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Home Eventi Premi Premio Equilibrio 2012: nessun vincitore, e prossima edizione più ricca

Premio Equilibrio 2012: nessun vincitore, e prossima edizione più ricca

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Premio Equilibrio 2012Non assegnato. Questo il verdetto della giuria della V edizione del Premio Equilibrio. La somma destinata al premio (15mila euro) sarà utilizzata per rafforzare il premio il prossimo anno.

Questa la motivazione: “La giuria – composta da Myriam De Clopper (responsabile Performing Arts De Singel - Belgio), Karthika Nair (autrice e producer - Francia), Rachid Ouramdane (coreografo - Francia), Laurie Uprichard (Dancespace Project - USA), Claire Verlet (vicedirettore Danza Théâtre de la Ville - Francia) e presieduta da Sidi Larbi Cherkaoui – desidera esprimere il proprio apprezzamento per l'energia, il pensiero e la vitalità degli artisti e la serietà del loro lavoro ma ritiene che per gli otto finalisti sia più opportuno non affrontare adesso la responsabilità della creazione di uno spettacolo a serata intera. La giuria desidera esprimere la propria solidarietà ai coreografi che lavorano in condizioni particolarmente difficili in Italia e desidera incoraggiarli a continuare la propria ricerca e continuare a lottare per sviluppare la propria espressione coreografica”.

Decisione sicuramente da rispettare, e in parte condivisibile. Il livello medio era decisamente basso, molti degli studi proposti sprigionavano tanto entusiasmo giovanile e poco altro. Qualche spunto qua e là ma poche idee degne di essere sviluppate.

Degli otto finalisti, a parer di chi scrive, tre erano una spanna sopra gli altri: "Ballade Nocturne" di TAOMArte (Annarita Pasculli e Demy Giustarini) è un lavoro che ben racchiude in sé l'essenza di un testo molto buio e cupo di Gao Xingjian; è pieno di spunti visivi e di immagini, supportate da movimenti a tratti sincronici, a tratti scattosi. Sicuramente il migliore del primo giorno.

Il secondo giorno citiamo due spettacoli: Daniela Paci e Alessio Maria Romano in "Sogni Italiani", un lavoro sui migranti italiani in Argentina, sulla memoria e la nostalgia dove non si può non notare la ricerca fatta sulla partitura sonora non musicale (un mix di testimonianze sul Belpaese visto da lontano e da vicino). Completano lo spettacolo i due danzatori in scena: presenze romantiche che si muovono a cavallo fra il tango argentino e le ballate popolari nostrane.
Infine, "Naufragi" di Leonardo Diana (già finalista l'anno scorso) e Claudio Cinelli, che appare essere lo spettacolo più strutturato: bella musica, ottimo disegno luci e clamoroso impatto visivo nel bianco candido della storia d'amore impossibile fra un uomo-danzatore e una donna-pupazzo. La figura creata da Cinelli è particolarmente bella, e non c'è da meravigliarsi da un'artista che lavora sul teatro di figura da quarant'anni.

Forse quest'ultimo era lo spettacolo più meritevole, anche se la presenza fondamentale (e registica) di un “vecchio” del teatro, mentre l'under 35 Diana (come vuole il regolamento) firma la coreografia, che è poca cosa rispetto agli altri elementi già citati, e questo fa pensare che alla fine la decisione della giuria sia stata giusta. Forse.
In più, tornano in mente le parole di Cherkaoui durante la conferenza stampa sulla necessità di rendere il premio più “proattivo” e capace di andare direttamente a scovare il meglio della nuova senza attendere. Ambra Senatore era un'altra cosa, senza dubbio.

Vale la pena citare comunque anche gli altri 5 lavori in finale: Collettivo Pirate Jenny con “Vanity Fair’s Snow White”, Famigliafuché con “Quaderni”, Lucia Palladino con “Kiss”, 7-8 Chili con “Ossi di seppia” e Rebecca Marta D’Andrea in “When”.

Appuntamento al 2013, dunque, per la seconda vita di un premio che negli scorsi anni si è affermato e che quest'anno ha pagato la necessità di un doveroso cambio di rotta.


 

 

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