La danza anarchica di Hofesh Shechter

Hofesh Shechter

Hofesh Shechter“Don’t follow leaders” recita il cartello in mano a uno degli interpreti di “In your rooms”, creazione di danza contemporanea inserita nel dittico che la Hofesh Shechter Company ha presentato a Roma, grazie alla rinnovata collaborazione tra Romaeuropa Festival e l’Auditorium della Conciliazione. Due le coreografie proposte dalla compagnia britannica: “Uprising” (2006) e, appunto, “In your rooms” (2007) ossia le tappe che hanno portato Hofesh Shechter, coreografo israeliano trapiantato a Londra, all’attenzione internazionale.

A Hofesh bastano queste poche parole per riassumere tutta l’anarchia creativa che si manifesta nel primo spettacolo, “Uprising”. Venti minuti di ‘tableaux vivants’ composti da sette danzatori uomini della multietnica compagnia, sette figure che ricordano nei movimenti e negli atteggiamenti situazioni violente e cameratesche. Vengono in mente film come “Fight Club” o il recente “Lebanon”. Questo militarismo “poetico”, angosciante, è certamente il frutto autobiografico della giovinezza di Shechter, costretto a tre lunghissimi anni da militare in Israele. I passi degli interpreti dondolano fra una passiva dedizione all’impegno militare e una quasi naturale voglia di rompere le righe.
“In your rooms”, più astratto, può ricordare il voyeurismo del nostro tempo: le stanze che circondano le nostre vite e da dove ci lasciamo guardare, i luoghi che contengono gli armadi dei nostri scheletri ma anche le città caotiche in cui viviamo e dove passiamo il tempo, a piedi a respirare smog oppure in macchina a produrne.

Le due coreografie presentano numerosi punti in comune, di importanza basilare: il primo è la musica, sia essa registrata (come in “Uprising”) che dal vivo (“In your rooms”). A far da padrone è il ritmo incessante delle percussioni (studiate da Shechter in gioventù), che coinvolgono il pubblico ma soprattutto gli interpreti, portandoli a gesta di natura quasi tribale. Per questo motivo, quella di Shechter sembra una compagnia-tribù, dalle movenze scimmiesche, che venera sopra ogni cosa l’anarchia, un’anarchia coerutico-drammaturgica che si mostra in movimenti isterici e devianti inseriti spavaldamente in passi sincronizzati. A far da cornice a questa eterna sensazione di disordine ci sono le luci, siano esse intense o penombre, messe in piedi dal light designer Lee Curran. L’architettura luminosa è assolutamente eccelsa, scova anfratti nei corpi dei protagonisti, costruisce ambientazioni, desta sorprese nel rapporto voyeuristico tra pubblico e interpreti. Luce e corpo diventano così un unicum per uno spettacolo di danza di altissimo livello, dove caos e ordine non sono mai stati così vicini.

Uprising

coreografia: Hofesh Shechter
musica: Hofesh Shechter, Vex’d
luci: Lee Curran
interpreti: Chien-Ming Chang, Bruno Karim Guillore, Philip Hulford, Jason Jacobs, Elias Lazaridis, Hofesh Shechter, Jermaine Spivey
con il supporto di Robin Howard Foundation Commission 2006, Arts Council England e Jerwood Changing Stages Choreolab at DanceXchange

In your rooms
coreografia: Hofesh Shechter
musica: Hofesh Shechter
arrangiamenti: Nell Catchpole
luci: Lee Curran
costumi: Elizabeth Barker
interpreti: Winifred Burnet-Smith, Chien-Ming Chang, Bruno Karim Guillore, Philip Hulford, Jason Jacobs, Ye-Ji Kim, Elias Lazaridis, Yen-Ching Lin, Sita Ostheimer, Hannah Shepherd, Jermaine Spivey
musicisti: violoncello Chris Allan, viola Andrew Maddick, percussioni Yaron Engler, Norman Jankowski, contrabbasso Lucy Shaw
commissionato da The Place, Southbank Centre e Sadler’s Wells
con il supporto di Arts Council England
durata: 60′
applausi del pubblico: 4’ 39’’

Visti a Roma, Auditorium della Conciliazione, l’11 novembre 2009
RomaEuropa Festival 2009

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