Un’opera collettiva tra saggistica, arti figurative e poesia. Per un nuovo approccio “sonoro” al drammaturgo francese
Siamo onesti: quante volte, assistendo a uno spettacolo teatrale, siamo attirati da suoni, ritmi e rumori, anziché dal significato del testo? Quante volte la musica di scena o la musicalità della drammaturgia ci colpiscono più della prova attoriale? E ancora: siamo in grado di fugare quell’alone di sospetto davanti a un testo scomposto, frammentato, in cui, più che i concetti e i contenuti, contano moduli sonori, cadenze e scansioni?
Chi volesse approfondire un linguaggio che si coglie più con le orecchie e il cuore che con il cervello, legga “Artaud e i suoni della crudeltà” di Antonello (Lello) Cassinotti. L’opera è un invito a cogliere i disegni sonori nascosti in una drammaturgia, e induce a leggere un testo come fosse uno spartito.
Armonia, vibrazioni. I fatti come prodotti dell’analisi trascendentale della musica. Il suono come linea di passaggio dall’astratto al concreto. Come discrimine tra caos e ordine. Per trovare euritmia. E sentire l’anima rizzarsi.
È la forza del teatro di Antonin Artaud (1896-1948), fatto di vibrazioni, timbri e dissonanze. Ed è la maledizione di Cassinotti, fondatore della compagnia delleAli Teatro: musicista per inclinazione, attore per urgenza, artista sonoro per identità.
Artaud entra nella creatività di Cassinotti con le sue ferite e la sua molteplicità. Con la sua vita, prima ancora che attraverso le opere. Ne nasce un libro di grandi dimensioni: la prima parte raccoglie saggi essenziali di quattro studiose e di un regista teatrale; la seconda parte, più ricca e suggestiva, è affidata all’estro creativo di vari appassionati d’arte, e offre spazio anche per i voli pindarici del lettore.
In questo libro dunque Artaud è il pretesto per sdoganare l’inventiva e lo stile di chi gli si accosta. E se è molteplice il drammaturgo francese, è altrettanto plurimo l’approccio di Cassinotti. Che realizza una serie di bellissimi collage grafici. E poi, come se fossero dei sassi da gettare in un lago, li propone a una quarantina di intellettuali e artisti, accompagnati da una frase tratta da Artaud. Dalla collisione tra i collage di Cassinotti e l’inventiva di chi li riceve, nasce un florilegio di pensieri e parole, versi e interpretazioni, con particolare riferimento a colori, luci e soprattutto suoni.
Un artista visionario e concettuale, duttile e straniante, Artaud. Ecco perché il collage è una tecnica adatta a rappresentarlo. Gli agili saggi introduttivi curati da Vincenza Di Vita, Florinda Cambria, Franco Ruffini e Samantha Marenzi servono a inquadrarlo. Simona Bartolena si sofferma invece sulla tecnica e sulla storia dei collage. Poi, a spazzar via ogni accademismo e a dare respiro alla veste creativa, ecco i deragliamenti letterari di teatranti come Andrea Cramarossa, Andrea Cosentino, Paola Manfredi, César Brie, Danio Manfredini, Paola Tintinelli, Rita Frongia, Roberto Latini, Mario Barzaghi, Mariano Dammacco, Claudio Morganti. E via di seguito. L’elenco è lungo. Ci sono anche lo scrittore Oliviero Ponte di Pino, l’illustratore Renzo Francabandera, il poeta e attore Giuseppe Semeraro, i musicisti Nino Locatelli e Giovanni Fontana.
Dalla tonalità alla totalità. In ogni voce c’è il senso della sperimentazione. Decostruire serve a ricomporre. Buttando giù versi strampalati, o elaborando pochissime righe dense di significato.
Qual è infine il senso di quest’operazione? Certo non si tratta di un saggio su Artaud. L’opera, preziosa nella grafica, è disorganica nella struttura. Il libro di Cassinotti è piuttosto una collazione di riverberi. Per raccogliere l’eredità dell’artista francese attraverso i mille echi disseminati dal suo teatro. E assaporare il profumo dei fiori che ne nascono, attraverso l’humus di anime che ne accolgono i semi, a quasi ottant’anni dalla morte.
ARTAUD E I SUONI DELLA CRUDELTÀ
Autore Antonello Lello Cassinotti
Organizzazione Ponte43
In collaborazione con delleAli Teatro e Theatron 2.0
Curatela scientifica e coordinamento Antonello Lello Cassinotti
Pagg. 112
Formato: 27,5 x 33 cm
Coordinamento editoriale Ponte43
Grafica e impaginazione Armando Fettolini
Referenze fotografiche Giudicianni & Biffi – Mezzago
Stampa La grafica – Trento
Per info e prenotazioni: lexlox@virgilio.it
