Dal 18 al 28 settembre a Roma e il 4 e 5 ottobre a Toffia (RI) un programma che guarda alla sostenibilità ambientale e sociale
Un luogo pieno di storia e magia, in uno dei quartieri periferici della capitale, sotto l’ombra dell’acquedotto romano: il Parco di Torre del Fiscale, all’interno del Parco Archeologico di Appia Antica, dal 18 al 28 settembre ospiterà la 25^ edizione di Attraversamenti Multipli, il festival multidisciplinare dedicato alle arti performative contemporanee, curato da Margine Operativo con la direzione artistica di Alessandra Ferraro e Pako Graziani.
Un viaggio artistico ed espressivo che negli anni ha attraversato corpi e cuori di migliaia di spettatori di tutte le età, un percorso di confronto con gli spazi pubblici, la ricerca dell’incontro, l’interazione ed espansione tra diversi linguaggi artistici, creando fili intrecciati di esperienze tra le pratiche delle arti sceniche, gli spazi urbani naturali e le comunità, seguendo il tracciato dell’ecosostenibilità ambientale e sociale.
Un evento che viaggia da 25 anni, che ha dato vita ad un libro, ha visto crescere artisti di tutto il mondo, ha esplorato spazi umani e territori di confine, periferici, aprendo le porte al confronto con un pubblico spesso casuale, il passante del parco, che con meraviglia scopre e sceglie di essere spettatore.
Ferraro e Graziani ricordano come “L’elemento che accomuna i diversi formati performativi proposti è la loro modalità “morbida” di relazionarsi con il pubblico e il paesaggio, creando degli habitat accoglienti e inclusivi. Questa dinamica relazionale costruisce una linea di ricerca artistica generativa capace di delineare una modalità ecologica delle relazioni tra le persone e tra l’uomo e l’ambiente”.
Le ultime edizioni si sono svolte nel Parco di Torre del Fiscale, la cui la storia, l’acquedotto romano, la torre rinascimentale e la natura sembrano creare una bolla di ossigeno all’interno di uno dei quartieri più popolati e inquinati della capitale. Uno spazio urbano ma non-urbano; un luogo ideale per trovare un altrove non solo ambientale, ma umano, creativo, esistenziale.
La “parola chiave” dell’edizione 2025 sarà “Coexistence – Coesistenza”. La relazione, termine chiave nelle arti performative di ogni cultura, diventa perno su cui si poggia il concetto stesso di vita, sostenibilità, umanità. Il festival ospiterà per dieci giorni artisti e artiste internazionali, 25 compagnie e 38 performance, di cui nove in prima nazionale e quattro formati creati in esclusiva per il festival.
In questa modalità si proseguirà il 4 e 5 ottobre a Toffia (Rieti), passando dai luoghi periferici urbani ai luoghi decentrati rispetto all’affollata capitale. Il Comune di Toffia, borgo medievale in provincia di Rieti a circa 70 km da Roma, ospiterà un programma che coinvolgerà anche i più piccoli, con circo contemporaneo e installazioni immersive.

Alessandra e Pako, 25 anni di Attraversamenti Multipli. Cos’è cambiato negli anni e quale è invece la sua materia immutabile?
Alcune traiettorie di ricerca e sperimentazione continuano ad essere l’ossatura intorno alla quale si costruisce il corpo del festival. Sono le interazioni inconsuete con gli spazi pubblici, la creazione di incontri inaspettati tra artisti / spettatori / comunità / paesaggi urbani, la costruzione di inediti sconfinamenti tra diversi linguaggi delle arti performative e l’attenzione al dialogo tra azione artistica e il proprio tempo. Sono traiettorie mutevoli e mutanti, in costante dialogo con i cambiamenti sociali e ambientali all’interno dei quali siamo immersi. Il mondo in cui viviamo e con cui si relaziona il festival è profondamente cambiato durante questi 25 anni, e il festival ha continuato a tessere dialoghi e interazioni in ogni edizione con il presente che lo circondava. Questo rapporto con il proprio tempo ha determinato, dal 2021, una focalizzazione di Attraversamenti Multipli verso la sostenibilità, ambientale e sociale, e le pratiche dell’ecoinnovazione, che si è tradotta anche nella scelta di abitare con il festival la natura urbana della metropoli di Roma, passando da una dimensione di confronto con gli spazi urbani alla dimensione dei parchi pubblici e dei paesaggi urbani naturali.
La scorsa edizione la parola chiave era “Fragile”, quest’anno “Coexistence-Coesistenza”. In questo mondo fragile, sconvolto da guerre e privazioni di diritti, cosa coesiste? In quale modo la parola Coexistence si riallaccia ad un concetto di sostenibilità̀ non solo ambientale, ma soprattutto umana e sociale?
La scelta di farci accompagnare nel percorso delle edizioni 23-24 da “fragile” e ora da “coesistenza” si ascrive all’interno del desiderio di mettere al centro dell’agire del festival i macro-temi della sostenibilità e della coesistenza con l’altro da sé. Il nostro pianeta è fragile, sempre più colpito da guerre, emergenze climatiche, diseguaglianze e crisi umanitarie. Viviamo una Terra danneggiata, ma è l’unica che abbiamo. In questo scenario globale diventa vitale creare percorsi e pratiche di sostenibilità, e costruire dinamiche di coesistenza. Il nostro tempo ci impone di porci il problema dell’abitabilità futura della Terra, come innescare forme e processi di cooperazione per ridurre e contrastare le lacerazioni determinate dalla crisi ambientale e sociale.
Crediamo sia importante, in questo scenario, partire dal presupposto che non siamo autosufficienti, abbiamo tutti bisogno dell’altro da sé, siamo una realtà articolata e complessa, in cui tutto è connesso attraverso relazioni non lineari: terra, clima, esseri umani, animali, piante, culture.
La coesistenza per noi è una postura, un punto da cui partire per costruire traiettorie capaci di includere e accogliere le diversità.
I corpi e la sperimentazione di linguaggi sono un po’ la caratteristica del festival. Chi saranno gli artisti di questa edizione?
Per rispondere a questa domanda vi presentiamo la prima giornata del festival, che racconta l’attenzione di Attraversamenti Multipli al concetto, per noi centrale, di biodiversità – umana e di linguaggi artistici – e di adesione al presente. Anche in questa annualità il festival propone una finestra internazionale dedicata alle traiettorie della giovane danza d’autore in dialogo con i paesaggi. Il 18 settembre guarderemo oltre le sponde del Mediterraneo presentando due nuove creazioni di altrettanti danzatori e coreografi libanesi: Samer Zaher con “Ancestral Echoes” (alle 18,30) e Christopher Al Haber con “Fragmentation” (alle 19), proposti in collaborazione con Solidarity in Motion, un programma di sostegno rivolto ad artisti provenienti da Paesi coinvolti in emergenze sociali e in stato di guerra, per costruire una rete di solidarietà e scambio culturale: anche questo è un modo per creare coesistenza.
Attraversamenti Multipli rilancia la sua natura multidisciplinare e multiforme presentando poi spettacoli che creano originali e inaspettati dialoghi tra diversi linguaggi artistici in una dimensione relazionale con i paesaggi: Rodrigo D’Erasmo e Nicola Galli propongono un dialogo “sulla soglia” dei rispettivi linguaggi artistici: “Sconfinamenti” è l’incontro tra due mondi – la musica e la danza – che si dischiudono uno spazio d’improvvisazione componendo una partitura coreografico-sonora istantanea in dialogo con il paesaggio del Parco di Torre del Fiscale. “Coexistence” è una performance multidimensionale e immersiva, creata per il festival dai visual artist del collettivo FLxER e da LIZ, dove il videomapping trasforma le arcate degli acquedotti del Parco di Torre del Fiscale in degli schermi dinamici (18, 20, 26 e 27 settembre dalle 20).
E sempre il 18 settembre iniziano il loro percorso due installazioni create in esclusiva per il festival che intrecciano il teatro con l’universo sonoro e il paesaggio: l’installazione immersiva “Lettere al lupo” di lacasadargilla, da testi di Giuliano Scabia (alla cui opera il festival dedica un focus), e “Tre Balene” creata da Roberto Latini e Gianluca Misiti. Tre viaggi, diversi e paralleli, verso l’acqua del mare.
Parco di Torre del Fiscale e l’acquedotto romano ci conducono in un contesto legato all’acqua ma anche alle potenzialità umane, all’incontro non solo tra persone, ma anche di tempo e spazio.
Parte del Parco Archeologico dell’Appia Antica, è un parco urbano pubblico ricco di resti storici, tra cui sei acquedotti romani e uno rinascimentale, e la maestosa Torre del Fiscale, una torre medievale del XII sec. che, con i suoi 30 metri di altezza, domina l’intero paesaggio. Attraversamenti Multipli, dalla sua prima edizione nel 2001, si è sempre confrontato con spazi pubblici e paesaggi urbani; dal 2022 ha iniziato a sperimentare il dialogo e l’interazione tra arti performative e natura urbana con l’obiettivo di valorizzare gli spazi verdi della metropoli, e di rafforzare la loro funzione sociale e culturale promuovendo una cultura della sostenibilità. Gli elementi che per noi rendono interessante continuare a dialogare con questo spazio sono vari: è un polmone verde all’interno di una zona con un’altissima densità abitativa, ma anche uno spazio straordinario di confine tra un contesto urbano e archeologico, tra antico e contemporaneo, dove si incrociano diverse memorie urbane; infine è un ambiente naturale ricco di biodiversità, nato grazie a una forte domanda dei cittadini e a un processo partecipativo e di rigenerazione. Questo suo essere un luogo “complesso”, con tutta questa stratificazione di significati, storie, paesaggi umani e naturali, lo rende uno spazio stimolante e adatto ad accogliere un progetto “multiforme” come Attraversamenti Multipli.
