“La ferocia” di VicoQuartoMazzini e “Trilogia della città di K.” di Fanny & Alexander e Federica Fracassi fanno incetta di premi
Si è svolta ieri sera, al Teatro Arena del Sole di Bologna, la premiazione – sempre partecipata – del Premio Ubu 2024.
Oltre a riassumervi i nomi dei vincitori qua sotto, vogliamo dare soprattutto spazio, nella playlist video che proponiamo al fondo, ai momenti delle premiazioni sul palco e alle nostre “informalità” registrate in teatro, fra un protagonista e l’altro.
Ma prima, l’elenco dei vincitori…
SPETTACOLO DI TEATRO: (ex aequo) La Ferocia, ideazione VicoQuartoMazzini, regia di Michele Altamura e Gabriele Paolocà; Trilogia della città di K., progetto di Federica Fracassi e Fanny & Alexander, regia di Luigi De Angelis
SPETTACOLO DI DANZA: (ex aequo) redrum di Marco Valerio Amico e Rhuena Bracci; Stuporosa di Francesco Marilungo
REGIA: Luigi De Angelis (Trilogia della città di K.)
ATTRICE/PERFORMER: Francesca Mazza (La Ferocia)
ATTORE O PERFORMER: Leonardo Capuano (La Ferocia)
ATTRICE O PERFORMER UNDER 35: Sara Sguotti
ATTORE O PERFORMER UNDER 35: Valentino Mannias
SCENOGRAFIA: Luigi De Angelis (Trilogia della città di K.)
COSTUMI: Aurora Damanti (Progetto Čechov)
DISEGNO LUCI: (ex aequo) Luigi De Angelis (Trilogia della città di K.); Giulia Pastore (La Ferocia)
PROGETTO SONORO O MUSICHE ORIGINALI: Mirto Baliani e Emanuele Wiltsch Barberio (Trilogia della città di K.)
NUOVO TESTO ITALIANO O SCRITTURA DRAMMATURGICA (messi in scena da compagnie o artisti italiani): Bidibibodibiboo di Francesco Alberici
NUOVO TESTO STRANIERO O SCRITTURA DRAMMATURGICA (messi in scena da compagnie o artisti italiani): Come gli uccelli di Wajdi Mouawad
SPETTACOLO STRANIERO PRESENTATO IN ITALIA: Rohtko di Łukasz Twarkowski
PREMIO UBU ALLA CARRIERA: Carla Tatò

PREMI SPECIALI
archiviozeta
Quello della compagnia archiviozeta è un fulgido percorso in grado di dilatare “il teatro che abbiamo in mente”. Il loro teatro compare infatti fra ex-tiri a segno, negli ex-mercati, dentro gli archivi di stato, nelle biblioteche e negli istituti medici, fra le aule magne, nei padiglioni oncologici e in cammino dentro e attorno a monumenti di guerra, come il Cimitero militare germanico al Passo della Futa, forse il loro luogo della memoria prediletto, generatore di una scena che scava nei classici e interroga la recitazione, raccontato di recente nel volume Teatro di marte. Un teatro dunque pienamente politico perché sollecita e rigenera il vivere insieme grazie alla partecipazione artistica, senza mai rinunciare ai misteri e alle ineffabili vertigini della poesia.
BAT_Bottega Amletica Testoriana. Esercizi per gli attori // Esercizi con il pubblico, a cura di Antonio Latella (con AMAT per Pesaro 2024 Capitale Italiana della Cultura)
Per essersi caratterizzato come un progetto di formazione retribuito rivolto a giovani attori e attrici per la valorizzazione di un caposaldo della drammaturgia d’autore italiana come Giovanni Testori. Ispirata dalla forma della “bottega” artigiana del passato, BAT mette a punto un formato di ricerca e lavoro che sfida l’iperproduttività culturale del presente rinunciando alla presentazione di uno spettacolo finale. Privilegiando la condivisione del suo farsi, BAT ha inoltre messo a punto un processo di coinvolgimento intensivo di un gruppo di spettatrici e spettatori per creare una comunità teatrale possibile oltre la temporaneità.
Lenz Fondazione
Per la pluridecennale avventura nei dispositivi scenici in cui l’“imagoturgia” di Francesco Pititto e la “drammaturgia della materia” di Maria Federica Maestri si fondono con il lavoro sui testi classici, sulla rivitalizzazione degli spazi e sulla densità del lavoro performativo con i loro “attori sensibili”. Alla produzione artistica si integrano la cura del festival Natura Dèi Teatri dedicato alle nuove ricerche artistiche, i progetti Pratiche di Teatro e Pratiche di Teatro Sociale e le attività laboratoriali che, attraverso il rapporto con il Comune e l’Università di Parma, tutte pratiche che fanno di Lenz una realtà artistica dalla riconosciuta funzione pubblica e inclusiva.
Davide Iodice
Autore e regista unico nel panorama nazionale, Davide Iodice ha saputo costruire nel tempo, con mirabile perseveranza, un linguaggio artistico peculiare in cui sensibilità sociale e qualità estetica trovano un equilibrio perfetto, dimostrando che cura e creazione convivono solo a patto che si nutrano continuamente a vicenda, sfidando i reciproci recinti d’azione. Muovendosi tra didattica e creazione, nel 2013 l’artista ha realizzato a Napoli uno dei più innovativi progetti italiani, la Scuola Elementare del Teatro, un “conservatorio popolare” per le arti della scena, un progetto di arte e inclusione sociale a partecipazione gratuita, un’opportunità di ricerca e formazione permanente che ha la sua sede nei luoghi dell’Ex Asilo Filangieri riabitati dalla comunità di lavoratori e lavoratrici dell’arte, della cultura e dello spettacolo. Da quell’esperienza è nato Pinocchio. Cos’è una persona? uno spettacolo di rara poesia.
Marcello Sambati
In quasi cinquant’anni di lavoro Marcello Sambati ha dato vita a un percorso artistico peculiare e riconoscibile, che ha attraversato diversi mondi espressivi come il teatro di ricerca degli anni Settanta, la poesia, la danza, affinando una calligrafia teatrale essenziale e rigorosa. Artista caparbiamente ai margini come scelta poetica, è stato però in grado di creare preziose occasioni di incontro tra artisti, a partire dalla fondazione del Teatro Furio Camillo di Roma con la compagnia Dark Camera. Nel tempo ha saputo incarnare l’emblema dell’attore-poeta, traghettando questa idea di teatro dagli anni delle avanguardie teatrali alla contemporaneità, e riuscendo a plasmare una figura scarna ed essenziale che misura gesto e parola come elementi di una medesima grammatica.
Buon divertimento!
