Il Gabbiano di Carmelo Rifici. Volo nuovo sul lago di Lugano
byLa nuova grande struttura polifunzionale di Lugano, il LAC, ha ospitato, all’interno del suo capace spazio teatrale, il debutto de “Il Gabbiano” di Anton…
Dimitri/Canessa tra i fantasmi di Bruno Schulz
by“La musica aiuta a non sentire dentro il silenzio che c’è fuori di noi”, scriveva Johann Sebastian Bach nel XVIII secolo: il silenzio dell’orrore…
Lindsay Kemp al SEMIfestival e altre cronache tirreniche
byL’eterno Lindsay Kemp ha presentato a Livorno “Kemp dances”, nell’ambito di SEMIfestival al Teatro Il Grattacielo, portando in scena un denso incastro di nuove…
I Ritorni di Filippo Tognazzo, da Padova a Sarajevo
byParliamo nuovamente dei Balcani dopo l’incontro con Jeton Neziraj. Questa volta attraverso «Ritorni, ho visto la pace allo specchio», il racconto autobiografico di un…
Le Slot Machine delle Albe. Della caduta nel niente
bySecondo Gioacchino Lavanco, docente all’Università di Palermo, uno dei più illustri studiosi del gioco in relazione alle sue derivazioni psicologiche (e patologiche), il giocatore…
La volontà di César Brie: Simone Weil, l’anima e il pensiero
by“Mettere la verità prima della persona – asseriva Simon Weil – è l’essenza della bestemmia”. Anche per César Brie la persona interiore prevale sulla…
I due canti del cigno di Romeo Castellucci
byUno dei tanti effetti generati dai lavori di Romeo Castellucci è lo stupore, e “Schwanengesang D744” – ispirato ad un’opera di Schubert – non…
Still Life. Metafora del lavoro secondo Papaioannou
byLa ripetizione è sempre stata emblema del purgatorio. Il ripetere, il vagare avanti e indietro, il procedere senza meta in un ambiente vuoto. E…
L’Amleto di Garolla & Martinelli, enigma della morte
byLa morte – premeditata, crudele, fortuita, orrifica, liberatrice – è il leitmotiv dell’Amleto di Shakespeare. Francesca Garolla muove dal capolavoro vittoriano per affrontare il…
La Guerra ai tempi dell’amore di Jeton Neziraj
bySe non fosse che in certi casi qualche brutto rischio lo si corre davvero, ci sarebbe da stare allegri a sentirsi chiamare “agitatori culturali”….
