Sinceramente Bugiardi. I ménage allargati di Alan Ayckbourn

Sinceramente bugiardi

Sinceramente bugiardi (photo: Valentina Bianchi)

Un paio di pantofole sconosciute, una serie di telefonate strane, pacchi regalo di dubbia provenienza ed altri indizi rendono già nel primo quadro lo sfondo d’infedeltà sul quale si muovono Greg (Carlo Roncaglia) e Ginny (Vanessa Korn), giovane coppia di fidanzati inglesi alle prese con un amore appena sbocciato.

È sabato mattina, e nell’appartamento londinese della bella ma non limpida Ginny i due protagonisti si dedicano a piccoli litigi, fin quando, dopo la proposta di matrimonio di Greg, Ginny parte per la casa dei propri genitori.
L’azione si sposta allora in una grande villa fuori città, dove vive una matura e annoiata coppia borghese, Sheila (Giovanna Rossi) e Philip (Marco Balbi); lì finirà per sbaglio Greg, e poco dopo anche Ginny.

Qui si svolgerà gran parte della commedia degli equivoci di Alan Ayckbourn, “Sinceramente bugiardi”, condita da un colpo di scena che non aspetta la fine della pièce per arrivare, offrendo uno spunto per lo scatenarsi di eventi esilaranti. Scappatelle extraconiugali, piccole o grandi bugie e scambi di persona mettono a nudo, tra una risata e l’altra, il comportamento poco edificante dei protagonisti.  

Come due piatti della stessa bilancia, le coppie (Greg e Ginny, alle prese con una relazione sentimentale acerba ma entusiasta, e Sheila e Philip, intrappolati in un matrimonio forse fin troppo maturo ed asfissiante) si fronteggiano in un ménage allargato.
Le tre settimane di fidanzamento di Greg e Ginny, così come i trent’anni di matrimonio di Sheila e Philp, sono infatti conditi da bugie e infedeltà.
E la relazione di coppia diventa trappola del malessere sociale della media borghesia (non solo inglese).

Se la drammaturgia di Alan Ayckbourn si contraddistingue per lo humor agile e intelligente, il merito della versione targata Teatro Litta è quello di averne rispettato lo spirito, realizzando uno spettacolo brillante – prettamente ‘natalizio’ – in cui gli elementi sono ben amalgamati.
La regia di Antonio Syxty inquadra l’umorismo inglese in tempi comici perfetti, conferendo alla commedia un ritmo serrato nella quale spiccano i rilievi psicologi (un po’ da cliché) dei protagonisti: dall’innamorato credulone Greg alla dolce e fedifraga Ginny, dall’uomo maturo benestante alla ricerca di avventure extraconiugali, alla moglie borghese, lucida e disincantata.
Ottima l’interpretazione del cast: i quattro protagonisti, perfettamente inseriti nella loro porzione di quadrilatero, danno vita a personaggi ben definiti ma non eccessivamente stereotipati.  

La scenografia colorata e vivace rende bene l’idea del clima in cui si consuma la commedia. Bastano pochi dettagli (le pantofole, il telefono fisso, un regalo a forma di cuore nell’appartamento della giovane Ginny, il servizio da tè, la divisa da giardiniere…) per contestualizzare la pièce, facendo combaciare i pezzi di puzzle del fair play anglosassone.
A Milano fino al 13 gennaio.

Sinceramente Bugiardi
di: Alan Ayckbourn
traduzione: Luigi Lunari
regia: Antonio Syxty  
con: Marco Balbi, Vanessa Korn, Carlo Roncaglia, Giovanna Rossi
scene: Guido Buganza – costumi: Margherita Baldoni
luci e immagini: Fulvio Melli  
staff tecnico: Alessandro Barbieri e Ahmad Shalabi
direttore di produzione: Gaia Calimani
assistente alla regia: Francesca Prandelli
durata: 1h 45′
applausi: 2′ 5”

Visto a Milano, Teatro Litta, il 30 dicembre 2012


 

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