Le Bestie incredule di Simone Corso e Nicoletta Robello debuttano a Parma

Bestie increduli (photo: Andrea Morgillo)
Bestie increduli (photo: Andrea Morgillo)

Fondazione Teatro Due e Nutrimenti Terrestri presentano il testo vincitore dell’edizione 2021 di Mezz’ore d’autore

Nel novembre del 2020 in Danimarca vennero abbattuti circa 17 milioni di visoni; i ricercatori danesi si erano accorti di una mutazione del Covid presente nei mustelidi, e ritenendola potenzialmente pericolosa per l’uomo avevano optato per un sistematico sterminio di tutti gli esemplari. Poco dopo l’eccidio, il premier scandinavo si scusò in Parlamento ammettendo che non vi era una base legale per l’abbattimento di massa dei visoni.

Quello che diventò uno spinoso argomento per dibattiti e inchieste, per Simone Corso diventa una pièce dalle forti tinte introspettive. E allo spunto degli sfortunati visoni aggiunge la storia di una coppia in dolce attesa, ma incerta sul futuro perché già convive con un patrimonio genetico che ha donato al padre un fratello affetto da disturbi mentali, cui somma altri elementi ancora: la pandemia, un riottoso allevatore, i gelidi paesaggi dello Jutland, un orso. Tutto questo raccontato nel lontano 2083 da Susanne, la figlia della coppia. Parrebbe troppa carne al fuoco, ma in realtà la scena restituisce un esito tutt’altro che strampalato.

“Bestie Incredule” è il testo vincitore dell’edizione 2021 di Mezz’ore d’autore della Fondazione Teatro Due di Parma, bando che ricerca e promuove nuove drammaturgie per poi essere realizzate insieme agli attori stabili della Fondazione.


La regista Nicoletta Robello traduce questo complesso turbinio di situazioni in un ambiente minimale, poche suppellettili, un letto, un tavolo e qualche sedia; tramite una porta si attraversano geografie e tempi.
È una scena dalle tinte ghiacciate, in piena sintonia con le atmosfere nordiche, tutto è amalgamato in un universo che sembra sottomarino, un acquario dove si increspano le sorti di bestie umane vestiti di luce tessuta nel gelo. L’asciutto impianto scenico è agile nel rimodellarsi seguendo la mappa esistenziale e fisica creata dalla drammaturgia.

Narratrice da un futuro lontano, Susanne è l’unica a distinguersi nel suo abito accentato di rosso, è l’unica che riesce ad osservare i suoi antenati alle prese con vicende che nel suo tempo sono diventate uno sbiadito film d’epoca.

Perché è anche alla tecnica cinematografica che si rivolge questo dispositivo scenico; tramite un pulsante o un semplice battito di mani l’orso ferma o riavvia la scena con dei ciak. L’istinto animale nonché ambasciatore di madre natura ci osserva, e con umana cognizione detta i compiti alla nostra specie.
Ci scorrono così davanti le immagini di un presente riletto nel futuro lontano, tra difficili legami affettivi, viaggi in macchina nelle regioni selvagge della Danimarca, goffi tentativi di salvare docili creature dalla follia umana. E rivediamo noi stessi alle prese con la nostra attualità, diventata racconto mitologico nelle mani di una nostra erede.
Ci si trova a riflettere se la gabbia in cui rinchiudiamo creature indifese, non è forse le stessa in cui ci siamo noi stessi isolati grazie alle nostre scelte scellerate. Non è difficile intuire che, a rimanere increduli di fronte ai loro disastri, sono più gli aguzzini che le vittime stesse.

I dialoghi sono serrati e l’intreccio di sovrapposti tracciati temporali compongono il tappeto narrativo della vicenda, in una drammaturgia satura di suggestioni poetiche, anche se si complica un po’ la vita con un eccesso di fluidi descrittivi.
In queste visioni colloquiali si lega elegante ed evocativo un terreno sonoro di voci e cadenze musicali pure come l’aria fredda invernale.

La moltitudine di riferimenti e accadimenti elargiti nella trasposizione scenica non intacca la solida interpretazione attoriale, magari un po’ troppo assiderata in una recitazione accademicamente stereotipata.

“Bestie Incredule” è una fiaba nera mimetizzata in un racconto di redenzioni e riflessi di cronaca ecologista, una storia che racconteremo ai nostri nipoti, se conserveremo la lungimiranza di lavorare per un futuro che ci accolga come costruttori di mondi vivibili, e soprattutto condivisibili.

BESTIE INCREDULE
di Simone Corso
con Cristina Cattellani, Paola De Crescenzo, Davide Gagliardini, Massimiliano Sbarsi, Nanni Tormen, Pavel Zelinskiy
luci Luca Bronzo
costumi Emanuela Dall’Aglio
scene Eleonora Scarponi
musiche Arturo Annecchino
regista assistente Laura Cleri
regia Nicoletta Robello
produzione Fondazione Teatro Due, Nutrimenti Terrestri

durata: 1h 15′
applausi del pubblico: 3′ 10”

Visto a Parma, Teatro Due, il 17 marzo 2022
Prima nazionale

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