“Anse” di Usine Baug e Mezzopalco: solitudine e caos nella notte urbana

Anse
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A Campo Teatrale, la potenza visiva e sonora di uno spettacolo – vincitore del bando “Forever Young” – che esplora il disorientamento del nostro tempo

“Anse” è un viaggio sensoriale attraverso l’esperienza della solitudine e dell’alienazione. Nato dalla collaborazione tra Usine Baug e Mezzopalco, lo spettacolo ha vinto il bando “Forever Young” di Corte Ospitale.
Il protagonista, interpretato da Riccardo Iachini, attraversa una notte che inizia alle 19 di un martedì e termina alle 7 del mattino successivo. Una notte qualsiasi in una città qualsiasi, che risucchia e rigetta come un labirinto senza uscita. Un’anima disorientata, alla ricerca di senso in un mondo che lo inghiotte.

Il debutto a Campo Teatrale di Milano è un’esperienza immersiva. “Anse” non è solo uno spettacolo visivo, ma anche sonoro. La città non è mera scenografia, ma diventa un personaggio pulsante e disconnesso. Le luci oniriche delle strade, gli sfarfallii stroboscopici di Emanuele Cavalcanti, i fari delle auto, evocano solitudine ed estraneità. Luci oscillano tra il caldo e l’accecante, tra il puntiforme e lo stordente. Le finestre illuminate nella notte, come occhi che ci osservano, riflettono l’indifferenza di un mondo distante. Guardarvi attraverso è impossibile.

Il tema centrale è la solitudine, ma anche la condizione dell’individuo in un presente angosciato, dove il futuro sfugge e l’unica scelta possibile è fermarsi, accettando un “oggi” stagnante. La scenografia amplifica questa atmosfera. Edifici e finestre sospesi nel fumo, come lanterne cinesi, richiamano l’arte di Hopper e gli spazi metafisici di De Chirico. I palazzi in miniatura, adagiati su piani inclinati e riflessi in uno specchio deformante, accentuano il senso di una città disintegrata, un immondezzaio suburbano. Grattacieli immobili, strade vuote. La realtà urbana diventa simbolo di un’irrazionalità alla Magritte e del caos della vita moderna, dove non ci si incontra neppure quando ci si incrocia. Ogni luce, ogni ombra, ogni riflesso diventa il segno di un mondo che prosegue senza di noi, lasciandoci sospesi in un presente senza futuro.

La musica, curata da Mezzopalco, è una parte fondamentale dello spettacolo. Una fusione di rock, house e suoni distopici batte come il cuore di un mondo disorientato. I rombi, i suoni dissonanti, riflettono il disfacimento di un uomo senza volto, intrappolato in una realtà squilibrata. La drammaturgia sonora si integra perfettamente nella narrazione, con la voce amplificata che passa da toni impercettibili a esplosioni improvvise, accentuando il senso di spaesamento emotivo.

“Anse” si sviluppa come un poema orale e sonoro, con voci che si intrecciano in un dialogo confuso, simbolo di una ricerca di senso in una realtà che spersonalizza. Un senso di apnea. La voce è il mezzo principale, ma il lavoro unisce la ricerca sonora di Mezzopalco alla regia e scenografia visiva di Usine Baug. La scena, costruita come un mosaico di immagini e luci stordenti, evoca un universo inafferrabile, sospeso tra sogno e irrazionalità. Sul palco anche Tommaso e Massimo Giordani, che, insieme a Iachini, arricchiscono l’atmosfera di una tensione emotiva palpabile.

Lo spettacolo coinvolge i sensi e invita a riflettere sul nostro presente. Il protagonista cerca invano di stabilire connessioni in una città che lo respinge, come uno “straniero”. È un perdente, sempre sulla difensiva, un visionario alla ricerca di una profondità inattingibile. Il suo disorientamento richiama i temi dell’assurdo di Camus, mentre la città, invece di essere il luogo della socialità, diventa tetro scenario di deliri. Ogni angolo sembra portare a un vicolo cieco, dove l’unica risposta è l’accettazione di una realtà immutabile. La fonica di Luca Jacoboni amplifica questa sensazione claustrofobica, accentuando un senso di distorsione ed estraneità.

La narrazione trova ritmo e tensione con il passare del tempo. La parte centrale dello spettacolo diventa più fluida, con musica, luci e voci che si fondono in un’esperienza sensoriale avvolgente. In attesa di un affinamento strutturale nelle repliche, l’opera rimane affascinante e potente, offrendo una riflessione sullo spaesamento dell’individuo contemporaneo e sulla raucedine della vita.

ANSE
Mezzopalco + Usine Baug
Tratto dal poema Ansa dei Mezzopalco
Drammaturgia sonora: Mezzopalco
Drammaturgia visiva: Usine Baug
Regia: Usine Baug
Con Riccardo Iachini, Tommaso Giordani, Massimo Giordani
Luci: Emanuele Cavalcanti
Fonica: Luca Jacoboni

Durata: 50’
Applausi del pubblico: 2’

Visto a Milano, Campo Teatrale, il 31 gennaio 2025
Prima nazionale

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