Il “Coup fatal” di Alain Platel entusiasma il pubblico, anche il più tradizionale

Coup Fatal (ph: Zoé Aubry)
Coup Fatal (ph: Zoé Aubry)

Al Teatro Carignano per Torinodanza lo spettacolo firmato, per la parte musicale, da Fabrizio Cassol e Rodriguez Vangama

L’effetto per i primi minuti è straniante: siamo al Teatro Carignano di Torino, uno dei più begli esempi di teatro all’italiana, con tanto di loggione, palchetti e poltrone rivestite di velluto rosso destinate a un pubblico ancora prevalentemente tradizionale, ma quello che accade in scena ci porta in tutta un’altra dimensione.

“Coup Fatal”, per la regia di Alain Platel e la direzione musicale di Fabrizio Cassol, è uno spettacolo, nato circa dieci anni fa, dall’energia dirompente, di quella che si avverte durante i grandi festival di teatro di strada, come quelli di Aurillac e di Chalon-sur-Saône. Uno spettacolo dal carattere internazionale, che supera ogni forma di categorizzazione e non si limita a lasciarsi vedere, ma richiede al pubblico di abbandonarsi alla sua seduzione.

Lo spazio sette-ottocentesco, ornato di cariatidi e stucchi dorati, decorazioni e soffitto affrescato, seppure magnifico, potrebbe non sembrare il contenitore adatto a questo tipo di spettacolo, ospitato nell’ambito di Torinodanza Festival. Poco per volta, invece, i tredici musicisti-cantori-attori congolesi (dodici uomini e una donna) riescono a catturare gli spettatori, alcuni dei quali accolgono l’invito a danzare, fino a sostenerli con le mani quando scendono in platea per immergersi letteralmente nel pubblico, scavalcando teste e poltrone.

Quasi sempre tutti insieme in scena, questi straordinari professionisti danzano, cantano, recitano, suonano, senza mai risparmiarsi, con una rara qualità di ascolto e di sguardi. Nulla è improvvisato, benché tutto ci appaia estremamente spontaneo.
Musica e danza sono i linguaggi prevalenti, all’insegna del sincretismo. Ritmi e melodie africane si intrecciano e fondono coraggiosamente con il canto lirico, come a suggerirci la ricerca di una comunanza di sensibilità e di temi. Una ricerca, non un’asserzione, ma una porta aperta.

A guidare l’orchestra sul palco, spalle al pubblico, è Rodriguez Vangama, con basso-chitarra a doppio manico. Disposti lungo il fondo, i musicisti-danzatori suonano bonghi, djembé, likembe, balafon e varie altre percussioni tradizionali, interpretando con la stessa naturalezza canti congolesi e celeberrime arie settecentesche come “Che farò senza Euridice?” di Gluck o la struggente “Lascia ch’io pianga” di Georg Friedrich Händel (voce di Coco Diaz, controtenore), ma anche inni alla giovinezza e forti richiami alla consapevolezza degli anni Sessanta come “To Be Young, Gifted and Black” di Nina Simone (voci di Russel Kadima e Boule Mpanya).

Storie d’amore, di gioia, di smarrimento e di rabbia (evocate dalle danze di Jolie Ngemi) si sovrappongono con leggerezza e ironia, come in una commedia che tende a ripetersi, come la vita osservata dal di fuori, quando persino la tragedia diventa sopportabile, si fa poesia e tocca le nostre corde più profonde.

L’irruzione in scena dei Sapeurs congolesi, ossia di coloro che – avendo incontrato l’occidente – hanno fatto dell’eleganza il proprio segno distintivo, risulta priva di giudizio storico, al contrario: è giocosa, se non fosse per quella breve e potentemente simbolica scena che la precede sul fondo, in cui un attore, che tiene in una mano una bottiglietta d’acqua e nell’altra una sneaker Nike, sceglie di versare ostentatamente l’acqua nella scarpa.

Fatta eccezione per gli strumenti e le sedie di plastica blu, la scena è vuota. Una lunga tenda a fili argentati sul fondale, richiamata da due tende simili sui lati del proscenio, contribuisce a creare profondità e ampliare lo spazio d’azione.

Pubblico entusiasta e in piedi. Si potrebbe dire: un coup fatal e un’ulteriore conferma per Alain Platel, Fabrizio Cassol e Rodriguez Vangama, di cui si è molto apprezzato anche “Requiem pour L.”

COUP FATAL
direzione musicale: Fabrizio Cassol
direzione artistica e regia: Alain Platel
direttore d’orchestra: Rodriguez Vangama
con: Coco Diaz (controtenore), Russell Kadima (voce), Boule Mpanya (voce), Fredy Massamba (voce), Deb’s Bukaka (balafon), Jolie Ngemi (danzatrice), Cédrick Buya (percussioni), Bouton Kalanda (likembe), Silva Makengo (likembe), Erick Ngoya (likembe), Brensley Manzo (chitarra), Évry Madiamba (percussioni), Rodriguez Vangama (chitarra elettrica, balafon)
musiche: Fabrizio Cassol, Rodriguez Vangama da Händel, Vivaldi, Bach, Monteverdi, Gluck
scene: Freddy Tsimba
disegno luci: Carlo Bourguignon
disegno sonoro: Guillaume Desmet
costumi Dorine Demuynck
fotografia: Chris Van der Burght
assistenti alla direzione artistica: Romain Guion, Éléonore Bonah
Comédie de Genève

Durata: 1h 50’
Applausi del pubblico: 5’

Visto a Torino, Teatro Carignano, il 16 marzo 2025

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