Alessandra Ferraro e Pako Graziani raccontano la 26ª edizione del festival ideato a Roma da Margine Operativo
Come si costruisce uno spazio di incontro in un tempo attraversato da conflitti, emergenze climatiche e fratture sociali? È da questa domanda che prende forma la 26ª edizione di Attraversamenti Multipli, il festival multidisciplinare dedicato alle arti performative contemporanee ideato e curato da Margine Operativo, con la direzione artistica di Alessandra Ferraro e Pako Graziani.
Dall’11 al 20 giugno il Parco di Torre del Fiscale a Roma ospita il cuore della manifestazione, che si concluderà il 3 e 4 luglio nel centro storico di Toffia, in provincia di Rieti.
Per dieci giorni il festival riunisce alcune delle esperienze più interessanti della scena contemporanea italiana e internazionale, intrecciando danza, teatro, musica, performance site specific e pratiche partecipative. Tra artisti e artiste protagonisti figurano nomi di riferimento della ricerca performativa come Giorgina Pi e Bluemotion, Michele Losi e Campsirago Residenza, Francesca Santamaria, Alessandro Carboni, Elisabetta Consonni e Carlo Massari con C&C Company, accanto a ospiti internazionali provenienti da Spagna, Francia e Belgio.
Il programma coinvolge 25 compagnie e artisti e propone 36 appuntamenti tra spettacoli, performance, concerti, installazioni e percorsi site specific, con dieci tra prime e anteprime nazionali. Un mosaico di linguaggi che conferma la vocazione del festival a esplorare le relazioni tra creazione artistica, spazio pubblico e partecipazione.
La parola chiave dell’edizione 2026 è “Coexistence / Coesistenza”, un concetto che attraversa l’intero progetto artistico e nasce dalla volontà di interrogarsi sulle possibilità di costruire nuove forme di relazione in un presente segnato da guerre, emergenze climatiche, disuguaglianze sociali e crisi umanitarie. Per Ferraro e Graziani la coesistenza non è soltanto un tema, ma una scelta culturale e politica che si traduce nella creazione di spazi condivisi, inclusivi e accoglienti.
Da oltre venticinque anni Attraversamenti Multipli sperimenta modalità innovative di incontro tra arti performative e paesaggio urbano. Anche quest’anno il cuore pulsante del festival sarà il Parco di Torre del Fiscale, luogo simbolico in cui natura, archeologia e tessuto metropolitano convivono generando nuove possibilità di relazione tra artisti, spettatori e ambiente.
In questo contesto prenderanno forma esperienze molto diverse tra loro: dalle performance itineranti di Michele Losi ai dispositivi partecipativi di Alessandro Carboni, dalle esplorazioni urbane e multimediali di Francesca Santamaria ai lavori coreografici di Elisabetta Consonni, fino alle creazioni internazionali del coreografo spagnolo Daniel Rodríguez, della francese Compagnie Ma’ e di Cie MF. Il festival accoglie inoltre i lavori di Margine Operativo, Twain, Dimore Creative, Veronica Parlagreco, Francesca Melluso e Federico Pipia, insieme a concerti e performance musicali firmati da Stefano Pilia, Francesco Forni, Riccardo Gola, Flavia Massimo e Caterina Palazzi, Mondocane e Walter Laureti.
Particolare attenzione è dedicata alle nuove generazioni di artisti e spettatori. Una traiettoria specifica attraversa infatti il programma valorizzando le creazioni di autori e autrici under 35, mentre laboratori, attività partecipative e spettacoli per l’infanzia e le famiglie ampliano il dialogo con il territorio e con pubblici differenti.
Attraversamenti Multipli si conferma così un osservatorio privilegiato sulle arti performative contemporanee e un laboratorio culturale capace di mettere in dialogo sostenibilità, ricerca artistica e comunità. Un festival che continua a immaginare l’arte come spazio di incontro, resistenza e costruzione di nuove forme di coesistenza.

Cinque domande ad Alessandra Ferraro e Pako Graziani
La parola chiave di questa edizione è “Coesistenza”. Come si traduce concretamente questo concetto nelle scelte artistiche e nella costruzione del programma?
Coesistenza è la keyword che accompagna il 26° viaggio di Attraversamenti Multipli all’interno di una traiettoria progettuale che si sviluppa su più anni. Cerchiamo di proporre un programma multiforme che riesca a generare e a tessere spazi / tempi / habitat di incontro e di coesistenza tra diverse sperimentazioni / ricerche artistiche e che riesca a dialogare con differenti pubblici. Cerchiamo, attraverso le performance proposte, di costruire un habitat dove poter sperimentare concretamente forme di coesistenza tra la natura urbana e gli esseri umani, tra diversi linguaggi delle arti performative e diverse geografie di pubblici, tra opere e paesaggi. L’elemento che accomuna i diversi formati performativi proposti è la loro modalità di relazionarsi con il pubblico e il paesaggio, creando ambienti accoglienti e inclusivi. Questa dinamica relazionale costruisce una linea di ricerca artistica generativa capace di delineare una modalità ecologica delle relazioni tra le persone e tra l’uomo e lo spazio.
La costruzione del programma di questa edizione, in continuità con una ricerca che si sviluppa dal 2022, ruota intorno al macrotema della sostenibilità – ambientale e sociale –, che viene affrontato in modo diretto o laterale, attraverso le forme e/o i contenuti, da tutte le performance e le opere proposte nel percorso del festival di questa annualità.
Attraversamenti Multipli lavora da oltre 25 anni sul rapporto tra arti performative e spazio pubblico. In che modo è cambiato nel tempo il dialogo con i luoghi e con le comunità che abitano il festival?
Le pratiche artistiche nello spazio pubblico e l’attraversamento dei luoghi con i corpi sono i pilastri del percorso di Attraversamenti Multipli dalla sua origine (nel 2001), e per noi hanno rappresentato modalità per costruire sinergie e ponti tra arte e possibili traiettorie di cambiamento della società. Nel delicato processo di avvicinamento ai diversi spazi che abbiamo abitato con il festival abbiamo continuamente cercato di costruire una grammatica specifica e messo in campo un’attitudine per relazionarci con un determinato spazio urbano e con le comunità che lo abitano e lo vivono. Ogni luogo è portatore di storie e rappresenta un universo.
Dal 2022 abbiamo iniziato un percorso di confronto con la natura urbana, ovvero con i parchi pubblici e gli spazi verdi della città. Il tema dello spazio pubblico – della sua accessibilità e della sua fruibilità – è centrale per rendere sostenibili, vivibili e inclusive le metropoli del pianeta. Proporre un festival negli spazi pubblici, per noi, ha un senso profondamente politico, e significa continuare a spingere nella direzione di un allargamento degli ambienti pubblici nel tessuto metropolitano. In questo momento storico lacerato, crediamo che sia ancora più necessario proporre azioni culturali che operino in un’ottica di rigenerazione degli spazi di vita e dei tempi della relazione.
Nel programma convivono artisti affermati della scena contemporanea e numerosi autori e autrici under 35. Quali nuove urgenze, linguaggi e visioni emergono oggi dalle giovani generazioni?
La coesistenza di spettacoli creati da diverse generazioni artistiche è una linea progettuale che ha sempre accompagnato il percorso di Attraversamenti Multipli e che rilanciamo anche nell’edizione 2026. Ci interessa dare spazio all’interno del festival a una traiettoria trasversale dedicata alle creazioni di artistə under 35, con una particolare attenzione alla giovane danza d’autore. In questa edizione la traiettoria è composta dalle creazioni di Veronica Parlagreco, Michelle Scappa, Daniel Rodriguez, Francesca Santamaria, Francesca Melluso e Federico Pipia, Dimore Creative.
Ci interessa intercettare autrici e autori che sperimentano le relazioni con i paesaggi e con la natura, e che nelle loro opere propongono una ricerca e una riflessione – formale e/o tematica – sulla sostenibilità. Ci sembra molto interessante la linea di ricerca e l’urgenza di artistə giovani di confrontarsi e dialogare con i paesaggi, l’esigenza di produrre formati performativi creati per misurarsi con altri habitat e contesti.
All’interno di questa scelta di attenzione alle creazioni di compagnie e artistə cerchiamo di creare occasioni di residenza artistica che poi sfociano nella presentazione di anteprime durante il festival. Come, ad esempio, la nuova creazione di Michelle Scappa, “Dead River”, o le due nuove tappe del macroprogetto reticolare “Good Vibes Only” di Francesca Santamaria, che al festival presenta in anteprima due step, opere ed estensioni del progetto: una mappa digitale che si può esplorare attraverso un archivio performativo geolocalizzato e una creazione di videodanza, oltre alla proposta del primo capitolo performativo del progetto.
Ospitiamo la prima nazionale di “A raiz de” del coreografo spagnolo Daniel Rodriguez e “Mykestesia”, creazione di Francesca Melluso e Federico Pipia: un site specific che riproduce le involontarie strategie di resistenza dei funghi “alla fine del mondo”.

Il Parco di Torre del Fiscale è ormai uno degli elementi identitari del festival. Quali possibilità offre questo paesaggio, sospeso tra natura, archeologia e città, alla ricerca artistica contemporanea?
Attraversamenti Multipli, all’interno di un arco progettuale che si sviluppa dal 2022, abita il Parco di Torre del Fiscale: un polmone verde in una zona popolare e densamente abitata di Roma, il quartiere del Quadraro. Parte del Parco Archeologico dell’Appia Antica, è ricco di resti archeologici e di una torre medievale. È uno spazio estremamente sfidante per il festival, per la sua natura di luogo di confine tra un contesto urbano e archeologico, tra antico e contemporaneo. È un paesaggio con cui è complesso creare un dialogo, perché, essendo un luogo molto forte, se non si costruisce una dinamica di relazione si può rimanere schiacciati dallo spazio o relegati in una dimensione in cui il paesaggio viene usato solo come scenografia.
La nostra scelta è stata quella di entrare in una dinamica di dialogo e di interazione con gli spazi del parco che abitiamo, senza forzare l’esistente attraverso allestimenti invasivi, cercando di creare dinamiche di coesistenza tra le opere e l’ambiente. Dove i corpi performativi sono in relazione con i corpi-ambiente. È una dimensione di ricerca generativa e sfidante anche per le compagnie che ospitiamo, chiamate a trovare una linea di equilibrio tra la poesia dei paesaggi e le proprie poetiche.
In un periodo storico segnato da conflitti, crisi ambientali e frammentazione sociale, quale ruolo può svolgere un festival come Attraversamenti Multipli nel costruire spazi di cittadinanza culturale?
Cittadinanza culturale è un concetto che amiamo molto e ti ringraziamo di averlo usato. Siamo convinti che, proprio in questo nostro periodo storico così lacerato, sia importante continuare con ostinazione a creare e a proporre azioni culturali che – pur nella loro parzialità e nella loro dimensione apparentemente “piccola” rispetto alle tragedie del mondo – cercano di tracciare traiettorie divergenti rispetto al nostro presente, delineando una società più giusta, accogliente e inclusiva per tuttə.
