Welcome to my world: Enzo Cosimi e l’Apocalisse

Welcome to my world

Welcome to my world di Enzo Cosimi

“It’s the end of the world” titola la puntata della series mostrum “Mad Men”, creata per quei geniacci della AMC da Matthew Weiner. Nei titoli di coda, dolce, sale il pezzo che ha preso anche la voce di “The King” Elvis Presley, ma che era all’origine quella di Jim Reeves per la sua “Welcome to my world”.
Non si sa se ci siano parallelismi di sorta in questa concatenazione ideale – benvenuto nel mio mondo, mondo che però è alla fine – per il nuovo lavoro alla regia e coreografia di Enzo Cosimi.

Reduce da quella della cerimonia di apertura delle Olimpiadi Invernali di Torino 2006, il talentuoso e affermato artista di origini romane è ritornato in scena proprio con un’opera che di quella fine, di quell’apocalisse, tratta, e che porta come sigla distintiva quel benvenuto, quel “Welcome to my world”, che ne è il titolo, ma per accompagnarlo “scomoda” ben altre sonorità, e cioè quelle dissonanti, dilatate, avvolgenti, nel gorgo, che ha trovato in pezzi di Chris Watson, John Duncan, Pansonic, Brian Eno.

In scena, a torso nudo, la storica danzatrice della compagnia, Paola Lattanzi, indimenticabile e struggente interprete nel “solo” dedicato a Pasolini “Bastard Sunday”, con i più giovani, per Cosimi, Alice Raffaelli, Francesco Marilungo, Riccardo Olivier, in una co-produzione Compagnia Enzo Cosimi, MIBAC, in collaborazione con Milano Teatro Scuola Paolo Grassi.

In prima assoluta al Teatro Vascello di Roma lo scorso ottobre, in questi giorni Cosimi è in circolazione anche con “Calore 1982-2012”, sorta di celebrazione alla carriera del coreografo che proprio con “Calore”, nel 1982, ebbe la sua nascita artistica, nella rassegna dedicata ai maestri della danza contemporanea, che è in corso al Teatro Brecht di Perugia, proprio la Raffaelli, Marilungo e Olivier tra gli interpreti.

Anno di celebrazioni, il 2012, e di apocalisse, per quell’opinione pubblica che ci crede, e a cui ha dato un volto ideale Cosimi con la sua Fine del Mondo in scena.

I Maya ci dicono che proprio oggi, 21 dicembre, tutto questo avverrà, o smetterà di essere. In Polonia il giornale Super Express ha dedicato alla fine del mondo un sondaggio: “Abbiamo chiesto ai nostri lettori, se avessero paura della fine del mondo ed inoltre se la volessero. Con stupore abbiamo constatato che il 56% avrebbe voluto proprio l’Apocalisse”.

Si legge invece dal foglio di scena di Cosimi: “Strani suoni provenienti dal cielo e dalla terra  impressionano il mondo. Il fenomeno è lo stesso: forti vibrazioni inspiegabili. Le cause attribuibili a queste onde potrebbero essere terremoti, maremoti, eruzioni vulcaniche, uragani, tempeste. Ipotesi è che il fenomeno derivi da grandi processi energetici come potenti eruzioni solari ed enormi flussi da esse generate, che correndo verso la superficie terrestre destabilizzano l’atmosfera o che provenga invece dall’interno del nucleo della Terra. Negli ultimi anni un’intensificazione dei processi energetici nel centro della Terra genera onde acustiche di gravità in una gamma udibile sotto forma di uno spaventoso suono a bassa frequenza. Il mondo resta diviso: chi crede che le vibrazioni insolite siano uno dei primi segnali che preannuncerebbe l’imminente fine del mondo; chi crede che siano legate a fenomeni naturali. Quando avverrà la fine del mondo? Che volto avrà l’Apocalisse? Si teme l’anno mille come portatore di disgrazie più che di rivoluzioni positive. La tecnologia contemporanea amplifica, gonfia la paura, fa diventare verità semplici ipotesi”.

Visto recentemente “Il sospetto”, magnifico ritorno alla regia di Thomas Vinterberg, in originale “La caccia”, manifesto di come una comunità si possa incrinare nel momento in cui si insinui il dubbio, il tarlo del male, che non si cerca di scacciare, non si evita di credere ad esso, ma anzi si cerca di dargli voce e credito, e ogni segnale è in funzione di questo processo di propagazione virale. Basti pensare a come probabilmente sia capitato a molti di noi di aggirarsi in queste ultime settimane per locali pubblici o meno, o semplicemente tra amici, e sentire dire di scosse avvertite, di notte, o durante il giorno, e di come la voce rimanga alla fine sospesa…

Il palco e la scena sgombri, sono evocate su quella luce buia che invade il palco le onde sonore e le scariche energetiche annunciate dalla presentazione allo spettacolo; i suoni taglienti e avviluppanti che fendono l’aria, come i lampi color rosso che ritagliano i corpi dei quattro danzatori, che lasceranno che la loro azione si impadronisca dell’etere satura, anzi che la spazialità si impadronisca dei loro corpi, conducendoli a raffigurare spettri elettrici e atmosferici, quasi eco delle trombe dall’impatto moderno presagi di Apocalisse.

Sul torso nudo dei quattro parte la calzamaglia nera, colore che invade, contamina braccia e viso di macchie. La nebbia si propaga nel basso, mentre quei corpi si trasformano in alberi, in forme rintracciabili nella natura, ricordando le figure contorte e nodose tracciate dal Dorè nelle sue illustrazioni alla “Divina Commedia” di Dante, in particolare l’Inferno.
L’azione riprende la sembianza di quella di esseri umani, ma addosso nessun limite di tempo e di spazio, in riti di guerra, d’amore, di evocazione a un altro da sé, in un mondo che si trasforma, per forse non essere più, o almeno non quello finora conosciuto.

“La possibilità di un’isola” titola uno dei libri dell’amato e odiato Michel Houellebecq, “Melancholia” invoca uno degli ennesimi film controversi di Lars Von Trier; i (non)protagonisti avvolti, inghiottiti, come tutto il loro, nostro mondo, da un globo di scariche elettriche…
Conquista la nuova produzione di Cosimi, come i bravi interpreti. Se ne esce confusi, straniati, ipnotizzati da quelle onde di suoni, forme, colori, futuro. “Welcome to my world”.

WELCOME TO MY WORLD
regia, coreografia: Enzo Cosimi
interpreti: Paola Lattanzi,  Alice Raffaelli, Francesco Marilungo, Riccardo Olivier
costumi, make up a cura di Enzo Cosimi
rubber mask: Cristian Dorigatti
disegno sonoro  a cura di Enzo Cosimi
musiche: Chris Watson,  John Duncan, Pansonic, Brian  Eno
disegno luci: Stefano Pirandello
assistente alla produzione: Maria Paola Zedda
produzione: Compagnia Enzo Cosimi, MIBAC, in collaborazione con Milano Teatro Scuola Paolo Grassi
durata: 60’

Visto a Roma, Teatro Vascello, il 6 ottobre 2012
Prima Assoluta


 

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