“Il sen(n)o”. Serena Sinigaglia e Lucia Mascino sulla percezione di sé e degli altri

Il senno (ph: Moira Ricci)
Il senno (ph: Moira Ricci)

Per la prima volta in Italia l’adattamento della pièce “The B*easts”, scritta dalla drammaturga inglese Monica Dolan

“Il Se(n)no”, in scena al Cinema Teatro Politeama di Pavia lo scorso 27 febbraio, affronta una tematica di grande attualità e complessità, ponendo il pubblico di fronte a interrogativi etici e psicologici profondi.
L’idea di sviluppare un monologo in cui una psicoterapeuta si rivolge direttamente agli spettatori per analizzare il controverso caso di una madre che ha acconsentito a far sottoporre la figlia di otto anni a un intervento di chirurgia plastica è senza dubbio interessante e stimolante. Si tratta di un’opera presentata per la prima volta in Italia, adattamento della pièce “The B*easts”, scritta dalla drammaturga inglese Monica Dolan.

Lucia Mascino, con la sua solida presenza scenica e la capacità di dare profondità emotiva alle parole, regge il monologo con grande professionalità e trasmette al pubblico il turbamento e le contraddizioni del suo personaggio. La regia di Serena Sinigaglia punta su un minimalismo che enfatizza il peso del discorso e le sfumature dell’interpretazione.
L’elemento scenografico principale, un grande arbusto spoglio che la protagonista cura e pota nel corso della rappresentazione, diventa un simbolo efficace del lavoro della psicoterapeuta, evocando il concetto di trasformazione e di ricerca di equilibrio. Questa scelta visiva contribuisce a rendere lo spettacolo più evocativo, permettendo al pubblico di cogliere la metafora del prendersi cura, sia di sé stessi che degli altri.

Il testo propone allo spettatore indiretti spunti di riflessione sulla pressione sociale esercitata sull’estetica e sull’identità femminile fin dalla più tenera età, affrontando il tema con un linguaggio senza fronzoli. L’opera mette in luce il modo in cui la società, attraverso i media e le aspettative culturali, impone modelli irraggiungibili, spingendo persino i più giovani verso scelte estreme. Se da un lato questa scelta rende il monologo incisivo, dall’altro il particolare tono concitato della protagonista può appesantire il ritmo della narrazione, lasciando meno spazio alla partecipazione emotiva del pubblico e rendendo l’esperienza meno immersiva, mentre la costruzione drammaturgica presenta momenti di grande intensità, in cui il coinvolgimento cresce grazie alla sensibilità dell’attrice nel modulare emozioni e stati d’animo.

Uno degli aspetti più affascinanti e allo stesso tempo disturbanti dello spettacolo è l’intersezione tra la storia narrata e la vicenda personale della protagonista. Man mano che il monologo si sviluppa, emerge una sorta di parallelismo tra il caso clinico analizzato e un frammento della vita della psicoterapeuta stessa, il cui vissuto si sovrappone quasi involontariamente alla vicenda della madre e della figlia, generando un cortocircuito emotivo. Questo intreccio finisce per compromettere la distanza professionale della protagonista, insinuando il dubbio che la sua stessa elaborazione del caso sia influenzata da ferite irrisolte e da un coinvolgimento più personale di quanto dovrebbe essere.

Il pubblico si trova così ad interrogarsi sul ruolo dello psicoterapeuta, sulla sua capacità di mantenere lucidità e imparzialità, e sulle implicazioni che un coinvolgimento troppo profondo può avere nella lettura della realtà. Il confine tra analisi e confessione si fa sempre più labile, e lo spettatore è quasi trascinato in un vortice in cui la narrazione sembra sfuggire di mano alla protagonista, assumendo toni differenti e non sempre del tutto convincenti.

L’uso di una scenografia essenziale e di un accompagnamento sonoro discreto contribuisce a creare un’atmosfera sospesa, che sottolinea l’isolamento e il conflitto interiore della protagonista. “Il sen(n)o” è uno spettacolo che sfida il pubblico con interrogativi scomodi, riuscendo a stimolare una riflessione sulle contraddizioni della società contemporanea offrendo un’esperienza densa, merito soprattutto della performance intensa di Lucia Mascino e di una regia che punta a far emergere i contrasti insiti nella vicenda. Un lavoro che invita a un dibattito aperto su temi cruciali del nostro tempo, spingendo gli spettatori a interrogarsi su come le influenze culturali e mediatiche possano plasmare la percezione di sé e degli altri, e fino a che punto il desiderio di conformarsi possa compromettere la libertà individuale.

IL SEN(N)O
di Monica Dolan
titolo originale The B*easts
traduzione Monica Capuani
adattamento e regia Serena Sinigaglia
con Lucia Mascino
scene Maria Spazzi
luci e suoni Roberta Faiolo
assistente alla regia Michele Iuculano
produzione Centro d’Arte Contemporanea Teatro Carcano
distribuzione a cura di Mismaonda

Durata: 1h 40′
Applausi del pubblico: 2′ 01”

Visto a Pavia, Cinema Teatro Politeama, il 27 febbraio 2025

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