Hystrio Festival 2025: fra letture, commedie nerd e coreografie vivaci

Mammut (ph: Simone Infantino)
Mammut (ph: Simone Infantino)

Se Fartagnan Teatro diverte con le sue commedie “fantascientifiche”, Kenji Shinohe è brillante nella restituzione coreografica di un tema sociale

La nostra serata alla quarta edizione del Festival Hystrio al Teatro Elfo Puccini di Milano si apre con la commedia “fantascientifica” di Fartagnan Teatro: “Mammut, ovvero vita e morte di un’intelligenza artificiale”. Un lavoro nato in seno alla fucina creativa di Carrozzeria Orfeo e del loro bando “Giving Back”, nonché al supporto di Theatrical Mass di Campo Teatrale.

Il progetto di Fartagnan Teatro trova spazio all’interno di Hystrio Festival, la vetrina dedicata alla scena indipendente under 35 più significativa secondo la rivista Hystrio. La drammaturgia è qui centrale, sia nella messa in scena che nel lavoro di ricerca e creazione, vero fulcro dell’intero lavoro di ricerca del gruppo.
Lo spettacolo è ambientato in un futuro prossimo, in cui la colonizzazione di Marte è diventata una ovvia speculazione immobiliare. Al centro della narrazione c’è Fred, agente immobiliare frustrato, in costante burn out, e le sue domotiche domestiche umanoidi.

Il testo ha una struttura a scene, tipicamente cinematografica, che disvela nel corso della rappresentazione la storia del protagonista e la sua involuzione, da giornalista d’assalto a venditore omologato. Il percorso dei personaggi è tenuto in vita da un ritmo incalzante e da una scrittura brillante, che rende divertente e piacevole la rappresentazione, con attimi di ilarità, satira e talvolta di pura comicità.

La scenografia è essenziale: la simulazione di un bilocale moderno è affidata a sterili parallelepipedi, con un angolo “emotivo” rappresentato da una poltrona verde, e l’armadietto contenente Mammut, il dispositivo di intelligenza artificiale in grado di imitare il carattere e l’emotività di una persona scomparsa.
I costumi, seppur poco curati, aggiungono quel colore necessario ad un dinamismo visivo.

Punto di forza dello spettacolo resta sicuramente la scrittura di Rodolfo Ciulla, capace di satira sociale ma anche di incursioni emotive. Una drammaturgia moderna nei temi, ma classica nello stile, per un teatro di prosa che parla al presente sfruttando il situazionismo distopico con una propensione da nerd dei personaggi.
Il cast, composto da uno straripante Federico Antonello, un istrionico Luigi Aquilino, e i due ottimi umanoidi Maria Canal e Andrea Sorrentino, capaci di rendere credibile il percorso emotivo e di coscienza delle due intelligenze artificiali, rende il tutto godibile.

K(-A-)O (ph: Gabriele Conti)
K(-A-)O (ph: Gabriele Conti)

La serata prosegue con un lavoro completamente diverso: “K(-A-)O”, del coreografo giapponese Kenji Shinohe. 
Siamo qui di fronte ad un assolo che indaga, con sublime ironia e leggerezza, gli stilemi della comunicazione moderna, l’eccessivo uso degli emoji, e l’appiattimento della comunicazione interpersonale attraverso l’eccesso di stimoli mediatici.

In uno spazio vuoto, con un semplice tavolo sulla destra e pochi elementi che nel corso dei 40 minuti di spettacolo invaderanno la scena, tutto è affidato al corpo ed alla mimica di Kenji Shinohe, che mostra un controllo millimetrico del proprio corpo e della mimica facciale, capace di rendere i gesti elementi drammaturgici e non meri movimenti accessori.
L’uso sapiente del corpo, nonché dei ritmi di evoluzione della coreografia, rende la visione quasi ipnotica.
Ed è senza dubbio utile rintracciare, all’interno di un festival dedicato alla drammaturgia contemporanea come Hystrio, momenti dedicati alla pura drammaturgia fisica e coreografica.
“K(-A-)O” ne rappresenta un esito efficace, che analizza con semplicità e perfino il sorriso un tema complesso come il depauperamento della comunicazione e della lingua, nonché della solitudine dovuta a tale difficoltà comunicativa, relegata a smiles, like, emoji ed unlike. “Se in chat usiamo la faccina che ride a crepapelle, noi ridiamo con lei?”.

La serata si conclude con una lettura scenica di “Glenn, una variazione” di Jonathan Lazzini, autore ed attore finalista al Premio Hystrio 2022 proprio con il testo presentato.
Il brano è un flusso ad incastro, un monologo dentro la psiche di Glenn Gould, musicista e compositore canadese tra i più celebri pianisti di tutti i tempi poiché dotato di una tecnica eccezionale. Scomparso a soli cinquant’anni nel 1982, viene ricordato per la modernità nella rilettura ed esecuzione dei classici.
Qui Gould diventa protagonista di un testo diviso in 32 frammenti, seguendo lo schema delle “Variazioni Goldberg”. L’ascoltatore viene trascinato nelle ansie, nelle immagini e nei pensieri del genio canadese, che smise di esibirsi in concerto a soli 32 anni. Il cuore del testo di Lazzini è l’ossessione, la relazione artista-pubblico che, alla fine, scivola inevitabilmente sul valore dell’arte e sul suo senso sociale nel nostro tempo, nonché sugli effetti sull’essere umano.
La formula delle letture sceniche è vincente, consentendo una restituzione appena movimentata che lascia quella sensazione, amata dagli addetti ai lavori, del testo che prende vita durante una lettura a tavolino.

MAMMUT
drammaturgia di Rodolfo Ciulla
regia collettiva di Fartagnan Teatro
con (in o.a.) Federico Antonello, Luigi Aquilino, Maria Canal, Andrea Sorrentino, Giacomo Vigentini (voce)
responsabile di produzione Serena Tagliabue
con la supervisione artistica e organizzativa di Carrozzeria Orfeo
produzione Fartagnan Teatro
Spettacolo vincitore del bando Giving Back 2024 di Carrozzeria Orfeo
Spettacolo vincitore del bando Theatrical Mass 2024 di Campo Teatrale

durata: 1h 30’
applausi del pubblico: 2’

 

 

K(-A-)O
di e con Kenji Shinohe
luci di Cristina Fresia
produzione Fondazione Sipario Toscana
Premio Eolo Awards 2025 per l’uso creativo dei diversi linguaggi della scena

durata: 40’
applausi del pubblico: 2’

 

 

GLENN, UNA VARIAZIONE
Jonathan Lazzini
Lettura scenica a cura di Tindaro Granata per Situazione Drammatica/Il copione
Collaborazione di Renato Gabrielli
Con Giovanni Franzoni

durata: 60′

Visti a Milano, Teatro Elfo Puccini, il 19 settembre 2025

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