Stefano Tè e Salvatore Sofia ci raccontano il loro “teatro delle possibilità” e delle relazioni umane
Per celebrare i vent’anni della compagnia modenese Teatro dei Venti ci siamo recati nella loro sede da poco rinnovata, il Teatro dei Segni, per intervistare il direttore artistico, Stefano Tè e il responsabile della comunicazione Salvatore Sofia. Con loro siamo ritornati indietro nel tempo alla nascita del gruppo e ai momenti topici della loro attività, il colossale “Moby Dick“, lo spettacolo di piazza che ha girato mezzo mondo e poi la grande attività nelle carceri che caratterizza l’attività del gruppo con la realizzazione di creazioni che hanno fatto la storia di questo particolarissimo mondo della scena.
Stefano e Salvatore ci hanno parlato anche della rivitalizzazione del borgo di Gombola, sugli Appennini modenesi, attraverso il festival Trasparenze. Nella presentazione ha fatto capolino anche l’operatore teatrale e regista Francesco Chiantese, che fin dalla nascita segue il Teatro dei Venti, aggiungendo preziose considerazioni storiche all’intervista.
Nell’occasione è stato presentato il volume “Utopie nel mezzo. Vent’anni del Teatro dei Venti pensando al futuro”, a cura di Giulia Alonzo, Oliviero Ponte di Pino e Salvatore Sofia, che ne firmano la prefazione.
