Puppets Jazz! Enrico Intra incontra i Colla per uno spettacolo tra concerto, racconto e poesia

La storia del jazz in sei marionette
La storia del jazz in sei marionette

A MadE, Marionette d’estate Festival, un dialogo inedito fra tradizione teatrale e improvvisazione jazzistica

“Puppets Jazz!” non è semplicemente uno spettacolo di marionette con sottofondo musicale. È una creazione originale, nata da un’idea di Enrico Intra, tra i grandi padri del jazz italiano, che ha voluto fondere la narrazione musicale della storia del jazz con l’inconfondibile arte marionettistica della Compagnia Carlo Colla & Figli. Il risultato è un’operazione affascinante e fuori dagli schemi, dove a dominare la scena è l’incontro fertile tra visivo e sonoro, tra legno e fiato, tra memoria e invenzione.

Il progetto, presentato a BASE Milano nell’ambito di MadE, il nuovo festival di teatro di figura curato dalla compagnia Colla, si configura come una cronaca teatrale della storia del jazz “in sei marionette”, a cui si aggiunge la settima figura chiave: Enrico Intra stesso, al pianoforte, in scena con i giovani e bravissimi musicisti dei Civici Corsi di Jazz di Milano. Un ensemble che include batteria, contrabbasso, fiati – strumenti imprescindibili nella grammatica del jazz – e che restituisce al pubblico, nota dopo nota, un suono vibrante, autentico, a tratti struggente. Accanto a Intra, ospite speciale Marco Mariani alla tromba: presenza carismatica e incisiva, che aggiunge profondità sonora e calore alla partitura.

La voce narrante è quella del pianista jazz, compositore e direttore d’orchestra di origine italo-americana Klaus Bellavitis, che guida il pubblico lungo una narrazione costruita sui testi di Maurizio Franco: dalla New Orleans degli anni Venti ai virtuosismi free, dagli standard immortali fino alla contemporaneità. Il tono didattico e leggermente “telefonato” della narrazione spezza a tratti il ritmo fluido della musica, ma offre una struttura chiara, pensata per coinvolgere anche i più giovani, conquistati – a giudicare dagli applausi – dal magnetismo di questa musica senza confini.

Sulla scena compaiono sei leggende in forma di marionetta: Louis Armstrong, Duke Ellington, Charlie Parker, Miles Davis (con ironico e un po’ gratuito accento siciliano), John Coltrane ed Enrico Rava, unico artista vivente omaggiato nel pantheon di “teste di legno” jazzistiche. Le marionette, animate a vista – in una scelta stilistica in discontinuità con la tradizione Colla – gonfiano le gote, accarezzano le corde, si piegano, annuiscono, si inginocchiano, si lasciano letteralmente attraversare dalla musica. Gli sguardi assorti, gli improvvisi gesti di stupore e gli inchini ripetuti per accogliere gli applausi sono tocchi di realismo affettuoso che fanno dimenticare la distanza tra il legno e l’anima.

A differenza degli spettacoli più sontuosi della compagnia, “Puppets Jazz!” rinuncia alla scenografia baroccheggiante. La scena è essenziale, funzionale, quasi ascetica. I costumi sono sobri, l’illuminazione calda. L’attenzione è totalmente centrata sui movimenti minimi ma espressivi dei pupazzi e sul flusso musicale continuo che li muove – o che, forse, da loro viene mosso. È uno spettacolo che si mette al servizio della musica, in cui i marionettisti – visibili, ma mai invasivi – si fanno tramite silenzioso e devoto della narrazione.

Il ritmo si infiamma in alcuni momenti di vera esplosione emotiva, come durante l’ingresso della ballerina cubana, unico elemento scenico più colorato e dinamico, simbolo di quella componente danzante, afro-caraibica, che ha alimentato l’immaginario jazz fin dai suoi albori. I brani si susseguono in una vera e propria playlist storica. E quando il maestro Intra chiama il pubblico a battere le mani, la sala risponde con entusiasmo, quasi a voler entrare nel meccanismo stesso dell’improvvisazione.

Musicalmente, lo spettacolo suona come un disco che “fa swing da tutte le parti”, per usare le parole dello stesso Intra. È un’esperienza stratificata, che gioca sull’antitesi tra testo e suono, tra rigore narrativo e caos creativo. Nulla nasce per caso, ma nulla è frutto di rigido calcolo. Tutto proviene da un serbatoio emotivo profondo, che alimenta le melodie e i ritmi attraverso uno “schema” invisibile, non ancora del tutto decifrato, ma intuitivamente presente.

“Puppets Jazz!” è quindi più di un esperimento o di una commistione linguistica. È un’opera riuscita, in grado di affascinare appassionati e neofiti, adulti e bambini, grazie alla sua formula ibrida e dinamica. È teatro di figura, ma anche storia orale, lezione di musica, concerto e rito collettivo. Un momento di cultura viva, che riesce a innovare senza tradire nessuna delle sue anime.

In un’epoca di sovrapposizioni forzate e “contaminazioni” spesso superficiali, il progetto di Intra e dei Colla dimostra che è ancora possibile unire mondi diversi in modo autentico e necessario. E quando le marionette si inchinano per l’ultimo applauso, lo fanno con quella stessa grazia con cui le note svaniscono nell’aria, lasciando il pubblico sospeso tra la memoria e il sogno.

PUPPETS JAZZ. La storia del jazz in sei marionette
Di e con Enrico Intra
(Il pianoforte è gentilmente concesso da Steinway & Sons Milano)
In collaborazione con Associazione Musica Oggi, Associazione Grupporiani – Milano, Comune di Milano – Teatro Convenzionato
Con il contributo del Ministero della Cultura (Bando Promozione Musica Jazz – Edizione 2023)
Testo: Maurizio Franco
Voce recitante e canto: Klaus Bellavitis
Esecuzione musicale dal vivo: allievi dei Civici Corsi di Jazz di Milano
Matteo Vertua – Tromba
Gabriel Otoya – Tromba
Giovanni Amodeo – Clarinetto e Sax Alto
Sofia Viglietti – Sax Soprano e Sax Alto
Alessandro Barzelatto – Sax Tenore
Samuele Lindo, Nathan Caporotondi – Pianoforte
Antonio Lorusso – Contrabbasso e Basso elettrico
Thomas Allen – Batteria
Solista ospite: Marco Mariani – Tromba
Arrangiamenti musicali: Luca Missiti
Sculture, luci e scena: Franco Citterio
Costumi: Maria Grazia Citterio, Cecilia Di Marco
Attrezzerie: Debora Coviello, Pietro Monti, Giovanni Schiavolin, Paolo Sette
Tecnico luci: Camillo Cosulich
Direzione tecnica: Tiziano Marcolegio
Regia marionettistica: Franco Citterio, Giovanni Schiavolin
Marionettisti: Franco Citterio, Maria Grazia Citterio, Cecilia Di Marco, Giovanni Schiavolin, Paolo Sette
Apprendista marionettista: Erika Cammarata

Età: dagli 8 anni

durata: 1h 20’
applausi del pubblico: 3’

Visto a Milano, BASE, il 20 luglio 2025

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2 Comments

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  1. says: claudio Klaus savoldi Bellavitis

    Egregio Sig. Vincenzo Sardelli,

    sono Klaus Bellavitis, da Lei citato nel Suo articolo, dove vengo definito “attore” con voce “un po’ scolastica”.

    Non mi ha offeso la Sua critica, quanto piuttosto la mancanza di aderenza alla realtà, che confido vorrà correggere.

    Non sono infatti un attore, bensì un direttore d’orchestra, pianista jazz attivo a livello internazionale nel circuito Blue Note, compositore, didatta ed ex docente alla Berklee College of Music (dove mi sono laureato come primo italiano) e al Conservatorio Verdi di Milano.

    https://www.youtube.com/watch?v=OzxYE2PVsZA

    Mi auguro, dopo una verifica di quanto sopra, che possa correggere la mia qualifica nel Suo articolo. Naturalmente può lasciare la critica – sebbene ingiusta – in quanto la modalità espressiva mi è stata imposta da chi Lei elogia nel pezzo, ma che, pur essendo ottimi musicisti, di teatro e spettacolo dimostrano competenze piuttosto limitate.

    A differenza loro, ho all’attivo esibizioni teatrali anche internazionali, come lo spettacolo che tenevo ogni anno prima del Covid al Palms Casino di Las Vegas.

    La ringrazio comunque per il tempo dedicato allo spettacolo, che ho contribuito a far nascere mettendo in contatto Enrico Intra con Cristina Colla e la Compagnia Marionettistica, trovando il bando con cui è stato finanziato e ideando la soluzione vocale per sei marionette, consentendo un risparmio significativo su doppiatori e diritti.

    Come vede, il mio apporto è stato ben più rilevante di quanto da Lei riportato.
    Confido nella Sua obiettività e professionalità, che sono certo sapranno guidarla verso una narrazione più corretta e completa.

    Cordiali saluti,
    Klaus Bellavitis

    è umiliante notare quanto poco in profondità

    1. says: Vincenzo Sardelli

      Buongiorno, la ringrazio della precisazione. Abbiamo corretto. Mi riferivo al contesto specifico, perché conosco e apprezzo il suo curriculum, del resto presentato durante lo spettacolo anche dal Maestro Enrico Intra. Mi auguro ci siamo altre occasioni per incontrarci, in ambiti che valorizzino le sue qualità artistiche . La saluto cordialmente
      Vincenzo Sardelli