I due artisti libanesi firmano una singolare conferenza teatrale sul rapporto di Brecht con la Commissione per attività antiamericane
Gli artisti libanesi Lina Majdalanie e Rabih Mroué arrivano al Festival delle Colline Torinesi con il loro ultimo lavoro, “Quatre mur et un toit” (Quattro mura e un tetto), una sorta di conferenza teatrale a due, incentrata apparentemente sul rapporto di Bertolt Brecht con la Commissione per attività antiamericane (HUAC), ma che alla fine risulta essere una forte e necessaria riflessione sul tema della patria, su quale possiamo ritenere il nostro luogo privilegiato per vivere e svolgere la nostra attività. A questi temi gli artisti concatenano con intelligenza un’indagine su come si palesano i meccanismi del potere. È in questa suggestiva modalità che Majdalanie e Mroué parlano anche del proprio esilio volontario a Berlino.
In un continuo rapporto fra i due artisti e le immagini proiettate sullo schermo, veniamo edotti sul processo che nel 1947, negli Stati Uniti, venne condotto contro il drammaturgo tedesco davanti alla Commissione per le attività antiamericane della Camera, incaricata di combattere l’attivismo comunista. Il processo portò al famigerato maccartismo, che si riversò in modo atroce su tutto il cinema americano con la famosa “Esecuzione fredda”, mettendo in povertà moltissimi intellettuali, e costringendoli alla fame o a nascondersi sotto falso nome.
Noi possiamo ascoltare solo le domande incalzanti del giudice, lette da Mroué, e purtroppo non la dichiarazione di Brecht, a cui fu appunto negata la lettura.
Ma questa è solo la prima parte dello spettacolo, a cui interessa soprattutto – attraverso la vita di Brecht e di converso dei due autori – seguire passo passo il peregrinare del drammaturgo tedesco, dalla fuga dal suo Paese (con l’arrivo del nazismo nel 1933) fino, dopo aver abitato in luoghi e stati diversi, all’approdo in America, otto anni dopo, per poi tornare definitivamente a vivere a Berlino nel 1948, dove fonderà il suo mitico teatro.
Il racconto viene punteggiato al pianoforte dalle musiche di Hanns Esler, il compositore compagno di Brecht in molte avventure teatrali, eseguite dal vivo da Henrik Kairies. Impresse nella memoria e sullo schermo scorrono le infuocate parole di Brecht, che invocavano un nuovo umanesimo, tradito sia in Germania che in America, seppur in modo diverso.
L’ultima parte dello spettacolo si sofferma su due fotografie apparentemente uguali, che ritraggono nel suo studio il drammaturgo, tra speranze e nuove paure; due foto scattate rispettivamente prima di fuggire dalla Germania, e l’altra dall’America, di cui si evidenziano minuziosamente diversità e attinenze.
Come abbiamo anticipato, lo spettacolo si innerva anche di contemporaneo, ammonendoci con una frase di un pensatore assai anomalo, il celebre attore Robert De Niro, su come dobbiamo essere sempre attenti alle forme di potere che inizialmente sembrano innocue, quasi risibili, ma che col passare del tempo possono diventare esiziali.
Così “Quatre mur et un toit” si palesa come uno spettacolo essenzialmente politico, in cui il teatro agito sul palco lascia spazio all’attenta documentazione della storia per ricondurla al tempo presente, quando sembra non aver insegnato niente, con gli esseri umani che ancora una volta ripetono i medesimi errori.
Quatre mur et un toit
regia Lina Majdalanie et Rabih Mroué
testo Lina Majdalanie et Rabih Mroué con estratti da Bertolt Brecht
drammaturgia Sandra Noeth
musica Hanns Eisler – Henrik Kairies
canzoni Bertolt Brecht e Hanns Eisler
con Henrik Kairies, Lina Majdalanie e Rabih Mroué
concezione luci e direttore tecnico Thomas Köppel
produzione Festival d’Automne à Paris
coproduzione CENTQUATRE-PARIS ; Künstler*innenhaus Mousonturm (Francfort) ; Residenz-Schauspiel Leipzig ; HAU Hebbel am Ufer (Berlin) ; Berliner Festspiele dans le cadre de „Performing Exiles“ (Berlin) ; Kampnagel Internationale Kulturfabrik (Hambourg) ; Kunstenfestivaldesarts (Bruxelles) ; Forum Freies Theater (Düsseldorf)
con il sostegno di Alliance des Maisons de Production Internationales par la Commission du Gouvernement Fédéral pour la Culture et les Médias
si ringraziano Akademie der Künste, Berlin ; Archives Bertolt-Brecht : Julia Hartung ; Suhrkamp Theaterverlag : Yvonne Büdenhölzer ; L’Arche ; L’Agence Théâtrale : Amandine Bergé ; Franscesca Corona ; Joana Hadjithomas ; Ariane Jeßulat ; Khalil Joreige ; Urs Koerner von Gustorf ; Matthias Lilienthal ; Nikolaus Müller-Scholl ; Ludmila Pogodina ; Walid Raad ; Ivan Txaparro ; Anna Wagner ; Maximilian Zahn ; Andrei Zavalei
estratti letterati di Bertolt Brecht Poèmes 1 & 3 (traduzione di Gilbert Badia, Claude Duchet, et Maurice Regnaut) – Dialogues d’exilés (traduzione Gilbert Badia e Jean Baudrillard), © L’Arche, éditeur & agence théâtrale
in partenariato con L’Orient Le Jour
Visto a Torino, Teatro Astra, il 18 ottobre 2025
Prima nazionale
