Edizioni e Comunicazioni, Ristorante Pizzeria Al Passatore, Sanitaria Ravennate, Scotto Shipping Agency, Sfacs, Unipol Assicurazioni, Valerio Monti Tecnologie e Servizi, Vela Bianca e altri in via di definizione.

Oltre che nei teatri cittadini il catalogo della Stagione di Prosa 2010-11 sarà disponibile anche presso gli esercizi che hanno contribuito, con il loro sostegno, alla realizzazione della Stagione di Prosa.

 

 

La campagna abbonamenti

 

– Il costo dell’abbonamento va dai 33 ai 151 euro e comprende tutti gli otto spettacoli in cartellone.

– La campagna abbonamenti ha avuto inizio nel periodo estivo e riprenderà il 16 settembre per chiudersi il 30 ottobre al Teatro Alighieri, via Mariani 2 Ravenna, telefono 0544 242944 (feriali dalle 10 alle 13, giovedì dalle 16 alle 18)

– Si potrà rinnovare l’abbonamento anche via mail inviando la richiesta a info@ravennateatro.com entro il 7 ottobre (tutte le informazioni su www.ravennateatro.com/prosa).

– È inoltre confermata l’iniziativa che permette a tutti gli studenti universitari iscritti all’ateneo ravennate e agli studenti delle scuole superiori che partecipano alla non-scuola di acquistare un abbonamento al prezzo speciale di 35€ scegliendolo nel settore e nel turno gradito a seconda della disponibilità del teatro: in vendita giovedì 4 e venerdì 5 novembre presso la Biglietteria del Teatro Alighieri.

Saranno in vendita da giovedì 28 ottobre 100 carnet composti da 2 biglietti per la Stagione di Prosa, per quella di Lirica e 2 per quella di Danza. Diversamente all’anno scorso tale carnet non è più solo destinato ai giovani e il suo prezzo va dai 48 euro per gli under 26 (contro i 60 dell’anno scorso) ai 72 euro per tutti gli altri.

 

 

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