Maggio all’infanzia 2026, il teatro che cresce con i bambini

Il Corteo del Maggio ha sfilato per il centro di Bari
Il Corteo del Maggio ha sfilato per il centro di Bari

Dalla ricerca artistica di “Cielo” (Koreja con Babilonia Teatri) alla comicità popolare di “Modestia a parte” di Compagnia del Sole, il festival pugliese conferma una scena capace di intrecciare immaginazione e memoria

C’è un momento, entrando in certi spettacoli per l’infanzia, in cui si capisce subito se gli adulti stanno parlando ai bambini oppure con i bambini. Il Maggio all’infanzia pugliese continua a stare dalla seconda parte: quella di un teatro che non semplifica il mondo, ma prova a renderlo più immaginabile.
Giunto al traguardo dei ventinove anni, il festival si conferma una delle esperienze culturali più vitali del panorama teatrale italiano. Non semplicemente una rassegna dedicata ai bambini, ma un laboratorio permanente di immaginazione, pedagogia e ricerca artistica che negli anni ha ridefinito il concetto stesso di teatro per le nuove generazioni. In Puglia, infatti, il teatro destinato all’infanzia non viene trattato come un genere minore, ma come uno spazio di sperimentazione, capace di parlare a tutti attraverso linguaggi poetici e complessi.

L’edizione 2026, significativamente intitolata “Altri Pinocchi”, sceglie come figura simbolica il personaggio creato da Collodi nel bicentenario della nascita. Una scelta tutt’altro che celebrativa: Pinocchio diventa una metafora dell’infanzia attuale, fragile e ribelle, curiosa e disobbediente, sospesa tra desiderio di crescere e bisogno di restare libera di sbagliare. Il festival utilizza così il celebre burattino per interrogarsi sul presente, sul rapporto tra immaginazione e realtà, sugli equilibri tra educazione e libertà.

Sotto la direzione di Teresa Ludovico, con il progetto curato da Cecilia Cangelli e la consulenza pedagogica di Giorgio Testa, il festival attraversa Bari, Ruvo di Puglia, Molfetta, Martina Franca e Monopoli, trasformando teatri, biblioteche e piazze in luoghi di incontro tra artisti e nuove generazioni. È proprio questa capacità di abitare il territorio a fare di Maggio all’infanzia qualcosa di più di una programmazione di spettacoli: un’esperienza collettiva e comunitaria.

A rendere fertile la scena pugliese è anche la presenza di compagnie che hanno fatto del teatro ragazzi il centro della propria poetica: Factory, Principio Attivo, Crest, Bottega degli Apocrifi, La Luna nel Letto e Teatri di Bari, solo per citarne alcune presenti al festival, lavorano da anni su linguaggi capaci di parlare ai bambini senza paternalismo né semplificazioni.

Ad inaugurare questa edizione sono stati “Cielo”, produzione di Koreja in collaborazione con Babilonia Teatri al Kismet di Bari, e “Modestia a parte” della Compagnia del Sole nella Casa di Pulcinella, luogo quasi mitologico popolato da marionette, negli spazi dello Stadio della Vittoria.

Cielo (ph: Ant Giannuzzi)
Cielo (ph: A. Giannuzzi)

“Cielo”, scritto da Enrico Castellani e Valeria Raimondi, con la cura registica della stessa Raimondi, è uno spettacolo di rara delicatezza visiva, interpretato da Silvia Ricciardelli e Carlo Durante. Attraversa l’infanzia come un viaggio nei ricordi e nell’immaginazione, costruendo una scena fatta di segni essenziali e immagini poetiche. Una finestra d’aula diventa soglia nostalgica di insegnamenti imperituri e desideri di fuga; un foglio si trasforma insieme in sipario e tela pittorica. Il disegno nasce dal vivo e dialoga con proiezioni, colori e musica.

L’elemento più affascinante è proprio la fusione fra teatro e arti figurative. Le nuvole diventano cavalli, squali, barche, pirati; il cielo muta continuamente sotto gli occhi degli spettatori, come accade nell’immaginazione infantile. Gli interpreti costruiscono un universo in tempo reale tra ombre, suoni e immagini proiettate, oltrepassando diaframmi temporali. Le musiche, che spaziano da Yiruma ai Led Zeppelin, accompagnano un viaggio fatto di galassie, stelle cadenti, vortici e memorie dell’allunaggio del 1969.

Ma sotto la leggerezza poetica emerge anche una vena malinconica. “Cielo” sembra interrogarsi su ciò che il presente rischia di perdere: la capacità di sostare nell’immaginazione, di guardare il cielo per ore, di inseguire e far riaffiorare presenze, di costruire mondi attraverso il gioco e l’attesa. È uno spettacolo che parla ai bambini senza abbassare il livello della ricerca artistica, riuscendo anzi a trasformare la semplicità in stupore.

Modestia a parte
Modestia a parte

Di tono completamente diverso è “Modestia a parte”, scritto e interpretato da Flavio Albanese, con la collaborazione artistica di Marinella Anaclerio: una brillante lezione-spettacolo dedicata alla comicità italiana e alla tradizione della Commedia dell’Arte. Albanese conduce il pubblico in un viaggio attraverso quattro secoli di teatro popolare, alternando aneddoti, frammenti di avanspettacolo, filmati di cartoni e varietà, citazioni colte e improvvisazioni sceniche. Da Aristofane a Plauto, passando per Ettore Petrolini, Eduardo Scarpetta, Totò, i fratelli De Filippo, lo spettacolo attraversa la storia del ridere italiano come strumento critico e popolare, fino a Goldoni e Strehler.

Il merito principale di Albanese è quello di non trasformare mai la divulgazione in conferenza. Ogni riferimento storico diventa occasione teatrale, lazzo, relazione diretta col pubblico. L’attore dialoga con i personaggi evocati senza mai sovrastarli. Possiede energia, ritmo e una notevole capacità affabulatoria; soprattutto riesce a trasmettere il proprio amore per il teatro popolare e per la tradizione comica italiana. La comicità resta viva, fisica, presente. “Modestia a parte” riesce dunque nella difficile impresa di insegnare divertendo, mantenendo un ritmo brillante e una forte capacità di coinvolgimento.

Esiste però una sfida da vincere, che riguarda soprattutto la ricezione da parte dei più piccoli. La densità dei riferimenti culturali e la durata di alcuni sketch rischiano talvolta di eccedere i tempi d’attenzione del pubblico più giovane. Qualche snellimento potrebbe rendere il percorso più fluido. La Compagnia del Sole mostra un amore contagioso per tutto il patrimonio narrato, ma proprio questa passione porta talvolta ad accumulare materiali e citazioni che andrebbero selezionati e condensati per alleggerire il racconto. Resta comunque un progetto ambizioso e generoso, soprattutto in un’epoca in cui il linguaggio del varietà, dell’avanspettacolo o della comicità novecentesca appare distante quasi quanto una lingua straniera per molti ragazzi di oggi.
Eppure è proprio qui che il festival rivela la sua funzione più importante: costruire ponti tra generazioni, recuperare memorie artistiche e trasformarle in esperienza viva. “Maggio all’infanzia” continua così a essere un osservatorio privilegiato sul teatro per le nuove generazioni, uno spazio in cui arte e pedagogia si intrecciano senza mai confondersi, e dove lo stupore resta ancora un gesto profondamente contemporaneo.

Cielo
di Valeria Raimondi e Enrico Castellani
cura di Valeria Raimondi, tecnica di Mario Daniele
con Silvia Ricciardelli e Carlo Durante
produzione Teatro Koreja in collaborazione con Babilonia Teatri
Da 3 anni
Durata: 40’

Modestia a parte
scritto e interpretato da Flavio Albanese
cura artistica Marinella Anaclerio
produzione Compagnia del Sole
Da 9 anni
Durata: 1h 20’

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