Lorena Senestro e lo shock leopardiano

Lorena Sanastro in 'Leopardi Shock'

Lorena Sanastro in ‘Leopardi Shock’ (www.teatrosancarluccio.com)

“Un tempo si viveva anche morendo, oggi si muore vivendo”.
Lo diceva Giacomo Leopardi nell’ormai lontano ‘800 e lo ripete oggi per bocca di Lorena Senestro nel suo duro e crudo “Leopardi Shock”, in scena al Teatro San Carluccio di Napoli, che nonostante le difficoltà di questi ultimi anni non smentisce l’oculata scelta della sua programmazione.

Interrogandosi su domande esistenziali, si dirama un insolito dialogo tra personaggi leopardiani che man mano s’impossessano del corpo dell’attrice, straordinariamente brava.

Davanti a noi, Tristana – malinconico femminino di Tristano –  che districandosi tra Operette Morali e Canti, è ora la Moda, ora la Morte, Farfarello, un venditore di almanacchi, Galantuomo, Mondo. Come indisciplinati lampi di vita, i protagonisti appaiono qua e là, riempiendo la scena, sputando sentenze, parlando a sproposito, urlando e piangendo.
Sembrano voler espandersi oltre le mura della piccola sala teatrale le loro domande eterne che non trovano risposta, o che, trovandola, si rendono conto di essere così infinite da inventare una scusa per scomparire e poi riapparire quando sentono di essere state messe da parte.

“Che vita vorreste? Una vita a caso, di cui non si sa niente nè prima, né dopo”.

Presentato al Teatro Stabile di Torino per il 150° dell’ Unità d’Italia e vincitore come miglior spettacolo della IX edizione del Festival Internazionale di Teatro di Calanchi, “Leopardi Shock” mette in luce quanto ancora attuali siano i temi trattati dal famigerato intellettuale poeta e quanto ancora possa essere struggente il suo “pessimismo”, storico, psicologico o cosmico che sia.
 
Così, al pianto straziante del neonato appena catapultato nella realtà, viene da chiedersi: “Con tutto il dolore e la tristezza che bisogna affrontare nella vita, vale la pena nascere?”. Forse no, se ciò che dovrà affrontare sarà un mondo immorale e spietato, dove “non vivere è meglio di vivere, se la privazione della felicità è meglio dell’infelicità”.

Terribilmente attuale è la critica morale che Leopardi fa della propria società, che, nonostante i secoli passati, sembra essere rimasta identica alla nostra, con l’aggiunta di qualche clichè in più.

La Senestro, su regia di Massimo Betti Merlin e Marco Bianchini, esplora l’intimo leopardiano, tracciando una linea che va dall’amaro pessimismo del poeta all’amaro pessimismo del contemporaneo, annullando le distanze temporali grazie alla forza eterna di scioccanti parole.

LEOPARDI SHOCK – monologo teatrale per versi, suoni e voci
testi da Giacomo Leopardi
di e con: Lorena Senestro
regia di: Massimo Betti Merlin e Marco Bianchini
produzione: Teatro della Caduta
durata: 50′
applausi del pubblico: 2′ 10”

Visto a Napoli, Teatro San Carluccio, il 5 febbraio 2012

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