Incontri Teatrali 2009: un festival giovane dal sapore antico (prima parte)

Incontri teatrali 09
Incontri teatrali 09
Incontri teatrali 09

Dà sempre un po’ fastidio quando qualche vetusto del giornalismo teatrale italiano ti guarda e dice: “Eh, a quei tempi ai festival ci si incontrava, si parlava, ci si conosceva in tranquillità attorno ad un tavolo a parlare di programmazione, eventi, cultura. Chi lo fa più…?”. Dà un po’ fastidio perché, in fondo, è vero che molti festival hanno perso quell’anima.

Per fortuna ce ne sono altri che la ripropongono, che mettono attorno al tavolo chi il teatro lo fa, che cercano il confronto non solo con il pubblico, ma anche e soprattutto fra addetti ai lavori e operatori, liberi dal condizionamento dei biglietti, dal gusto comune, e liberi di proposte più ardite, di lasciare spazi a esperimenti e novità.

E’ stata questo la quinta edizione di Incontri Teatrali, festival di teatro rivolto nello specifico a organizzatori e programmatori teatrali ma aperto a tutto il pubblico.
Nato cinque anni fa come rassegna di spettacoli di compagnie ticinesi per il solo pubblico locale, il festival si è aperto alla scena svizzera e internazionale, con l’intento di trasformare il territorio ticinese in un crocevia teatrale capace di accogliere una pluralità di linguaggi e stili differenti. L’edizione di quest’anno, con un’attenzione particolare verso l’innovazione e la sperimentazione, aveva in programma 16 spettacoli, tra produzioni di compagnie svizzere e estere, divisi nelle tre sezioni: teatro adulti, teatro di ricerca/performance, teatro per le nuove generazioni.


Siamo stati ospiti del festival, dall’organizzazione artigianale ma attenta e puntuale, senza fronzoli e sprechi, con tutti che facevano tutto. Proprio come nelle rassegne di cui si diceva all’inizio.
Un festival diffuso, nel senso che ha visto coinvolte tutte le sale teatrali di Lugano con due appuntamenti anche nella città di Chiasso, sede di quattro spettacoli.
Al bando di selezione si erano iscritte 275 compagnie svizzere ed estere e oltre settanta erano i programmatori e addetti ai lavori provenienti da tutta Europa: Italia, Francia, Spagna, Germania, Svizzera, Kosovo, Cameroun, Austria, Polonia.

Il nostro lavoro di documentazione si divide in due parti, concentrate sui primi giorni di rassegna e dedicate essenzialmente al teatro adulti, ma avrà un’ulteriore appendice più avanti, quando presenteremo uno speciale sul lavoro di Trickster Teatro e di Sineglossa, due giovani realtà impegnate quest’estate in diversi festival dedicati ai nuovi linguaggi, da Roma alla Lombardia.

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