Cavallerizza: un vero pacco!

Cavallerizza Reale
Cavallerizza Reale
La Cavallerizza Reale (photo: Teatro Stabile di Torino)
C’è chi propone di occuparla (magari la notte di Natale), e chi invece vorrebbe in qualche modo ‘affittarla’ per poi gestirla, trovando un accordo con il Comune: a questo scopo è nata anche la pagina Facebook Chi vuole comprare con me la Cavallerizza?, dove Viren Beltramo della compagnia GenoveseBeltramo si fa proponitrice di un progetto che non mira in realtà a comprare la Cavallerizza – sarebbe una cifra improponibile – ma di “racimolare” tra la gente comune, teatranti o meno (con una sottoscrizione di 100 euro a testa), la cifra per sostenere il costo della messa a norma delle due sale che lo Stabile gestiva nello spazio della Cavallerizza, stimato in circa 300 mila euro, per poi trovare altri finaziamenti per coprire i costi di gestione ordinaria. 

E mentre tutti gli spettacoli, nel frattempo, sono stati spostati (non senza qualche problema) tra le Fonderie Limone di Moncalieri e il Teatro Gobetti, la Rete Masnada Teatri propone un’ulteriore occasione per smuovere le acque e tenere viva l’attenzione sulla situazione, di cui vi avevamo parlato l’indomani della decisione definitiva presa dallo Stabile, non più in grado di sostenerne i costi.
Il rischio è infatti sempre dietro l’angolo: il Comune potrebbe preferire ‘far cassa’ vendendo l’intero complesso, importante non solo come polo culturale ma anche dal punto di vista architettonico.

“Siamo in tanti a pensare che la chiusura della Cavallerizza sia una perdita per la Città, per i cittadini e per tutti i teatranti e operatori culturali torinesi e non solo – è il messaggio diffuso da Masnada Teatri – Siamo in tanti a credere che si possa e si debba trovare una soluzione. Siamo in tanti a muoverci per trovare delle alternative più o meno impossibili e realizzabili. In piccoli gruppi, in solitaria, con chiamate pubbliche, su facebook, via mail, sui giornali, per telefono…
Siamo in tanti a pensare che non possa finire così.
La proposta è: questi “tanti” sono in grado di raccogliersi insieme tutti in una volta?


Per fare cosa?
Per parlare, capire, confrontarsi, manifestare, pre_occupare, non occupare, comprare il teatro, incazzarsi, proporre soluzioni, capire perché è andata così e come possa andare diversamente, scoprire se alcune strade già aperte siano praticabili e come concretizzarle. Per dimostrare che ci sono persone che non rimangono indifferenti… e per chissà cos’altro…
Per riempire l’intera “piazza” della Cavallerizza di pacchi regalo di piccole-medie-grandi dimensioni, riempiti di “lettere” con proposte, idee, domande, intenti, desideri richieste che rappresenteranno concretamente e visibilmente l’interesse dei cittadini e verranno raccolte, conservate e utilizzate… per trovare entro Natale una o più soluzioni per il nuovo anno… intorno ad un obiettivo, una volta tanto, altamente condiviso da tanti”.

Ecco allora che Masnada Teatri propone per domenica prossima, 8 dicembre alle 16, una sorta di flash mob guidato da un messaggio semplice e chiaro: “Portati una sedia e il tuo pacco regalo per riempire la Cavallerizza di doni/intenti”. Un incontro che potrà dar voce a idee diverse ma alla ricerca di un’unica soluzione: continuare a far vivere il teatro in questo splendido spazio nel centro della città.

Naturalmente Klp continuerà a seguire “l’affaire Cavallerizza” e ad aggiornarvi…
 

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  1. says: Cattivissimo Te

    i piccoli teatranti torinesi, che notoriamente giocano a lamentarsi che la Kultura è in Mutande come i ragazzi di The Dreamers giocavano a fare la Rivoluzione, hanno messo su un pacco che non serve a nulla, tanto educati, pronti a vendersi per un politico locale che gli dà uno spazio e a sostenerlo occultamente fino alla morte. Il problema è che sono inutili e che cosa dovrebbero fare? mettersi in 50 persone preparate, sufficientemente coraggiose e di buona preparazione estetico organizzativa e semplicemente copiare , ora , occupando, i primi passi di Roma, che ora è un po’ in discesa, ma che ebbe quello nei pacchi di Torino non c’è cioè le persone, l’interesse. Per ora, il pubblico è quello vintage birken-educato e Camperoso di Incanti e delle Colline. Quindi non solo i teatranti torinesi meritano la chiusura della Cavallerizza ma anche degli altri spazi teatrali di Torino, che di loro, la città , le persone, non hanno bisogno, perché chiusi in una goethiana “conversazione (teatrale) tra persone ragionevoli” che gli ha suicidati. Muori, Masnada, muori (feat Tosca a Scarpia)

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