Dal Teatro di paglia ai 10 anni di Sementerie Artistiche

Sogno di una notte di mezza estate
Sogno di una notte di mezza estate

Notti delle Sementerie 2025 festeggia il percorso di Manuela De Meo e Pietro Traldi nell’azienda agricola di Crevalcore (Bologna)

C’è un Teatro di Paglia, simbolo di unione fra arte, natura, condivisione di storie e narrazioni, che ogni anno, da dieci edizioni, nelle calde sere d’etate, si anima e accoglie spettacoli ed esperienze artistiche. E per festeggiare il traguardo delle dieci edizioni, la rassegna Notti delle Sementerie che si svolge nello spazio agri-culturale Sementerie Artistiche a Crevalcore, in provincia di Bologna, con la direzione artistica di Manuela De Meo e Pietro Traldi, quest’anno diventa occasione di ricordo e crescita condivisa, attraverso un mese (fino al prossimo 3 agosto) di appuntamenti: un focus per fare il punto sulla storia di Sementerie Artistiche attraverso gli spettacoli e le esperienze più significative di questi dieci anni di lavoro.

«Abbiamo voluto regalare una festa perché è da una festa che tutto è iniziato» raccontano Manuela De Meo e Pietro Traldi: «La notte dell’inaugurazione di Sementerie Artistiche nel 2015 quando, dopo il terremoto che ha colpito la zona, gli edifici dell’azienda agricola Valle Torretta si sono trasformati accogliendo la cultura accanto all’agricoltura. Da quel momento è iniziata la ricerca artistica di Sementerie che integra il paesaggio, geografico e umano, nel fare teatro. Quell’anno la Notte fu una sola: per la prima volta si costruì il Teatro di Paglia, simbolo dell’unione tra arte e natura, effimero come gli spettacoli che accoglie. In questi dieci anni centinaia di artistə e migliaia di persone hanno vissuto le Notti. Oggi, un po’ come quando tutto è iniziato, l’incertezza alberga nella nostra quotidianità, il mondo attraversa un tempo di tensione, sofferenza, rabbia e cecità. In questo scenario sentiamo ancora più forte la responsabilità di generare amore, accoglienza, calma, armonia. Le Notti delle Sementerie sono uno squarcio di luce nella notte della campagna, generato dalla volontà di molte persone che vengono da molto vicino e da molto lontano. Uno spazio partecipato, accogliente, dove – attraverso la gioia – si stimola l’essere umani».

De Meo e Traldi condividono un percorso artistico iniziato nel 2004 alla Scuola d’Arte Drammatica Paolo Grassi, e dal 2015 gestiscono l’omonimo centro agri-culturale di creazione, formazione e residenza artistica a Crevalcore (Bologna), all’interno dell’azienda agricola Valle Torretta che ogni estate apre le sue porte e, oltre a regalare notti di teatro all’interno del suggestivo Teatro di Paglia costruito ogni anno con i raccolti dei campi circostanti, diventa preziosa occasione di condivisione attraverso il cibo e la natura. La stessa che accoglie gli spettacoli: assistere alle performance negli spazi dell’azienda diventa infatti occasione anche per riflettere sul rapporto fra città e periferia, fra centro e campagna, spazio dove poter recuperare il valore del tempo e della riflessione condivisa.
Dal 2022, le Notti accolgono produzioni originali partecipative e site-specific, che coinvolgono attivamente la comunità locale con laboratori gratuiti di avvicinamento al teatro.

«Durante l’anno Sementerie – racconta Manuela De Meo – propone corsi di teatro, danza aerea e lettura espressiva, workshop, organizza una rassegna invernale e ospita residenze artistiche di artisti nazionali e internazionali, promuovendo una creazione in dialogo con la natura che ci accoglie».
«Da quando è nato questo progetto, concepito come un’opportunità inaspettata nata dal terremoto – prosegue De Meo – la necessità che ci ha animato è stata quella di creare un luogo capace di dialogare con un suo pubblico in uno spazio che non aveva accolto nulla di simile prima, e in un contesto inconsueto. Ci siamo molto concentrati su questo aspetto, portando avanti una ricerca continua per capire cosa quello spazio permetteva di fare e dall’altra richiedeva, mettendoci a servizio di questa fase.
Sementerie però non vive solo in estate, che è certamente il momento principale di apertura al pubblico, anche perché abitiamo uno spazio senza confini, ovvero la pianura, e lo spettacolo inizia nel momento in cui si arriva, mentre l’opera presentata diventa il cuore di un qualcosa di più ampio e condiviso. Ma anche durante l’inverno proviamo a vivere gli spazi al chiuso, attraverso attività come progetti di residenza che poi si aprono all’esterno. Stiamo lavorando parallelamente anche alla nostra attività come compagnia e proseguiamo nell’organizzare la nostra progettualità, confrontandoci con le difficoltà di un sistema che soffre anch’esso».

Tornando ai festeggiamenti per questi 10 anni, è stato imbastito un programma di 17 appuntamenti, durante i quali si alternano cinque spettacoli storici della compagnia, due serate di festa con il Teatro alla Carta e una settimana di “Sogno di una notte di mezza estate” (26-27-30-31 luglio e 2 agosto) con lo spettacolo itinerante, partecipato e site-specific in scena per il quarto anno consecutivo e ormai divenuto a tutti gli effetti un vero e proprio cult.

Fra le proposte, per riannodare le fila con gli inizi della compagnia, lo spettacolo “Lontano Blu”, testo e la regia di Ignacio Gòmez Bustamante, la prima produzione della compagnia che ha debuttato nel 2016 a Buenos Aires, al Banfield Teatro Ensamble, compagnia e centro culturale che ha ispirato la creazione del progetto di Sementerie Artistiche. Ritorna, per l’occasione, anche il Teatro alla Carta, un’idea originale di Sementerie in cui il pubblico, munito di un menù ricco di proposte, costruisce autonomamente il proprio percorso da spettatore.
Le performance, molteplici e di durata variabile, sono disseminate nei diversi luoghi, angoli, anfratti, cortili o aperta campagna, che caratterizzano lo spazio unico di Sementerie Artistiche. Una serata di spettacolo in cui il pubblico costruisce la propria esperienza, scegliendo da un vero e proprio menù teatrale le proposte con cui comporre il proprio percorso.
A inizio e fine della serata, la “casa” accoglie tutti con numeri di varietà: un momento conviviale per condividere il teatro, tra una portata e l’altra.

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