Al Teatro Menotti di Milano un recital dedicato al cantautore genovese, con la regia di Emilio Russo e gli arrangiamenti musicali di Alessandro Nidi
Raramente il destino, o la natura, intervengono nella drammaturgia di uno spettacolo, arricchendola con effetti speciali. È accaduto al Teatro Menotti di Milano in occasione dell’ultima replica dello spettacolo “L’amore scoppiò dappertutto”, ideato e diretto da Emilio Russo e interpretato con intensità da Laura Marinoni.
Un faro è esploso proprio dopo che Russo, direttore artistico della sala, aveva preso la parola per celebrare Fabrizio De André, dando il via a un applauso appassionato. I frammenti pirotecnici del faro, scivolando in un mulinello, accendevano lo stupore degli spettatori. Un pezzo di vetro che si è spento sul mio maglione blu, lasciando un buco a forma di cuore, è diventato simbolo di ciò che avremmo vissuto durante lo spettacolo: una ferita, una meraviglia, un incontro tra il fragore dell’esplosione e la dolcezza dell’amore che attraversa la musica e la poesia.
“L’amore scoppiò dappertutto” è un affascinante tributo a Fabrizio De André a 26 anni dalla sua morte. Pur mantenendo il cuore pulsante delle sue canzoni, lo spettacolo va oltre la semplice esecuzione musicale, trasformando i brani in terreno fertile per nuove interpretazioni.
L’intuizione di Russo è quella di integrare la musica con la poesia e la prosa di autori come Lee Masters, Erri De Luca, Brassens e Mahmoud Darwish, creando un ponte tra diverse espressioni culturali. Così, il repertorio deandreiano si rinnova, legandosi a un dialogo profondo con altre forme d’arte, spingendo il pubblico a ulteriori riflessioni.
Non si tratta solo di un concerto tributo, ma di una vera e propria esplorazione delle tematiche care a De André: anarchia, libertà, amore, morte, resistenza sociale e spiritualità. Marinoni affronta questi temi con piglio deciso e sensibilità, mettendo in luce la profondità dei testi di De André, alcuni dei quali vengono “sporcati” o, per converso, recitati con eleganza. L’esecuzione di brani come “Se ti tagliassero a pezzetti” ci permette di apprezzare interamente la sublime poesia di De André, facendo emergere l’assurdità che non abbia mai ricevuto il Premio Nobel per la Letteratura.
I testi di De André vengono trasfigurati attraverso una serie di contaminazioni che ne esaltano la modernità. Ogni canzone è ripensata, decontestualizzata, ma al tempo stesso arricchita da una nuova energia che interagisce con l’ascoltatore in modo diverso rispetto alle versioni originali. Le interpolazioni poetiche degli autori già citati, di Leonard Cohen, Riccardo Mannerini e dello stesso Russo, rendono l’esperienza ancora più stratificata. Le suggestioni letterarie, insieme alle note, creano un’atmosfera coinvolgente.
Il titolo stesso dello spettacolo, “L’amore scoppiò dappertutto”, evoca un’esplosività e una rivelazione che si riflettono nell’energia che Marinoni e i musicisti infondono nella performance. Qui è di scena l’amore universale che celebra la vita, le sue contraddizioni e la sua bellezza fatta di fragilità. L’innovazione musicale e la ricchezza delle citazioni poetiche rendono il recital un’esperienza multidimensionale.
La musica è cuore pulsante grazie agli arrangiamenti di Alessandro Nidi. L’integrazione del jazz, pur rispettando le strutture originali, nobilita e contamina le canzoni con nuove sonorità, creando un incontro tra classico e moderno. Brani storici come “Morire per delle idee”, “La domenica delle salme”, “Canzone del maggio” e “Preghiera in gennaio” trovano un respiro nuovo, senza per questo perdere la loro forza emotiva.
Gli arrangiamenti di Nidi, con il contributo del suo ensemble musicale – Sebastiano Nidi (percussioni), Filippo Nidi (trombone e tromba), Andrea Coruzzi (fisarmonica, flauto e sax) e lo stesso Alessandro Nidi al pianoforte – affiancano quei testi con uno sguardo diverso. I brani, pur mantenendo intatta la loro essenza, sono trasfigurati da un linguaggio musicale nuovo solenne, fino al climax finale che sembra emulare Ravel. Le sonorità oniriche, come quelle di “Via del Campo” eseguita allo xilofono, creano atmosfere suggestive per riscoprire la potenza emotiva di queste canzoni.
Laura Marinoni, con la sua presenza magnetica rimarcata dai costumi di Pamela Aicardi, trasmette una forza impetuosa. La sua capacità di modulare le emozioni, alternando intensità e delicatezza, arricchisce la lettura e il canto con nuove riflessioni. La sua interpretazione diventa atto d’amore verso De André e la sua visione del mondo: una condanna al conformismo borghese e al perbenismo, ma anche una meditazione sull’esistere, sull’amare, sul resistere. L’alito della morte che soffia su questi brani non è mai tragico: l’arte riesce a sublimarlo in orizzonti poetici che toccano la speranza.
“L’amore scoppiò dappertutto” non è nostalgia, ma riscoperta. Le canzoni di De André non sono mai state più vive e attuali. Questa musica continua a parlare, interpellare, coinvolgere. Tra i brani proposti figurano anche “Giugno 73”, “Sidun”, “Bocca di rosa” e “Una smisurata preghiera”. Ciascuno è il frammento di un mosaico che si compone di emozioni universali e riflessioni sulle ingiustizie del mondo, la prevaricazione, le disuguaglianze e la lotta per la libertà.
La visione del mondo di De André, fatta di bellezza, passione, amore e consapevolezza, continua a vivere attraverso la sua musica. “L’amore scoppiò dappertutto” è un gioco a incastri che tratta un artista iconico del Novecento italiano e si apre a letture sempre attuali, fino a toccare temi scottanti come la guerra in Medio Oriente e le morti nel Mediterraneo.
Il miglior Emilio Russo, grazie anche al supporto di musicisti avvezzi ai tempi del teatro, e a una signora della scena italiana. Il resto lo fa un gigante della musica e della poesia, la cui eco continua a risuonare dal secolo scorso.
L’AMORE SCOPPIÒ DAPPERTUTTO. Per Fabrizio De André
Ideato e diretto da Emilio Russo
Con Laura Marinoni
Arrangiamenti musicali di Alessandro Nidi
Musica dal vivo Nidi Ensemble
Pianoforte Alessandro Nidi
Percussioni Sebastiano Nidi
Trombone Filippo Nidi
Fisarmonica e sax Andrea Coruzzi
Arrangiamenti musicali di Alessandro Nidi
Costumi Pamela Aicardi
Luci Mattia De Pace
Total look di Laura Marinoni a cura di Antonio Marras
Produzione Tieffe Teatro in collaborazione con il Festival Teatrale di Borgio Verezzi
durata: 1h 30’
applausi del pubblico: 3’
Visto a Milano, Teatro Menotti, il 18 gennaio 2025
