Lohengrin. Luigi de Angelis ed Asher Fisch alle prese con Wagner

Photo: Andrea Ranzi
Photo: Andrea Ranzi

Una nuova prova per Fanny & Alexander, al Teatro Comunale di Bologna, con l’opera del compositore tedesco

Conosciamo bene le ragioni del perché sia difficile rappresentare, in Italia, le opere di Richard Wagner, complicazioni legate sia alla difficoltà della messa in scena (quel raffigurare mondi lontani ed imperscrutabili, correlati poi alla presenza di cantanti madrelingua e dalla vocalità assai particolare), sia ad una certa ritrosia che il melomane italiano possiede nei confronti del compositore tedesco.

Così la nostra curiosità ci ha portato al Teatro Comunale di Bologna per assistere al “Lohengrin” con la regia di Luigi de Angelis della compagnia Fanny & Alexander, che già avevamo apprezzato a Cremona per gli allestimenti di due capolavori monteverdiani come “Orfeo” e “Il ritorno di Ulisse in patria”.
Il capolavoro di Wagner sarà l’ultima opera rappresentata nella sala del Bibiena, prima di un lungo restauro che porterà la stagione bolognese a spostarsi in altri luoghi.

Il debutto di “Lohengrin” si tenne a Weimar nel 1850, mentre la prima italiana (che fu anche la prima opera di Wagner ad essere rappresentata in Italia) si svolse nel 1871 proprio a Bologna, nello stesso teatro che ha ospitato l’edizione che ci ha visto presenti e – udite udite – tra il pubblico di allora vi fu un curiosissimo Giuseppe Verdi.


La storia trae ispirazione dal poema epico medievale “Parzival” di Wolfram von Eschenbach. E Lohengrin, come scopriremo, è proprio il figlio di Parsifal, il mitico cavaliere della Tavola Rotonda, che sarà a sua volta protagonista dell’estremo capolavoro del maestro tedesco.
Tra vendette e magie, la trama è ambientata ad Anversa, sulle rive dello Schelda, nel X secolo.
Qua giunge il re Heinrich Der Wogler per richiamare alle armi la popolazione contro gli Ungari; Heinrich chiede a Fredrich von Telramund perché i brabantini si trovino senza un capo, e per di più in lotta tra loro. Telramund sostiene che, alla morte del Duca di Brabante, la di lui figlia Elsa, per impadronirsi del potere, ha ucciso il fratello Gottfried, cui sarebbe spettata la successione; per questo egli ha preferito unirsi in matrimonio con Ortrud, discendente da una stirpe pagana, portatrice di arti magiche (scopriremo solo in seguito che è stata Ortrud a far sparire Gottfried, legittimo erede del Brabante, trasformandolo in cigno per conquistare il regno).
Ortrud convince così Telramund ad accusare Elsa di fratricidio e di avere anche un amante nascosto.
Tutti questi già complicati avvenimenti accadono però prima dell’inizio dell’opera, che si apre invece con il re Heinrich che deve decidere, con il giudizio di Dio, e attraverso un duello, circa l’accusa di fratricidio mossa da Frederich contro Elsa. La fanciulla compare davanti al re ma, invece di discolparsi, narra di un sogno straordinario durante il quale le è apparso un cavaliere giunto per salvarla (“Einsam in trüben Tagen”).
Nessuno però si presenta, nella realtà, ad aiutare Else per sfidare Telramund. Ed è allora che, da lontano, appare una barca trainata da un cigno con un uomo dall’armatura d’argento: è Lohengrin, che materializza così il sogno di Elsa (“Nun sei bedankt, mein lieber Schwan!”).
Lohengrin promette alla ragazza il suo amore e anche di aiutarla a discolparsi, a condizione che lei non gli chieda quale sia il suo nome (“Nie sollst du mich befragen”).
Telramund accetta di combattere contro il misterioso cavaliere ma viene magicamente atterrato. Lohengrin gli risparmia la vita, e la coppia a questo punto viene acclamata festosamente dalla folla.

In una notte tra affetti, pentimenti e desiderio di vendetta, Telramund e Ortrud meditano una pronta rivalsa. Tra la folla festante, improvvisamente si palesa Fredrich, annunciando l’intenzione di accusare Lohengrin di stregoneria, e Ortrud, che si era finta amica di Elsa, rincara la dose, chiedendo a gran voce come mai nulla si conosca del misterioso cavaliere.
Elsa si rifugia tra le braccia di Lohengrin, che è appena arrivato, accompagnato dal re, mentre tutti respingono le accuse di Ortrud e Telramund.
Elsa e il cavaliere si sposano (qui il famoso coro nuziale – Treulich geführt). Ma nella loro prima notte d’amore, mentre Lohengrin ha cieca fiducia nella sua sposa, Elsa non sa più trattenersi dal porgli la domanda proibita. Frederich ad un certo punto entra nella stanza per affrontare il rivale e questa volta Telramund viene ucciso nel rapido scontro.

I soldati e i cittadini del Brabante aspettano che Lohengrin, il cavaliere d’argento, li guidi alla vittoria ma, mostrando la salma di Frederich, il cavaliere misterioso è costretto a rivelare il suo nome (“In fernem Land”): egli è Lohengrin, il figlio di Parsifal, il re del Santo Graal, sceso sulla terra per combattere il male, per quello ora deve andare via.
Invano tutti lo invitano a restare: il cigno è già apparso per riportare Lohengrin a Monsalvato. Ma prima di andare via, cadendo in ginocchio e pregando, riporta la giustizia contro le perfidie di Ortrud: il cigno si tuffa nell’acqua ritrasformandosi in Goffredo, che viene riconosciuto come il nuovo Duca del Brabante.
Mentre Lohengrin si allontana, Elsa cade priva di forze tra le braccia del fratello.

“Lohengrin”, essendo una delle prime opere di Wagner, non ha ancora tutte le caratteristiche del suo successivo stile. E’ infatti da questa che, per le sue creazioni musicali, non si userà più il termine opera ma dramma musicale. Qui Wagner ha comunque già definitivamente utilizzato la tecnica del “durchkomponiert”, in cui la composizione non è quasi più divisa, secondo la struttura tradizionale, in arie, recitativi e cori, ma si muove in continuità attraverso un filo melodico unico.
La tecnica del motivo ricorrente (leitmotiv), che è un’altra delle caratteristiche di Wagner, è qui poi ancora assai ridotta.

Molti i momenti da ricordare nel “Lohengrin”: la notte d’amore e di risentimenti tra Ortrud e Friederich, così simile eppure diversa da quella omologa del Macbeth verdiano, l’agnizione di Lohengrin con la comparsa mistica del Santo Graal, il duetto tra Lohengrin ed Elsa, così reale nel reciproco cambio dei sentimenti; e ancora i preludi meravigliosi, quello lirico del primo atto e quello tumultuoso del terzo.

Luigi De Angelis, che si è avvalso come sempre per la drammaturgia e per i costumi di Chiara Lagani, propone un allestimento in sottrazione, su cui aleggia sempre la presenza di un Wagner (Andrea Argentieri) che, invecchiando di atto in atto, prima sogna, poi realizza e infine ascolta da un palco la sua opera.

Il bellissimo preludio dell’atto primo è immerso in immagini video in cui primeggia il mistero della natura. L’inizio e la fine dell’opera sono ambientati fra tribune e i banchi, ora per accogliere i giudici, ora la popolazione.
Lohengrin ci appare non come un cavaliere, ma come una specie di angelo splendente di fanciullesca consistenza. Molto divertente, in questo senso, e atta a sdrammatizzare una trama così aulica, è poi l’ambientazione della prima notte d’amore degli sposi, che giocano a nascondino, vestiti con tanto di pigiama e vestaglia su un semplice letto.
Il cigno appare a volte come una specie di icona, rappresentato come un grande giocattolo che appartiene al Goffried bambino, più spesso si rivela misteriosamente in video.

Riguardo ai cantanti, Daniel Kirck ci è parso un Lohengrin poco autorevole sia nel portamento che nella voce, mentre nel complesso ben armonica la prestazione di Anna Louise Cole come Elsa. Abbiamo gradito molto la prestazione di Lucio Gallo come Telramund e di Albert Dohmen nei panni di Heinrich der Vogler. Anna Maria Chiuri come Ortrud ci ha convinto, soprattutto nella prima parte, dando consistenza al suo personaggio, mentre soprattutto nel finale, con il registro acuto, fa più difficoltà a tenere il canto.
Asher Fisch dirige in modo efficace la partitura, dando risalto a tutte le mutevoli atmosfere dell’opera, accompagnato dalla prova efficace del coro diretto da Gea Garatti Ansini.

Lohengrin
Richard Wagner
Nuova produzione del TCBO
DIRETTORE Asher Fisch
REGIA Luigi de Angelis (Fanny & Alexander)
MAESTRO DEL CORO Gea Garatti Ansini
DRAMMATURGIA E COSTUMI Chiara Lagani
ASSISTENTE ALLA REGIA E AI VIDEO Andrea Argentieri
ASSISTENTE ALLA REGIA Greta Benini
ASSISTENTE ALLE SCENE Giulia Rienzi
ASSISTENTE AI COSTUMI Sofia Vannini
MAESTRO CORO VOCI BIANCHE Alhambra Superchi

Cast:
LOHENGRIN Ian Koziara
LOHENGRIN Daniel Frank
HEINRICH DER VOLGER Albert Dohmen
ELSA DI BRABANTE Martina Welschenbach
ORTRUD Anna Maria Chiuri
ORTRUD Lioba Braun
TELRAMUND Lucio Gallo

Visto a Bologna, Teatro Comunale, il 17 novembre 2022

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