Spulciando bandi. Il Troll e i finanziamenti della Regione Lazio

Il Troll è un mostro strano: paga le tasse! Ne paga molte, e va a teatro, e qualche volta lo fa anche. Perciò amerebbe che i suoi soldi fossero impiegati nel teatro e negli spettacoli dal vivo.
Così, da cittadino e da teatrante, ha deciso di spulciare i soldi che la regione in cui abita, il Lazio, ha destinato allo spettacolo dal vivo tramite un avviso pubblico per il sostegno a rassegne e festival di questo tipo.

La “vocazione” iniziale che lo ha spinto alla ricerca è stata: “Vediamo quanti pochi soldi danno al teatro e agli spettacoli dal vivo, e poi commentiamo”. Pur sapendo fin dall’inizio che sarebbe incappato in casi di irregolarità, il Troll ha iniziato cercando finanziamenti ridicoli a rassegne che avrebbero meritato di più. In realtà ha poi trovato altro. A partire dalle discrepanze tra i requisiti richiesti dall’avviso pubblico e quelli che effettivamente hanno i festival finanziati.

Tra le caratteristiche imprescindibili richieste dal bando 2015 della Regione Lazio emergevano:
–    iniziative esclusivamente di spettacolo dal vivo con ricorrenza di almeno tre anni (2012-2013-2014)
–    programmazione di minimo 12 spettacoli di teatro, musica e danza;
–    definizione ed attuazione di un adeguato programma di comunicazione, con significative presenze sui media.

Hanno ottenuto un finanziamento 32 progetti, per un totale di 750mila euro messi a disposizione dalla Regione. La prima cosa è stata quindi cercare i programmi dei “finanziati” sui loro siti internet, nei profili Facebook delle associazioni organizzatrici o su quelli delle manifestazioni stesse, e poi sui motori di ricerca.

Cos’ha trovato il Troll?
–    manifestazioni della cui programmazione, sia attuale che passata, non v’è traccia sul web, tanto da mettere in dubbio la comunicazione della rassegna, non adeguata per l’anno in corso né per i tre precedenti. In alcuni casi si potrebbe perfino arrivare a dubitare che siano state fatte
–    rassegne con meno di tre anni alle spalle (come comunicano loro stessi nei rispettivi siti ufficiali)
–    manifestazioni con meno di 12 spettacoli dal vivo.

Sul numero di spettacoli, qualcuno potrebbe però obiettare che si può chiedere un adeguamento del proprio programma successivamente, ma tale variazione deve essere fatta – per forza e con preavviso –  prima della realizzazione dell’iniziativa. Senz’altro in alcuni casi questo sarà stata fatto in maniera adeguata, ma in altri la cosa appare più dubbia: alcuni programmi di festival che non rispettavano le richieste risultavano già stampati prima dello scadere della domanda o della pubblicazione dell’assegnazione (e l’eventuale adeguamento?).

Altra possibile obiezione: ci può essere una buona comunicazione nonostante la totale assenza sui canali di diffusione online; e magari la Regione ritiene più validi i flyers e i manifesti rispetto al web! Però, onestamente, nel 2016, risulta poco credibile che non appaia nessuna segnalazione online di un festival/evento/rassegna…

Essendo in Italia, al Troll vien malignamente da pensare che chi presenta una domanda e sa di non avere tutti i requisiti in regola proverà in qualche modo a “eludere” la regola (del resto di simili sotterfugi abbiamo già parlato in precedenti ‘puntate’).

Il problema allora non è solo di chi presenta un progetto che ritiene nella norma o che spera comunque venga accettato; il problema si indirizza anche dall’altra parte: il legislatore (in questo caso la Regione) ha i mezzi per valutarlo? E lo fa con cognizione di causa?
A vedere i casi di irregolarità vengono strani pensieri… E questo non è mai proficuo né per il mondo politico né per quello artistico.

La Regione di norma elargisce un acconto (o, come vedremo, addirittura il saldo) dopo aver esaminato i dati di festival e rassegne e il loro regolare svolgimento. O almeno così dovrebbe essere.

Volete che il Troll tiri fuori i nomi? Facciamoli! Ma non perdetevi il gioco proposto alla fine.

N.B: i dati dell’elargizione del finanziamento sono presi al momento della stesura dell’articolo, potrebbero essere stati nel frattempo aggiornati.

Partiamo dalle 20 iniziative su cui, a parere di chi scrive, non sembra esserci nulla da eccepire.

Associazione Nuova Consonanza / 52° Festival di musica Contemporanea
15 concerti, un programma sul sito del festival e programmi passati sia sul sito che sui motori di ricerca. 33.600 euro di finanziamento (dal sito della Regione) che sembrerebbe non ancora liquidato per nulla.

CADMO associazione culturale / Le vie dei Festival 2015
17 eventi e un archivio perfetto dal 1994 ad oggi!
36.200 euro, anche qui ancora non elargiti.

I Concerti nel Parco / I Concerti nel Parco, Estate – Autunno 2015
12 concerti. Sul sito si parla già del programma dell’edizione 2016. Anche loro ben organizzati e con ottima comunicazione.
20.000 euro di cui liquidati già 13.339 euro.

Ass. musicale Enrico Simbruina / Festival delle Città Medievali 2015
19 giorni di festival. Si svolge dal 2007, tutte le stagioni documentate sul proprio sito e tre pagine di Google che lo confermano (almeno dal 2011). 21.200 euro finanziati di cui già liquidata una prima tranche di 14.137 euro.

Associazione Musicale ‘Festina Lente’ / Roma Festival Barocco VIII edizione
14 concerti da ottobre a dicembre 2015. Per i tre anni passati c’è da dire che c’è una piccola anomalia nel 2012, con un’edizione chiamata INEDITA che è fuori numerazione delle edizioni (l’edizione V è del 2009, l’edizione VI è del giugno 2013 e l’edizione VII è di dicembre 2013), ma di essa troviamo molte pubblicazioni dell’epoca, in cui il nome del Festival precede il sottotitolo INEDITA.
19.200 euro di cui liquidati 12.807 euro.

Associazione Culturale XV Miglio / Bajocco Festival degli Artisti di Strada
100 spettacoli (molti sono ripetuti e sono principalmente spettacoli di teatro di strada, per questo si ripetono e ce ne sono molti). Nel sito del festival non si riesce a trovare un archivio storico, ma le edizioni precedenti si trovano tutte su Google, con tanto di video e vari comunicati stampa ripetuti da molte realtà.
7200 euro di cui pagati 4827.

ACT Ronciglione / Tuscia in jazz Festival 2015 Concerti, Seminari, Jam Session a Civita di Bagnoregio, Ronciglione e Castiglione in Teverina
20 concerti in 5 giorni ad aprile 2015. Sul loro sito è difficile trovare le varie edizioni, ma su Google esistono dal 2009.
30.200 euro che non risultano ancora pagati.

Accademia Italiana del Flauto / Flautissimo 2015
18 eventi (nel teatro molte letture e tre eventi diretti dal direttore artistico) tra il 27 novembre 2015 e il 22 dicembre 2015. Cui si sommano alcune masterclass. Esistono dal 2009 e certificate si trovano a fatica le edizioni precedenti al 2013, ma esistono articoli, molto meno numerosi.
31.200 euro che non risultano ancora pagati.

Teatro dell’Ascolto / Una striscia di terra feconda
16 concerti, ben pubblicizzati come le edizioni passate.
16.200 euro (non appaiono sul sito della Regione).

Roma Jazz Festival – Il Jazz Nutre Nutre il Pianeta
dal 14 al 29 novembre 2015, 13 eventi. Esiste da 39 anni, e dal 2011 documentati con dovizia di particolari; anche nella ricerca sommaria di Google si trovano facilmente.
22.000 euro di cui 14699 pagati.

Ass. Cult. 369GRADI / TenDance
18 eventi dal 26 settembre al 15 novembre sparsi soprattutto nella provincia di Latina. Si trovano le precedenti edizioni, dal 2011 ad oggi (la prima probabilmente era una costola di Operefestival).
11.400 euro, liquidati totalmente (per la verità dal sito della Regione risultano 20 euro in più, “il resto mancia”).

Ruotalibera Coop. soc. Onlus/ Infanzie In Gioco 2015-2016 – V edizione
22 eventi da ottobre 2015 ad aprile 2016. A fatica si trovano le vecchie edizioni, ma ci sono.
Si capisce anche perché la comunicazione online non sembra fenomenale: sicuramente negli spettacoli per l’infanzia c’è un’altra modalità di pubblicità. Inoltre il teatro è uno spazio all’interno di una struttura scolastica. 17.000 euro di cui liquidati 11.344.

Fondazione Campus Internazionale di Musica / 51° Festival Pontino
dal 30 giugno al 2 agosto 2015, finanziato “post mortem” (cioè a festival concluso), con 18 giornate piene di eventi. Comunicazione ottima. Dei 29.400 euro, liquidati 18.806,40.

Associazione Culturale AREA06 / Short Theatre 10 – nostalgia di futuro
59 eventi. Comunicazione impeccabile, anzi perfino irritante. 26.000 euro di cui pagati 17.329.

Centro Ricerche Musicali – CRM / Artescienza
dal 3 al 12 luglio, 14 eventi oltre che incontri vari, i programmi si trovano sia sui motori di ricerca che sul loro sito.
13.200 euro di cui 8817 euro pagati.

Soc. Coop. Teatro Stabile delle Arti Medioevali / Festival “Quartieri dell’Arte”
più di 30 eventi (con molte prime assolute e molte mise en espace, per un festival che ha come tradizione l’uso dei testi contemporanei). Finanziato per 26.000 euro di cui già pagati 16.635,84 euro.

COOP ART / I Concerti dell’Accademia degli Sfaccendati
14 concerti in tutto il 2015. I concerti proseguono dal 2000 ad oggi.
15.400 euro di cui 10.280 euro liquidati.

Pentagono produzioni associate / Teatri di Pietra Lazio 2015
16 eventi per 16 edizioni documentate. 22.400 euro di cui pagati 14.935 euro.

Ass. Cult. Città Cultura / CassinoOFF – Festival del Teatro Civile
12 spettacoli in 5 edizioni (compresa quella del 2016).
9.500 euro non liquidati.

Fondazione Caffeina Cultura Onlus / Caffeina Festival – Edizione speciale per il Giubileo
più di 20 eventi per un festival con ottima comunicazione che viene fatto da anni.
26.000 euro di cui liquidati 16.636,80 euro.

E ora, prima delle note dolenti, osserviamo due particolarità:

Coop. La Fabbrica dell’Attore Onlus / La Danza Contemporanea
Su questo festival alziamo le mani. Molto complesso da capire per il titolo, c’è da dire che sul sito del Teatro Vascello, a cui fa capo La Fabbrica dell’Attore, La Danza Contemporanea non esiste nella lista dei festival. Solo su teatro.it si trova una possibile programmazione dell’anno scorso (e non degli anni precedenti), e il nome La Danza Contemporanea è talmente vago da rendere ardua la ricerca nel passato di questa rassegna.
29.200 euro stanziati, liquidati 29.457 euro (anche qui qualche spiccio in più). Il fatto che i soldi siano stati pagati tutti il 4 gennaio (con una tranche pagata due giorni prima) è sinonimo che il festival si sia fatto?
E l’adeguata comunicazione sul festival c’è stata?

C’è poi il C.T.M. Centro Teatro Musica Onlus / Lazio Festival 2015
Non c’è un sito dell’associazione. Unica notizia è che Lazio festival 15 ed. (quella del 2015) organizza Porto Clementino Festival (decima edizione). Di questo festival si trova di tutto.

Ma fino a qui non abbiamo mai citato un’altra caratteristica richiesta dal bando: la “capacità di rappresentare un ruolo di particolare rilievo per la politica culturale della Regione per la qualità dei programmi realizzati, la loro diffusione, le caratteristiche artistiche ed organizzative, il coinvolgimento di artisti e personalità di livello nazionale ed internazionale”.

Sarebbe interessante allora capire come viene assegnato il punteggio relativo alla qualità dei programmi realizzati, visto che tra i beneficiari compaiono anche tribute band di band commerciali (come le tribute band dei Modà o di Vasco) ma anche gli attori di Zelig, la scuola di ballo di Kledi e spettacoli delle compagnie amatoriali di zona. A loro, complessivamente, dei 26.000 euro finanziati, 17.329 sono stati già liquidati.

E ora i progetti che sulla carta (in base alla loro stessa comunicazione) non sembrerebbero rispecchiare il bando.

Invito alla danza / Festival Invito alla danza 2015
8 spettacoli (cui se ne sommano due autunnali), perciò sicuramente non 12. Che ci sia stato un adeguamento e per questo ridotti gli spettacoli? Cosa abbastanza curiosa è che 8 eventi sono andati in scena prima dello scadere della richiesta: si aspettavano forse più soldi? Da segnalare 25 edizioni passate. Dei 14500 ne sono stati elargiti 9682.

Kollatino Underground / Contemporanea Teatro
Contemporanea Teatro è un festival importante del Metastasio di Prato ma non è semplice districarsi su internet a ricercare un programma che pare non trovarsi da nessuna parte.
Il sito del Kollatino è invece fuori uso, come lo è quello del Festival Contemporanea Segni Teatrali che si è svolto dal 2010 e al 2012 a Segni (di quello si trovano tracce). Nel 2015 è stato fatto, nello stesso periodo, ANOMALIE a Roma, con 15 eventi. C’è poi Eclettica, che è un festival storico. Ma di Contemporanea Teatro edizione 2015 o 2016 nessuna testimonianza…
Il Kollatino non è certo una realtà fantoccio di Roma, è anzi una realtà che si muove molto bene (anche a livello di comunicazione) e che merita un finanziamento, ma qui non capiamo bene per cosa.
Sono stati liquidati 10.372 euro a fronte di un finanziamento di 20.000.
Di Contemporanea Segni Teatrali risulta finanziata anche l’edizione 2014 (di cui non troviamo materiali online): il saldo è arrivato successivamente all’acconto del 2015 (tanto per dire quanto è veloce nei pagamenti la Regione).

Argotstudio / Dominio Pubblico
18 eventi, molti anche belli, ma questa è la terza edizione, come si vede dal sito della rassegna, che è ben strutturato. Anche la comunicazione di questi anni è perfetta.
Per come scrivono loro stessi mancherebbero perà i tre anni consecutivi precedenti la domanda; è probabile che abbiano presentato Dominio Pubblico come costola di qualcos’altro, forse di ArgotOff. Se così fosse la Regione ha ritenuto valida la domanda. Sarebbero allora forse da aggiungere gli anni precedenti dell’altro festival così da rendere più pulita la situazione.
Liquidati 12.294,72 euro dei 19.200 finanziati.

Ass. Europa Musica / Cento Città in Musica
Dal 22 novembre 2015 al 2 gennaio 2016. Non è stato facile reperire un programma e si parla di altre edizioni (non del 2014, 2013 o 2012) e anche su Google è difficile trovare dettagli sugli anni.
È adeguata una comunicazione del genere?
Dei 26.000 euro previsti non ha ricevuto nulla, ma ha avuto il saldo delle edizioni 2014, 2013 e 2012, che almeno dal finanziamento pare siano state fatte.

Ass. Teatro Potlach / Festival Laboratorio Interculturale di Pratiche Teatrali
Degli anni passati sui motori di ricerca si trovano con molta facilità i programmi delle vecchie edizioni.
Questa edizione si è svolta dal 12 al 21 giugno 2015, con 8 spettacoli dal vivo e mezzo (una è stata una dimostrazione di spettacolo), per un festival che ha poi molte iniziative come incontri, masterclass e corsi, interessantissimi e prestigiosi, ma che non rispecchia i “minimo” 12 spettacoli dal vivo. Da notare che è stato programmato precedentemente al finanziamento. Che qualche masterclass o dimostrazione di lavoro post-corso sia stata considerata spettacolo dal vivo?
Dei 26.000 euro ha visto liquidati 17.329 euro.

Ass. Roma Sinfonietta / Itinerari Musicali
Sicuramente ha organizzato Itinerari Musicali nel 2012 (e forse anche nel 2011), non lo ha fatto nel 2013, ma ha organizzato Percorsi Musicali a Valle Giulia. Sul proprio sito il programma di quest’anno si trova in parte, con cinque appuntamenti, ma se ne deduce che ce ne sono stati altri in precedenza. Si trova sul sito di Torvergata, dove però si parla del contributo finanziario, ma non del nome del festival.
Nella stagione 14/15 (che non è il 2015) sicuramente sono stati fatti 17 eventi non riconducibili direttamente alla dicitura Itinerari Musicali.
Forse un adeguato programma di comunicazione dovrebbe prevedere una adeguata comunicazione del programma, ma questo è un discorso che andrebbe allargato a molti.
Anche qui dei 26.000 euro sono stati finanziati 17.329 euro.

Consorzio Teatro Tuscia / Stagione teatrale Ferento
Dalla loro pagina Facebook si deduce che hanno fatto 10 spettacoli (anche se il primo volantino ne recitava 11). Purtroppo il sito è in costruzione, ma dai motori di ricerca si capisce che sono anni che portano avanti stagioni teatrali. Su 25.800 euro, 16509,12 euro sono stati liquidati.

Associazione Amici dell’Auditorium Conciliazione / Tersicore 2015
Sette appuntamenti (anche stavolta non 12). Sul sito non si trova il programma completo, ma spulciando per bene su Google si trovano un volantino e un comunicato stampa.
Dovrebbe essere alla 15^ edizione, ma il condizionale è d’obbligo perché come è difficile reperire l’anno in corso è ancor più difficile farlo per i passati. Altra cosa interessante è che sono solo quattro spettacoli nella stessa rassegna, di cui tre vengono replicati una volta. I soldi sono molti per quattro eventi e l’adeguamento da 12 a 7 sarebbe stato considerevole.
Di 26.000 euro stanziati ne sono stati liquidati 16635,84.

Istituzione Universitaria dei Concerti / Sapienza in Musica
Su internet la dicitura Sapienza in Musica è difficile da trovare: spesso si trova MuSa – Musica Sapienza, ma scopro dopo un po’ essere una cosa differente. Sul sito dell’IUC non c’è una dicitura del festival, ma da un altro sito non loro (www.visitlazio.com) trovo un parziale programma, con una presentazione che parla di 16 concerti nell’Aula Magna de La Sapienza, dal 20 ottobre 2015 al 16 aprile 2016. Trovo solo i concerti da gennaio in poi (7 concerti) e torno sul sito dell’IUC dove efettivamente si trovano anche quei concerti, sparsi nella stagione, ma senza mai la definizione di Sapienza in Musica.
Sicuramente i concerti ci sono. E sicuramente l’IUC fa un ruolo di particolare rilievo in tutto, che va oltre questo festival. Possiamo immaginare che i concerti siano pieni, anche perché il contributo è veramente molto basso per 16 concerti del livello dei sette trovati.
La dicitura Sapienza in Musica ad ogni modo non appare da nessuna parte, né su Google (a parte il sito già citato), né sulla loro storia (dove non è mai citato, seppur raccontino di anni e anni di lavoro all’interno de La Sapienza), né nel loro archivio, completamente vuoto. Perciò non possiamo capire se sono tre anni consecutivi – come da richiesta – che il festival esiste.
La comunicazione su internet, che almeno nomini il festival, è latitante. Dei 39.000 euro finanziati, l’IUC non ha ancora visto un soldo.

E ora – e chi fosse con coraggio arrivato fin qui già meriterebbe un premio – il Troll può finalmente porre alcuni dei suoi mille interrogativi.

Per ogni festival finanziato, ma non ben pubblicizzato o non svolto regolarmente, quanti festival regolari e ben pubblicizzati non sono stati finanziati?
La Regione è responsabile per i controlli; ma quanto sono responsabili gli operatori che vengono finanziati irregolarmente, nei confronti degli altri operatori?
Quanto è responsabile la commissione che ha deciso i finanziamenti?
Quanto sono responsabili i due esperti esterni e quanto sono esperti da non notare alcune irregolarità a volte lampanti fin dalla lettura dei nomi dei festival?
Quanto queste irregolarità influiscono sul mondo teatro?
Quanto queste irregolarità influiscono sul mercato teatro?
Quanto queste irregolarità influiscono sul pubblico e la sua affluenza?
Quanto sono responsabili gli “osservatori del settore” che non cercano e non documentano a fondo i finanziati e i finanziamenti disponibili?
Quanto sono responsabili gli artisti che frequentano questi festival e non si documentano?
Quanto sono responsabili gli artisti che vanno in scena senza pubblico in festival finanziati e non denunciano il fatto?
Siamo tutti responsabili?
Siamo tutti pronti a gridare allo scandalo per un festival che merita e non viene finanziato (citiamo un caso recente: Teatri di Vetro), ma stiamo sempre zitti quando un festival finanziato non appare, non è in regola o non esiste?

Siamo sempre pronti a dire che non ci sono soldi per la cultura, ma mai in prima linea a domandarci come vengano realmente spesi. Sembra sempre ingiusto che vengano spesi male (sono soldi pubblici!!), ma mai puntiamo il dito verso l’amico che li sperpera.

E ora il Troll propone un gioco finale.
Potete commentare sotto l’articolo (non su Facebook ma qua, per creare un dialogo maggiore), allargando “l’inchiesta”: per capire se avete visto o no, tra i festival sopra citati “manchevoli”, un programma, un flyer o altro di ciò che non si trova sul web.
Ma anche e soprattutto commentate e segnalate se avete fatto uno spettacolo o un concerto o altro per uno dei festival “fantasma”. Faremo loro un servizio: documentarne online la programmazione! Accettiamo perfino i selfie mentre eravate tra il pubblico… 😉

12 Comments

  • Enea ha detto:

    Che dire mio caro Troll: una lodevole e generosa ricerca che merita ampia diffusione e le scuse dei responsabili. Nel caso specifico che riguarda il festival di cui faccio parte (teatri di vetro) mi aspetterei che i finanziamenti non ancora elargiti agli organismi responsabili di irregolarità, vengano “restituiti” ai regolari che, tra le tante domande che tu poni, se influenzino o meno il mondo del teatro, posso dire che sicuramente influenzano le persone che vivono di teatro e che nel nostro caso ci hanno rimesso i propri soldi: colpevoli di ingenuità, passione e generosità. Peccati d’arte.

  • Dario Aggioli ha detto:

    Sappiamo tutti e due che questo articolo non sarà letto dagli organismi che hanno elargito i soldi, (o almeno si farà finta di non averlo letto), ma ad esempio non capisco come chi mi dice “bravo” (non te, ma tutti), non vadano poi dall’amichetto a dire “mio caro, come cazzo ti è venuto in mente di partecipare? Oppure mio caro amico (e qui parlo di due persone specifiche), tu che valutavi da esperto, come mai non hai notato un cazzo?

  • Chiara Crupi ha detto:

    Bravo Dario! Di certo la ricerca avrebbe potuto essere più accurata. Mi permetto alcuni spunti per il tuo prossimo articolo.Per esempio si potrebbe criticare per prima cosa le modalità di “gestazione e gestione” dei finanziamenti pubblici e dei relativi bandi.
    Il bando della regione di cui parli, che avrebbe dovuto finanziare i festival del 2015, è stato pubblicato il 3 luglio! Ben poco tempo di preavviso per tutti i festival previsti in estate. Del resto le graduatorie definitive sono state emesse il 10 ottobre!
    Tutti gli eventi, inoltre devono svolgersi entro il 18 aprile, come lo stesso bando prevede.
    Insomma, si potrebbe ampliamente dibattere intanto sulla regolarità e funzionalità di tali bandi e sulle piccole e limitate visioni delle politiche culturali laziali.
    Per non parlare anche della cifra esigua del finanziamento, 750.000 euro in totale sono pari o poco meno del costo di un appartamento nel centro città. Anche un accenno, lo avessi scritto io l’articolo, sarebbe dovuto esser fatto sulle famose rendicontazioni, necessarie per avere l’esiguo contributo regionale, che spesso chiedono migliaia di euro di anticipo alle realtà vincitrici (per gli addetti ai lavori, noi del Kollatino Underground dovremmo ricevere – speriamo fra due anni – ulteriori 10.000 euro per un finanziamento totale di 20.000 euro, a fronte di una rendicontazione pari a 78.000 euro, con bonifici tracciabili e numerose spese da anticipare).
    Dunque una politica volta a scoraggiare le piccole realtà, ad allontanare i progetti di associazioni che non hanno un grande bilancio preventivo da spendere.
    Per quanto riguarda il Kollatino Underground, del quale sono portavoce, con felicità sto qui a ribadire che il festival si è concluso ieri. Ne abbiamo dato rilevanza solo su Facebook, (facebook: https://www.facebook.com/kollatino.underground/?fref=ts _ https://www.facebook.com/events/1101315506577726/), perchè di soldi, ahimè per ora non ne abbiamo per aggiornare il sito e perchè il festival si svolge a Segni, ed abbiamo ritenuto più utile promuoverlo al meglio stampando locandine in quel quadrante della regione. Il programma si, è stato rispettato, ed anche il volere del pubblico e la nostra volontà, quella di disseminare cultura in territori lontani dai circuiti centrali e commerciali dello spettacolo dal vivo.
    Se guardi bene sui vari portali, avresti avuto anche la rilevanza delle edizioni precedenti.
    Un consiglio, che dovrebbe valere per tutte e tutti noi, che da anni spremiamo le nostre energie e capacità in questo deserto delle politiche culturali romane e laziali: uniamoci e proviamo tutti insieme a cambiare questo sistema ormai marcio ed inefficace.
    La guerra fra poveri, fra di noi è proprio quella che cui nostri amministratori vogliono ridurci, al contendersi le briciole di soldi pubblici mal gestiti. Un caro saluto, sempre pronta a collaborare per cambiare e migliorare questo sistema dal basso. Chiara Crupi per il Kollatino Underground

  • Marco Ciuti ha detto:

    Ho letto attentamente questo reportage che potrebbe sembrare fatto molto bene….mi voglio limitare solamente a contestare quanto sia stato scritto sul Teatro Vascello, che in questo ultimo periodo sembrerebbe proprio al centro di tanti interessi, chissà per quale fine oscuro…
    Il teatro Vascello realizza una rassegna di danza e non un festival, ha deciso di programmare la danza contemporanea nel proprio cartellone praticamente dalla sua fondazione, ovvero dal 1989, sul nostro sito si trova tutto, qui per semplificare il link dove ci si può documentare http://www.teatrovascello.it/archivio/pdf/Vascello_10_anni.pdf .
    Veniamo alle altre falsità, anche queste frutto di un lavoro volutamente poco attento perché vittima di una voglia di una presunzione di colpa, quella colpa che nasce da chissà quale convinzione…
    La regione Lazio ha liquidato a febbraio e in due soluzioni diverse il saldo del contributo assegnatoci per il 2014 (10.000€) e l’acconto dell’80% del 2015 (19.457,00€)….quindi nessun favore e nessun aumento indiscriminato…ma poi sarebbe stato possibile ? Per chi conosce bene la P.A., sa benissimo che a fronte di un contributo assegnato pubblicamente può esserci al limite una decurtazione se non sì è in grado di rendicontare tutto, e comunque mai un aumento…chi ha redatto questo reportage probabilmente oltre a non informarsi bene e leggere attentamente i mandati di pagamento della ragioneria, avrebbe potuto se non altro farsi venire il dubbio che qualcosa non andava….e invece dai giù con le menzogne… e con il sospetto….
    Spero che si faccia presto una smentita e che si faccia chiarezza, ma non ne sono così convinto…Il sig. Nebbia di Teatro e Critica ha scritto pochi giorni fa di uno nostro spettacolo…sottolineando che non c’era pubblico….altra menzogna che nonostante la nostra segnalazione (era stata avvisato che si trattava di un’anteprima con una sessantina d’invitati) non abbiamo ottenuto una smentita…quindi mi viene il dubbio: oggi in Italia abbiamo un gruppo sparuto di persone che scrive sul web che ha voglia solo di screditarci, per avvantaggiare qualche “amico”? Ma l’Italia è vittima da sempre di atteggiamenti distruttivi e denigratori, sinonimo di aridità e di un celato fallimento esistenziale.
    Il teatro Vascello sopravvive grazie all’impegno di poche persone che hanno deciso di portare avanti con dignità, e senza prestarsi a favori di nessuno, l’idea libera del teatro. Noi siamo liberi e possiamo guardare negli occhi i nostri spettatori perché non raccontiamo falsità ma rappresentiamo la realtà del teatro di oggi.
    Nel 2015 abbiamo avuto una decurtazione da parte del Ministero di oltre € 60.000, una decurtazione che ci porteremo avanti per i prossimi 2 anni (tutto il triennio).
    Nessuno si preoccupa di chi anima un teatro, eppure ci sono delle persone, degli artisti, che noi da sempre abbiamo messo al centro della nostra vita teatrale. Nessuno si domanda che cosa possiamo fare per mantenere libero il teatro ?
    Noi rifiutiamo le logiche di potere e gli assalti verso i nostri colleghi, cosa che non si può dire che sia successo nei nostri confronti, in passato e ancora oggi a quanto pare in questo triste presente.
    Ci sono teatri a Roma che continuano a prendere fondi con assegnazioni dirette, senza un progetto, senza una modalità di rendicontazione. Per chi volesse fare le pulci forse dovrebbe fare meglio il suo lavoro e cercare nel torbido.

  • gianluca ha detto:

    Scusate ma il Vascello non ha aumentato il fus dal 2015? A guardare sul sito del Ministero passa da 296mila euro a 300… certo non è granché ma neanche un taglio di 60mila euri…

  • Luca Quadri ha detto:

    Tutto ciò è avvilente, un manipolo di perditempo malmostosi che cercano di orientarsi in territori che non hanno mai frequentato e che proprio per questo vorrebbero rasi al suolo per chiunque abbia avuto l’opportunità di farlo. Se questa rabbia l’avessero tramutata in artistico odio sarebbero sicuramente usciti dall’ombra della Torre, invece questa rabbia che vorrebbe perdere tutti gli altri finirà per ricacciarli, dopo aver assaporato qualche minuto di post/celebrità, nel sottoscala nel quale sono cresciuti. Che tristezza.

  • Dario Aggioli ha detto:

    Per il kollatino, va detto.che la rassegna é stata fatta nel periodo che intercorre tra la stesura è la pubblicazione (circa un mese), colpa mia il fatto di non aver storicizzato il pezzo. Ma nell’articolo stesso, ci si domandava come mai il kollatino, che organizza mille eventi, questo non appariva.
    Ora che è stato fatto guardando il programma si capisce perché non si sia fatta una comunicazione online degna degli altri festival e per questo penso non appaia quella passata: un festival che lavora sul territorio, incentrato su un luogo significativo come un tendone, in un luogo molto piccolo, forse non richiede una comunicazione differente e più limitata al luogo.
    Comunque la ricerca era accurata e faccio notare come anche il sito di Segni non abbia aiutato, in quanto non segnalano mai l’evento se non prima del 2012

  • Simone Nebbia ha detto:

    Ill.mo Marco Ciuti, posso smettere questo tono e far finta che non ci conosciamo? Ho risposto ora alla richiesta di precisazione, decisamente più elegante della tua segnalazione di “menzogna”, perché ho per fortuna molto da fare e perché volevo fosse valutata dall’intera redazione, poiché chiamava in causa il lavoro di tutti, di cui nessuno di voi si è mai interessato se non per cavilli e personalismi del tutto inutili alla costruzione di una cultura critica. Nel merito di quanto dici tu invece, restando le conversazioni tra me e lei spero private, mi preme segnalare come le anteprime non fossero a inviti, come tu dici: sono stato sollecitato per mesi affinché vedessi lo spettacolo, con il buon lavoro di chi si occupava di promozione per la compagnia, le cui comunicazioni sono state per mesi, fino al 25 marzo, di un debutto il 29 marzo. Poi le cose sono cambiate qualche giorno prima per i problemi che avete avvertito, ma un’anteprima aperta al pubblico è una prima velata, se ammette la presenza di un critico questi non sospenderà il giudizio, che tra l’altro è stato positivo. È stato inoltre staccato un biglietto – come solo al Vascello – di 2 euro come ridotto cortesia, o come si chiama. È qualcosa che va a bilancio, quindi non possiamo parlare di inviti. La cassa era aperta e ha lavorato. Evita, per cortesia, di mettermi dentro queste beghe condominiali.

    Colgo invece l’occasione per mostrare stima verso il lavoro di Dario, forse non accurato come un giornalista d’inchiesta, ma trovateme in giro di gente in grado di caricarsi con questa passione le cose sulle proprie spalle. Me, compreso.

    Sig. Simone Nebbia

  • Daniela Arcudi ha detto:

    Per precisare ulteriormente le tempistiche citate da Dario in un precedente commento (il tempo intercorso di “un mese dalla stesura iniziale alla pubblicazione finale”), mi preme sottolineare – per chiunque ritenga che online sia data facoltà a tutti di scrivere, magari solo per “rabbia” o invidie precedenti – che il mese intercorso è stato utilizzato per innumerevoli revisioni e controlli del pezzo stesso, da parte dello stesso Dario e della redazione.

    Eventuali errori o sviste sono sempre possibili (e anche a questo serve lo spazio dei commenti, così come l’estenuante andare avanti e indietro di questo articolo da Roma a Torino per un mese): non credo però ci sia stata, nello scriverlo, volontà di malafede. E questo, sì, è fondamentale rispetto all’argomento di cui si sta parlando.

    Dietro a questo resoconto non vi è stata la volontà di fare nomi&cognomi tanto per farli, semmai di andare a capire cosa non va nelle logiche di certe ‘catene di montaggio’ che sono poi gli stessi teatranti a criticare quando ne vengono schiacciati (o potrei pure dire evitati). Del resto mi pare che qualcuno (anche tra i ‘nominati’) lo abbia ben compreso.
    Ciò detto, benvenga tutto questo confronto.

    Daniela Arcudi – direttore Klp

  • Chiara Crupi ha detto:

    Per favore. Utilizziamo le nostre risorse fisiche ed intellettuali per continuare ad unirci e “far le pulci” a questo sistema culturale che tanto malamente amministra il nostro lavoro che è vita e passione, non certo pecunia.

  • Dario Aggioli ha detto:

    Rispondo solo ora a Marco Ciuti, perché le cose che dice sono molto interessanti e verificabili.
    Premesso che si capisce che non ha letto tutto il pezzo e mi spiace, capisco che è lungo, ma non si contesta a nessun beneficiario la presentazione della domanda, ma ci si chiede come sia possibile che alcuni l’abbiano presa.

    1- il pezzo riguardante il Vascello inizia con “Su questo festival alziamo le mani” e spiega che non è facile un reperimento di dati visto il nome generico della rassegna e infatti non è inserito nel gruppo in cui si “contestano” delle irregolarità o incomprensioni, perciò richiedere una ricerca più accurata ad uno che dice che la ricerca non può essere accurata in quel senso è un po’ sterile.

    2- a prescindere che la differenza tra rassegna e festival è labile e spesso è legata alla durata e alla concentrazione, Marco Ciuti, dice essenzialmente che gli spettacoli finanziati (che non dice quali siano sono nella programmazione del teatro. Rimandando poi ad un link di un programma di 16 anni fa… (ma non è gravissimo avere inesperienza con con la rete). Comunque sul sito del Vascello non si parla di rassegna da nessuna parte, ci sono solo 8 spettacoli di danza (di cui due nella stessa serata ma probabilmente sono stati aperti due permessi Siae, poiché sulla danza sono un po’ più rigidi riguarda a questo) distribuiti in più sere.
    Continuo a pensare che un cittadino che vuol vedere dove siano finiti i suoi soldi, avrebbe il diritto di vedere da qualche parte (almeno sul sito del beneficiario), un barlume di presenza del finanziamento. Se c’è una rassegna trasversale alla programmazione, non vedo cosa costi aggiungere il nome della rassegna e magari “con il sostegno della regione Lazio”. (stessa cosa detta per il caso Sapienza in Musica).

    3- sulle “falsità” ho preso nota, se avesse letto l’articolo intero si parla di “spicci in più” perché altri hanno ricevuto 20/30 euro in più che non sono qualcosa di più.
    Sul Vascello c’è sicuramente un errore sicuramente di trascrizione, andandolo a riguardare ora il sito di openspesa c’è la cifra che dice il sign. Ciuti, che differisce dalla mia di 10.000 euro (poiché invece di trascrivere un 1 iniziale ho riportato un 2). Probabilmente su 32 proposte, trascrivendo gli importi dovuti, i saldi e gli acconti, qualcosa si poteva sbagliare, nonostante avessi ricontrollato tutto. Ammetto l’errore che però è di trascrizione e non falsità.

    4- riguardo ad accuse a chi scrive, che si prende tutte le responsabilità del pezzo, visto e rivisto per un mese, vorrei sottolineare una cosa.
    Prima di dire che uno scrive falsità o che è stato poco preciso nella stesura di un pezzo, facendolo con toni duri, forse è il caso di pensare che un pezzo del genere è molto difficoltoso da scrivere, nel momento in cui ho teso a eliminare i pregiudizi iniziali verso tutte le strutture e i beneficiari. Come può succedere con amici come Argot/Dominio Pubblico/Orologio o come può succedere in questo caso con un teatro che per i romani, non ha mai avuto una nomea di direzione totalmente “limpida” (anche perché per me solo di nomea si tratta, dato che non ho mai avuto riscontri del contrario).

    5- Sull’accanimento contro il Vascello che dire? Io non lo avevo nemmeno scritto sulla “lista degli indagati”, perciò non vedo come potrei essere inserito in un commento del genere. Chiedo solo di non essere accomunato a Simone Nebbia, amico/nemico di vecchia data. (Simo’ la frecciatina ironica prenditela e portatela a casa, almeno tu…)

  • Marco Ciuti ha detto:

    Carissimi e coraggiosi interpreti e attenti analisti del contemporaneo, la rete si muove, crea un informazione che inevitabilmente spinge il lettore verso la formazione di un’opinione. I dati e le informazioni trovate e proposte possono e devono essere per ragioni ovvie autentiche e specchio della realtà investigata. Per questo ho voluto forse con eccessiva durezza, come qualcuno ha detto, precisare dei dati riportati, che ha mio avviso riportavano in se un opinione o addirittura un giudizio che voleva far dubitare che il Vascello non avesse realizzato il festival o la rassegna e che addirittura avesse percepito più soldi e anticipatamente. Le parole scritte non sono mai esaustive, poi in rete, dove si tenta di sintetizzare all’inverosimile si rischia di ottenere un riflesso contrario e distorto di quella realtà che invece grida verità e trasparenza. Per questo io sono restio alla rete e più propenso ad un classica chiaccherata. Il Vascello è sempre stato oggetto di pettegolezzi…una nomea tra i romani ??? Il motivo è semplice. E’ uno spazio libero che non appartiene a nessuno in particolare, avvolte ha sfiorato la gestione anarchica, avvolte è stato il volto di quella compagnia o di quell’altra, ma mai è appartenuto a qualcuno in particolare. E’ uno spazio creato per l’artista per l’arte, Giancarlo Nanni ha lottato per questo fino alla morte e posso garantire che non ha mai ceduto a nessun compromesso che non portasse al centro la sua idea di teatro e di servizio per la città. Io continuo su questo principio con il benestare e la complicità di Manuela Kustermann, ha portare avanti questo pensiero e difendo chi attacca o critica il nostro operato, perché credo fino a prova contraria di fare bene, con quel pizzico di ideologia, con umanità, con solidarietà, con onestà, rispettando sempre le regole (che sono tante…anche quella semplice di emettere un biglietto alla presenza del pubblico che sia invitato o no…noi siamo un luogo di pubblico spettacolo e siamo tenuti ad emettere un biglietto sempre).
    Rispondo per inerzia a Gianluca, il nostro contributo del 2014 era su due capitoli uno per il teatro e l’altro per la danza, quest’ultimo prevedeva un contributo in conto esercizio di 60.000euro, e che ora non c’è più.
    Ho pensato molto che senza quei soldi non avremmo potuto e dovuto più fare la danza contemporanea, ma anche qui è prevalso il senso civico per chi guarda e vive la città ormai impoverita e persa, e abbiamo deciso di proporre ancora questa progettualità che riteniamo fondamentale per lo sviluppo dell’arte contemporanea e dello spettacolo dal vivo. Ancora una volta un teatro privato si sobbarca di un rischio che nemmeno lontanamente sfiora la testa di chi gestisce l’istituzione culturale pubblica, che in questa città continua con prepotenza a non fare rete, che vuole dividere e che propone solo azioni di concorrenza sleale, come per esempio biglietti venduti a prezzi stracciati. Chi anima questa città pensa al suo orticello e non si cura di ciò che accade intorno. Io ho proposto ancora prima del teatro Valle Occupato, un sistema di partecipazione attiva per il nostro teatro, coinvolgendo tutti i soggetti del territorio, dalla condominio al dottore della mutua, all’associazionismo, alle realtà culturali meno note, proponendo un lavoro di crescita e di sostegno reciproco. Non sempre ciò che si offre viene restituito nella medesima misura ma il sistema di partecipazione è attivo e ne sono fiero. Il teatro è uno spazio, anche se privato, che deve essere aperto alla cittadinanza sia attiva che passiva. Il teatro è uno spazio che deve anche però saper rispettare le regole e le leggi. Il Vascello lo è.
    Mi piacerebbe incontrarvi tutti per poter discutere e dibattere sulla situazione romana, io non ho le forse per poter organizzare un incontro, ma sono pronto al confronto, come sempre. Il Vascello è ha vostra disposizione. Il Vascello è una vera piattaforma culturale della città per una politica attiva. Sta anche a voi saperla animare.

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