A casa, bambola! quotidiana.com e quell’emancipazione non ancora pienamente raggiunta

A casa, bambola! (ph: Giancarlo Ceccon)
A casa, bambola! (ph: Giancarlo Ceccon)

In prima nazionale a Bologna il nuovo spettacolo di Paola Vannoni e Roberto Scappin, in scena ancora oggi e domani

Quali sono le aspettative del pubblico quando si reca a teatro? Ai tempi di Henrik Ibsen il teatro svolgeva una forte funzione sociale ed identitaria; così “Casa di bambola”, con la sua messa in discussione dei valori borghesi, in primis il matrimonio, scosse fortemente le platee dell’epoca, suscitando un dibattito tale che il drammaturgo norvegese, accusato di femminismo estremo, fu costretto a cambiare il finale dell’opera.

“A casa, bambola!”, ultimo spettacolo della compagnia riminese quotidiana.com di Roberto Scappin e Paola Vannoni, coprodotto da Ert, ha debuttato al Teatro delle Moline di Bologna. Lo spettacolo è il primo capitolo della trilogia “7 note in cerca d’autore”, in cui la compagnia si confronta per la prima volta con autori classici: dopo Ibsen arriveranno infatti Pirandello e Shakespeare.
Il titolo farebbe pensare a una vera e propria operazione di riscrittura del celebre dramma di Ibsen, ma la compagnia sottolinea come sia solo ispirato all’opera; del testo originale, infatti, permangono perlopiù rimandi al terzo atto, quello che a inizio ‘900 lasciò il pubblico più sorpreso: la scelta di Nora di lasciare il marito.

Lo spettacolo inizia con un nudo maschile, ritratto di spalle, visibile sin da subito, ancor quando il pubblico prende posto nella minuscola platea a ridosso dello spazio scenico. Due sedie, un tavolino, delle tende di plastica cangianti dal fucsia all’argento; luci piene e assenza di musica.


Lui sta per girarsi a favore di pubblico, poi esortato da lei esce a vestirsi, a malincuore. Quando rientra trova comunque il modo di mettersi a nudo, lasciandosi esporre dalle parole: battute serrate, sussurrate, a fior di labbra, intime, segrete che affiorano poco a poco, talvolta dopo un lungo silenzio, un ghigno, un sospiro.
La drammaturgia gioca con la ripetizione quale modalità di costruzione del testo, e senza nascondersi dichiara il proprio intento: fare qualcosa di finto. A livello attoriale ciò si traduce in movimenti schematici e minimali, accompagnati da una stilizzata rigidità dei corpi.

In mancanza di spazio, il dramma si concentra nel pensiero, nell’incapacità dell’uomo e della donna di relazionarsi se non attraverso un’ossessiva autoanalisi e un controllo compulsivo delle azioni (proprie ed altrui). I due, alla mercé di un fantomatico psicologo, del quale non resta che liberarsi, mettono in luce, con lieve ironia, nuove e vecchie dinamiche insite nella relazione moglie/marito che oscillano tra il bisogno di emancipazione e quello di interdipendenza. La coppia, in cerca di una sorta di equilibrio affettivo, divaga continuamente, perdendosi nei meandri della semantica, in questioni esistenziali e in vecchie visioni politiche.
Il dramma spirituale di Nora li coinvolge? Lo conoscono bene, ma il più delle volte restano semplicemente a guardare, evidenziando un atteggiamento che si ritrova spesso nel nostro quotidiano, e che non permette un reale mutamento di certe logiche e relazioni.

Le interessanti premesse dello spettacolo lasciano allo spettatore una vaga sensazione d’incompiutezza e di distacco emotivo, non trovando nella drammaturgia un vero e proprio arco narrativo che traghetti l’insieme delle suggestioni evocate verso un quid finale.
In questi 50 minuti di “Inspired by” l’atmosfera ibseniana giunge al pubblico come un lontano ricordo impresso nella memoria collettiva, così il dramma spirituale di Nora interroga la contemporaneità come un vecchio trauma sociale.
Al pubblico la scelta di cosa farne: rimuoverlo, assumersene la responsabilità o semplicemente parlarne per darsi quel tanto di arie.

In scena ancora stasera e domani alle 18,30.

A casa, bambola!
Ispirato a Casa di bambola di H. Ibsen
Di Roberto Scappin e Paola Vannoni
Ideazione quotidianacom
Una produzione quotidiana.com, Emilia Romagna Teatro ERT / Teatro Nazionale, Teatro della Caduta
Collaborazione produttiva Operaestate Festival Veneto
in collaborazione con PimOff, Comune di Rimini, Centro di Residenza della Toscana (Fondazione Armunia Castiglioncello – Capotrave, Kilowatt Sansepolcro)
con il sostegno di Regione Emilia-Romagna

Durata: 50’
Applausi del pubblio: 1’

Visto a Bologna, Teatro delle Moline, il 13 gennaio 2023
Prima assoluta

 

 

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