Al Ravenna Festival Ivan Alexander firma la Trilogia mozartiana, in scena dal 31 ottobre

Don Giovanni (photo: Mats Bäcke)
Don Giovanni (photo: Mats Bäcke)

Le nozze di Figaro, Don Giovanni e Così fan tutte: sul podio Giovanni Conti, Erina Yashima e Tais Conte Renzetti con l’Orchestra Giovanile Luigi Cherubini

Ravenna sarà al centro di un vero e proprio evento operistico, assai raro se non unico, almeno in Italia, che Klp seguirà per i suoi fedeli lettori. All’interno del Ravenna Festival, dieci anni dopo la sua prima eccezionale riproposizione, dal 31 ottobre fino al 6 novembre verrà infatti programmato, in un continuum ragionato, l’intero ciclo della trilogia mozartiana, nata sui libretti di Lorenzo Da Ponte.

“Le nozze di Figaro”, “Don Giovanni” e “Così fan tutte” si alterneranno in sequenza sul palcoscenico del Teatro Alighieri. Sono tre produzioni che vedono il teatro ravennate collaborare con due dei teatri più antichi d’Europa, lo svedese Drottningholms Slottsteater e l’Opéra Royal de Versailles.
A dirigere l’Orchestra Giovanile Luigi Cherubini saranno Giovanni Conti, Erina Yashima e Tais Conte Renzetti. Gli allestimenti saranno curati da Ivan Alexander, che ha collaborato fra gli altri teatri anche con la Staatsoper di Vienna e la Mozartwoche di Salisburgo. Il suo approccio, anticipa il regista, sarà quello di raccontare la storia di uno stesso personaggio nelle diverse fasi della sua vita: il libertino Cherubino in gioventù, Don Giovanni da adulto e Don Alfonso in vecchiaia, sviluppando un’armonia estetica che legherà le tre opere, pur mantenendole autonome.

“Le nozze di Figaro”, messa in scena per la prima volta al Burgtheater di Vienna il 1º maggio 1786, è tratta dall’opera teatrale di Pierre-Augustin Caron de Beaumarchais “La folle journée, ou Le Mariage de Figaro”.
“Don Giovanni” è invece ispirato ad un’antica leggenda raccolta per la prima volta da Tirso de Molina, “L’ingannatore di Siviglia e il convitato di pietra”, che vide la luce l’anno dopo, il 29 ottobre 1787 al Teatro degli Stati Generali di Praga,
Infine “Così fan tutte”, ossia “La scuola degli amanti”, il terzo capolavoro tratto da “Le metamorfosi di Ovidio” e da “La grotta di Trofonio di Giovanni Battista Casti”, che debuttò sempre a Vienna il 26 gennaio 1790.


Le tre opere, pur nella loro diversità, rappresentano un perfetto filo logico drammaturgico sul tema degli affetti. Il nodo dei sentimenti infatti si esplica nella presenza, in ognuna delle tre opere, di un personaggio-icona che rappresenta il perfetto cambio d’animo: nella prima, in una girandola di situazioni, ecco Cherubino l’adolescente che, approcciandosi per la prima volta all’amore, vi si abbandona. Nella seconda, Don Giovanni, il ragazzo diventato uomo, lo cerca e lo sublima.
Infine nella terza Don Alfonso, l’illuminista, che ormai vecchio guarda il mondo in modo razionale e sa che l’amore vero praticamente non esiste e così alla fine potrà dire: “Fortunato l’uom che prende ogni cosa per buon verso, e tra i casi e le vicende da ragion guidar si fa. Quel che suole altrui far piangere fia per lui cagion di riso; e del mondo in mezzo ai turbini bella calma troverà”.
Un perfetto cerchio della vita, dunque, rappresentato in versi e musica.

Tre opere che la drammaturgia di Lorenzo Da Ponte rende modernissime, innestandosi perfettamente nella musica mozartiana, e che dovrebbero essere conosciute a memoria da tutti i giovani artisti che si approcciano a scrivere per il teatro.

Per chi non volesse perdersi questo evento:
Le nozze di Figaro – lunedì 31 ottobre ore 20.30
Don Giovanni – martedì 1 novembre ore 20.30
Così fan tutte – mercoledì 2 novembre ore 20.30
Le nozze di Figaro – venerdì 4 novembre ore. 20.30
Don Giovanni – sabato 5 novembre ore 20.30
Così fan tutte – domenica 6 novembre ore 15.30

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