Sblocco 5 propone uno spettacolo immersivo prodotto da Elsinor
Il “Frankestein” della compagnia Sblocco 5, con la regia di Ivonne Capece, neo-direttrice artistica del Teatro Fontana di Milano, che ospita lo spettacolo, è una produzione impegnativa, che conduce verso un’esperienza immersiva per proporre una rilettura femminista dell’opera di Mary Shelley.
La scelta di Ivonne Capece, regista ma anche drammaturga, è di concentrare la propria riflessione sull’opera dal punto di vista dell’autrice del celebre romanzo, e del suo ruolo all’interno della società dell’epoca. Frankenstein, il “mostro” condannato alla sofferenza da un padre terrorizzato dalla sua potenza e dall’ostilità del resto degli uomini, simboleggia quindi – nello spettacolo di Capece – la difficoltà di una donna del primo Ottocento di sentirsi “appropriata” e accettata dall’ambiente letterario in cui vive, un ambiente maschile e maschilista: la scrittrice reagisce così rinnegando e svalutando la propria arte e rinunciando ai suoi sogni.
In scena troviamo quindi una Mary Shelley che, in un viaggio onirico, rivive le difficoltà della sua esistenza, da quelle oggettive e biografiche al rapporto con la sua opera, di cui ha sempre ridimensionato la portata.
L’impianto scenico è degno di nota. All’interno di uno spazio nero, con al centro un enorme schermo per le proiezioni, attraverso interventi di video mapping, Capece immagina la Shelley come un’icona femminista, presentando al contempo la maternità come una condanna: che sia la maternità in senso stretto, oppure quella riferita all’opera stessa.
L’atmosfera dark, le luci taglienti e precise del disegno luci di Cristina Spelti creano la sensazione di trovarsi all’interno di un incubo, in un onirico percorso attraverso i turbamenti dell’autrice. Il tentativo di creazione immersiva ha forse alcune pecche, ma suscita comunque attrazione ed interesse nel pubblico.
Senza soluzione di continuità lo spettatore viene catapultato dentro le angosce, i lutti, i pensieri e le contraddizioni della scrittrice, ma anche nel rapporto con la sua opera. A ciò si aggiunge la riflessione sulla condizione di donna in un’epoca in cui una scrittrice era costretta a ridimensionare il proprio talento, pur provenendo da una famiglia progressista.
Questa rilettura, senz’altro interessante, si scontra tuttavia con una drammaturgia un po’ debole, vagamente frastagliata.
All’ingresso a teatro vengono consegnate delle cuffie wireless: l’intero spettacolo è fruibile attraverso una tecnologia del suono binaurale. Il lavoro del sound designer Simone Arganini si rivela prezioso nel rendere la tridimensionalità del suono, in grado di creare un tessuto di spazi e vuoti sonorizzati che amplificano l’esperienza.
In scena troviamo Maria Laura Palmeri, sola, che in questa macchina tecnologica precisa si muove con attenzione, mantenendo un’alta energia. Tuttavia la sua voce in cuffia risulta roboante e un po’ estranea, la recitazione forse non pienamente adatta al mezzo: per questo ci sembra un po’ un’occasione mancata per avvicinarsi ad un teatro che fa della tecnologia e dell’immersività il suo punto di forza, ma che ha quindi bisogno di stili nuovi e di freschezza interpretativa.
I video di Lorenzo Salucci, che vedono protagoniste Lara Di Bello e Giuditta Mingucci, sono integrati nel contesto narrativo, e propongono spesso un dialogo con l’attrice in scena; tuttavia peccano un po’ di qualità estetica, risultando talvolta fotograficamente piatti, e forse non così allineati alle intenzioni progettuali.
La produzione di Elsinor è comunque un lavoro ambizioso, seppur ancora un po’ zoppicante, che denota un linguaggio senz’altro definito e con margini di crescita, così da poter essere pienamente accolto dal pubblico.
FRANKESTEIN
Regia Ivonne Capece
Con Maria Laura Palmeri, Lara Di Bello e Giuditta Mingucci
Drammaturgia Ivonne Capece
Assistente alla regia Micol Vighi
Sound designer Simone Arganini
Scenografie Micol Vighi
Costumi Micol Vighi
Postproduzione video Cristina Spelti
Light designer Cristina Spelti
Riprese video Lorenzo Salucci
Tecnica Angelo Generali
Produzione Elsinor Centro di Produzione Teatrale
Location video Fondazione Gualandi a favore dei sordi, Museo di Palazzo Poggi Bologna
Durata: 1h 10’
applausi del pubblico: 2’
Visto a Milano, Teatro Fontana, il 13 marzo 2025
