Kibbutz Contemporary Dance Company. Viaggio nella sensualità della danza israeliana

Bein Kodesh Le'hol

Bein Kodesh Le’hol (photo: napoliteatrofestival.it)

Già nelle precedenti edizioni, il Napoli Teatro Festival Italia aveva ospitato spettacoli di danza contemporanea coreografati da artisti di rilievo internazionale come Karol Armitage, Jan Fabre, Marie Chouinard. 
Nell’edizione di quest’anno ha voluto dare particolare attenzione alla danza israeliana, che sembra avere un focus particolarmente affascinante sul linguaggio fisico come generatore di sensualità, seduzione e orientalismo.

Due gli spettacoli proposti dalla compagnia Kibbutz Contemporary Dance Company:  “Bein Kodesh Le’ Hol” e “If it all”, entrambi del coreografo Rami Be’er e a Napoli al debutto europeo. 

“Bein Kodesh Le’ Hol” è una coreografia basata sulla dicotomia tra sacro e profano, dove il sacro è sottolineato dalla creazione di immagini e di ambienti che richiamano il rapporto uomo-natura (una cascata di sabbia riempie la scena e i danzatori vi danzano muovendola e creando suggestivi disegni nello spazio), mentre il profano è descritto attraverso il movimento contorto e sofferto dei danzatori che animano la scena centrale e attraverso l’uso di una struttura di ferro, in contrasto con l’elemento della sabbia.

Entrambe le coreografie portano in scena un linguaggio molto strutturato tecnicamente ed accattivante dal punto di vista virtuosistico. Assistiamo ad assoli, duetti, trii con intrecci di corpi, sospensioni e dinamiche composte.
Incalzanti le parti corali, dove emerge una netta distinzione tra danza maschile e danza femminile, energia in entrambi i casi e rigore tecnico.
La drammaturgia è cosi semplice da essere portata completamente a zero, in quanto l’elemento prevalente è sicuramente il corpo dei danzatori, che ammaliano il pubblico con la loro fisicità, la complessità delle loro evoluzioni e la voracità della dinamica spaziale.

In entrambi gli spettacoli prevale l’elemento estetico, che in “Bein Kodesh Le’ Hol” sembra però voler scomparire nella parte centrale per lasciare spazio a testi registrati in francese che riportano il brano “Minuit” del compositore canadese Christian Calon, ispirato a testi di Joice, Beaudelaire, Céline e Artaud.

In “If it all”, invece, il virtuosismo cede alla poesia nel momento in cui i danzatori incalzano il movimento sul suono degli spari e del rumore della folla che richiamano alla guerra, e nelle suggestive scene con la luna sullo sfondo e cambi di luce che ogni volta rendono l’idea di un paesaggio diverso, illuminando il palco di verde prato, di rosso sangue/passione e di blu mare.

Tra i dodici danzatori si distingue in particolar modo la russa Anna Ozerskaya, nella cui danza scompare l’elemento tecnico per dare spazio ad un tipo di movimento dinamicamente interessante e ad una poetica personale del gesto.

Abbiamo avuto modo d’incontrare Anna dopo lo spettacolo, e chiederle qualcosa di più sulla sua esperienza: “In Israele attualmente ci sono molte compagnie di danza contemporanea, e i giovani danzatori dopo la formazione possono scegliere in quale lavorare facendo diverse audizioni”. Ci racconta anche che, pur provenendo dalla Russia, la sua formazione non è derivata esclusivamente dallo studio della danza classica bensì prevalentemente dalle tecniche di quella contemporanea.
Come danzatrice all’interno della compagnia Kibbutz svela: “Il coreografo non ci dice mai di cosa parla il suo spettacolo, ci trasferisce le strutture coreografiche e ci lascia completamente liberi di interpretare il movimento a maniera nostra, ci è molto vicino, conosce la condizione dei danzatori e per questo ci esorta positivamente sia prima che dopo lo spettacolo”.

Anna, danzatrice professionista di 27 anni, sembra avere il mondo nelle proprie mani.
Prossima tappa dello spettacolo: la Cina.

BEIN KODESH LE’HOL (Sacred and Profane)
coreografia, scene, luci e costumi: Rami Be’er
danzatori: Ranana Randy, Daniel Costa, Oz muLay, Etai Pery, Ben Bach nir even-shoham, EyaL Dadon, Koreena Fraiman, Aana Raz, Anna Ozerskaya, Daniel Ohn, Ruby Wilson, Shani Cohen
produzione: Kibbutz Contemporary dance Company
durata: 1h 15′
applausi del pubblico: 5′

Visto a Napoli, Teatro Politeama, il 19 giugno 2012
Prima europea

IF IT ALL
coreografia, scene, luci e costumi: Rami Be’er
danzatori: Ranana Randy,Daniel Costa, Oz muLay, Etai Pery, Ben Bach nir even-shoham, EyaL Dadon, Koreena Fraiman, Aana Raz, Anna Ozerskaya, Daniel Ohn, Ruby Wilson, Shani Cohen
produzione: Kibbutz Contemporary dance Company
Prima europea
durata: 1h 5′
applausi del pubblico: 5′

Visto a Napoli, Teatro Politeama, il 23 giugno 2012
Prima europea

 

No Comments

  • Amos ha detto:

    Un bellissimo spettacolo eseguito da una straordinaria compagnia di danza contemporanea, certamente tra le migliori al mondo. Speriamo possano vedersi più spesso in Italia.

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