“96.99.92” di Silvia Guerrieri: l’emersione della Bicocca notturna

Ph: Luca Del Pia
Ph: Luca Del Pia

Durante il Festival Immersioni, la restituzione di un progetto di ricerca nell’ambito delle residenze “Indagine Milano”

In occasione del Festival Immersioni, attraverso le residenze “Indagine Milano” del festival, che attraversano alcuni quartieri della città con lo scopo di restituirne parzialmente l’essenza, vede la luce il nuovo progetto di Silvia Guerrieri.

“Indagine Milano”, prodotto da Mare Culturale Urbano in collaborazione con il Piccolo Teatro, offre agli artisti la possibilità di dedicarsi a un progetto di ricerca artistica che affondi nel sociale. E “96.99.92” nasce dall’incontro con il quartiere Bicocca e la sua dicotomia giorno-notte. Oggetto dell’indagine: il mondo delle sex worker e la loro relazione con il quartiere. A partire dall’esperienza personale della regista, volontaria delle unità operative di strada notturne, il lavoro si concentra sulla consapevolezza, o sulla sua assenza, che il mondo diurno della Bicocca ha rispetto a quello delle sex worker.

La performance, strutturata come una sorta di dibattito-spettacolo, si dipana attraverso i temi che hanno alimentato la ricerca e l’immersione, offrendo momenti divertenti e spunti di riflessione, in modo quasi informale. Non ha la pretesa di mostrarsi come un prodotto finito, quanto come un momento in evoluzione. Ricco di sbavature e imperfezioni – dovute all’amatorialità dei partecipanti e all’esigenza di costruire uno spettacolo che contenga le urgenze di tutte le persone coinvolte, inglobandone esperienze, caratteristiche, gusti musicali – resta un momento godibile, che racconta un percorso in modo autentico.

Il gruppo principale, composto dalla stessa Silvia Guerrieri, Federico Cicinelli e Greta Tommesani, considera necessario rendere evidente in scena il lavoro di commistione e partecipazione che è stato essenziale per immergersi nella realtà del quartiere. Da qui, la presenza sul palco non solo di attori e attrici, ma anche di studenti, architetti, insegnanti di tai-chi, volontarie e alcune delle persone che hanno preso parte alla ricerca: Francesca Bonelli, Silvia Capponi, Andrea De Marinis, Barbara Ghezzi, Giulia Giffoni, Roberto Infurna, Chiara Martini, Roberta Pellegrini, Chiara Scurati. Una scelta che rafforza il nucleo del progetto, che si configura come teatro relazionale: un momento in cui il teatro arricchisce il tessuto sociale offrendo la possibilità di interrogarsi, interrogare, crescere.

Lo spettacolo, o meglio la restituzione del progetto di ricerca, parte proprio dal diario della Guerrieri e dagli incontri con le realtà del quartiere: associazioni, comitati, lavoratori, studenti e studentesse. Questo lavoro di immersione, realizzato attraverso laboratori e incontri, ha messo in luce quanto la questione delle sex worker sia in realtà assopita, vissuta nell’indifferenza generale, in una totale assenza di percezione dell’emergenza. La realtà notturna, con le sue difficoltà, non è percepita da quella diurna, che sembra galleggiare in un’irrealtà labirintica.

Nascono così alcune delle metafore sceniche su cui si basa la restituzione: i corpi sul palco che galleggiano, i movimenti di emersione – tutto in maniera molto elementare, ma al tempo stesso evidente.
Una domanda si ripropone più volte durante lo spettacolo: l’assenza delle stesse sex worker in scena. La difficoltà che la compagnia ha incontrato nell’integrarle nel processo di ricerca non è solo una questione morale: è un’urgenza sociale. È la difficoltà di normalizzare una professione, è la presenza (e l’inutilità) di un codice ATECO – il titolo dello spettacolo è infatti il codice ATECO riservato alle prestazioni di incontri – ed è, allo stesso tempo, l’abitudine al luogo comune, l’incapacità di entrare in reale relazione con un mondo altro e, non da ultimo, la difficoltà di relazionarsi con il sesso.

Raccontare “96.99.92” non significa raccontare uno spettacolo. L’urgenza non è il prodotto, ma la possibilità di liberare il teatro dall’ossessione del prodotto come accessorio del capitalismo. È raccontare un processo di teatro relazionale, l’incontro tra professionisti e professioniste dello spettacolo e un quartiere; fra la pratica teatrale e l’abitudine all’indifferenza della società passiva. La restituzione diventa solo un pretesto per continuare l’indagine, in attesa di una nuova piazza, di un nuovo quartiere con cui interagire.

96.99.92‬
un progetto di Silvia Guerrieri‬
creazione nell’ambito di Indagine Milano, all’interno del Festival IMMERSIONI 2025 – Quartiere Bicocca
drammaturgia e messa in scena Silvia Guerrieri, Federico Cicinelli e Greta Tommesani‬
con‬‭ la‬‭ partecipazione‬‭ di Francesca‬‭ Bonelli,‬‭ Silvia‬‭ Capponi,‬‭ Andrea‬‭ De‬‭ Marinis,‬‭ Barbara‬ Ghezzi, Giulia Giffoni, Roberto Infurna, Chiara Martini, Roberta Pellegrini, Chiara Scurati‬
si ringrazia Alice Buonaguidi‬

applausi del pubblico: 1′ 40”

Visto a Milano, Piccolo Teatro, il 12 settembre 2025

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