“Svelarsi”, l’esperimento di Silvia Gallerano per soli corpi femminili

Svelarsi (ph: © Fondazione Musica per Roma - Pasqualini Musa)
Svelarsi (ph: © Fondazione Musica per Roma - Pasqualini Musa)

Una produzione Teatro di Dioniso tutta al femminile per un lavoro di drammaturgia condivisa, in cui ogni attrice ha scritto, con le parole o il proprio corpo, la sua presenza nello spettacolo

Un gineceo che, a fine spettacolo, si trasforma in un momento di autocoscienza collettiva e inevitabilmente richiama alla memoria i collettivi femministi degli anni Settanta.
Sette attrici, molto brave, tanto nei registri comici quanto in quelli drammatici, guidate da Silvia Gallerano, in scena insieme a loro, svelano senza pudore e con ironia le loro insicurezze, le loro insofferenze, la loro rabbia per le ingiustizie subite, i loro corpi nudi e imperfetti.

Il pubblico è esclusivamente femminile (“cis, trans e non binarie”), come da richiesta della compagnia. Uno sguardo maschile rischierebbe di sottrarre genuinità e sincerità alla performance e, forse, nelle intenzioni delle autrici di “Svelarsi” c’è proprio quello di ritagliare un tempo e uno spazio di confronto per sole donne.

Il pubblico, anzi in questo caso la “pubblica” (battuta di scena), felicemente intergenerazionale, dichiara a fine serata di apprezzare la scelta per poter vivere un’esperienza di “liberazione”, grazie anche alla leggerezza con cui nel corso dello spettacolo sono affrontati temi con risvolti tutt’altro che lievi.

Tutto parte dal corpo, un corpo, quello femminile, che genera vita e che per questa ragione per secoli è stato vincolato al solo ruolo di madre, un corpo che si trasforma, invecchia e non può competere con i canoni estetici che la società impone. Sono le stesse donne a non accettarsi per come sono fatte, e che questo dipenda da un retaggio storico e culturale difficile da sradicare è noto, ma vi è oggi in ciò una responsabilità anche femminile.

Le attrici si svestono e svelano ritratti di donne oggettificate, “sempre in ritardo”, “che si perdono in chiacchiere”, che non sanno stare al ritmo degli uomini, che si sentono perennemente esaminate o in competizione, letteralmente invase da richieste e sensi di colpa, in cui è facile riconoscersi.

A più riprese la quarta parete viene rotta. Le attrici si mescolano alle spettatrici, si confidano, chiedono loro di partecipare attivamente alla costruzione scenica, le invitano persino ad alzarsi e ballare, assegnando via via allo spettacolo le caratteristiche di una sorta di happening giocoso.

La drammaturgia si sviluppa per quadri tematici, introdotti da cartelli: alcuni interpretati in modo corale e coreografato, altri più comici e contemporanei, quasi da salotto televisivo.
La scena è spoglia se non fosse per una montagna di striscioline di carta bianche lungo il proscenio, sulle quali sono annotati i fattori da cui le donne si sentono oppresse e “invase”. Una su tutte: “Mi sento invasa dalle ingiustizie”. Bianco è anche l’abbigliamento intimo che le attrici, un po’ vestali un po’ streghe, ripetutamente indossano e si tolgono.

A fine spettacolo si ha l’impressione di aver assistito a un esperimento più che a una messa in scena, una ricerca di complicità. La lotta al patriarcato passa anche da questa ricerca di complicità, così lieve e giocosa? Forse.

Sabato 12 aprile al Teatro Rossetti di Vasto.

SVELARSI
regia: Silvia Gallerano
di e con: Giulia Aleandri, Elvira Berarducci, Smeralda Capizzi, Benedetta Cassio, Livia De Luca, Chantal Gori, Giulia Pietrozzini, Silvia Gallerano
con il contributo di Serena Dibiase e la voce di Greta Marzano
allestimento luci: Camila Chiozza
consulenza costumi: Emanuela Dall’Aglio
cura del progetto: Nicoletta Scrivo
una produzione Teatro di Dioniso

Durata: 2h
Applausi del pubblico: 3’

Visto a Torino, Teatro Erba, il 29 marzo 2025

0 replies on ““Svelarsi”, l’esperimento di Silvia Gallerano per soli corpi femminili”