Endgame: Antonio Tarantino

Antonio Tarantino. Fotografia di © Francesca Pagliai
Antonio Tarantino. Fotografia di © Francesca Pagliai

“Bisogna rischiare: la carriera gli affetti la salute la libertà e, dulcis in fundo, la vita”.
(“Gramsci a Turi”, A. Tarantino)

Se ne è andato stamattina, in una Torino piovosa e malinconica, il drammaturgo e pittore Antonio Tarantino.

Lo vogliamo ricordare con l’ultima videointervista che gli avevamo fatto, proprio a casa sua, nel quartiere di San Salvario, tre anni fa (“A casa di Antonio Tarantino” di Matteo Tamborrino).


“Ho sempre creduto che gli dei, i miti e gli eroi non siano mai scomparsi dal nostro mondo e, anzi, lo popolino oggi come nell’Età dell’oro. Basta solo saperli scorgere […]. Il nostro mondo è disseminato dei loro segni […]: questi segni si chiamano rivelazioni, apparizioni, epifanie”.
(A. Tarantino, cit. in Massimo Lechi, Antonio Tarantino, “Poetica 2”’, in Idem, L’eresia del dolore)

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