Shrimp Tales. Hotel Modern e l’umanità vista con gli occhi dei gamberetti

Shrimp tales - Hotel Modern
Shrimp tales - Hotel Modern
Shrimp tales (photo: Pauline Kalker)

Una chiesa pronta per un funerale e il reparto maternità con i neonati che dormono nelle loro culle. Nel mezzo ci sta tutta una vita: ci stanno gli incontri di pugilato e gli acquazzoni estivi, la serate in discoteca e una gita al mini-mondo, ci sta l’amore e la violenza, le previsioni del tempo e la dichiarazione dei redditi, gli esperimenti chimici e la scoperta della luna, il fungo atomico e il matrimonio, la visita dal dentista e l’operazione chirurgica.

La compagnia olandese Hotel Modern dipinge in “Shrimp Tales”, grazie ancora una volta all’uso “dell’animazione tecnologica” che li contraddistingue, squarci di umanità. Ma le persone che osserviamo muoversi, parlare, ballare, partorire e morire non sono uomini e donne, bensì gamberetti.

I momenti più significativi di una vita, e anche quelli più insignificanti, sono dunque rappresentati da centinaia di gamberetti che si muovono, legati a un fil di ferro, proprio come marionette, in un circuito sensazionale di ambienti appositamente creati per la performance.
Da una parte c’è chi si occupa esclusivamente dei suoni: dalla musica della discoteca al rumore della pioggia, dal trapano del chirurgo al rumore delle onde che si frangono sulla spiaggia. Tre donne e un uomo si alternano invece a riprendere le varie scene con una telecamera, che proietta le immagini su un grande schermo posto al centro della scena, e a dare loro voce, in italiano e spesso anche in dialetto.


Colpisce la genialità dell’idea, il modo in cui la compagnia (di cui si raccomanda la visita al sito www.hotelmodern.nl) rappresenta l’umanità: come se questa costituisse una specie esotica, affascinante ed esilarante allo stesso tempo.
Colpisce anche la minuzia e la precisione con le quali sono stati ricreati ambienti e personaggi: il gamberetto-dj che porta la cuffia, l’incontro di pugilato circondato da un pubblico (di gamberetti) in visibilio, la pioggia creata con uno spray che dall’alto spruzza acqua e sembra proprio vera, i tre gamberetti sbarcati sulla luna che saltano realisticamente come per l’assenza della forza di gravità.

E la comicità esilarante dei gamberetti che brancolano in questi scenari cede il posto, a tratti, all’amarezza che la vita spesso porta con sé: alla violenza, agli omicidi, alla povertà che spinge un gamberetto a vendere rose nei locali, sino alla malattia. Ma alla fine il messaggio è indubbiamente di speranza: il gamberetto steso nella bara mette le ali e si alza in volo, attraversa dall’alto il mini-mondo di suoi simili con tutti quegli scenari, pezzi di esistenza risolti e irrisolti, le situazioni più felici e quelle più tristi. Sorvola su tutto, accompagnato da altri che, come lui, hanno infine messo le ali. Vola sino a fermarsi sull’immagine finale di una nursery, nel reparto maternità di un ospedale, dove tanti piccoli gamberettini riposano sereni. Geniale.

SHRIMP TALES (STORIE DI GAMBERETTI)
creatori e interpreti: Pauline Kalker, Arlène Hoornweg, Herman Helle
concetto sonoro e performance live: Arthur Sauer
assistente al set, produzione e costumi: Ineke Kruizinga
tecnici: André Goos e Jorg Schellekens
assistenti: Heelen Wiemer, Stefan Gross, Jozef van Rossen, Sanne Vaghi, Jan-Geert Munneke e Annette Scheer
durata: 1 h 05′
applausi del pubblico: 2′

Visto a Prato, Teatro Fabbricone, il 28 maggio 2009
Contemporanea Colline Festival – prima nazionale

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