Masiar Pasquali diventa storyteller per raccontare l’avvento dell’eroina nella provincia italiana
Da podcast – terzo classificato agli Italian Podcast Awards – il passaggio a teatro: Masiar Pasquali è autore e interprete di “Dal Buco”, opera che ripercorre, attraverso i racconti della Grosseto anni ’70 e ’80, l’avvento dell’eroina nella provincia italiana, una piaga che ha segnato profondamente famiglie e città, trasformandosi rapidamente da tabù a emergenza sanitaria nazionale.
Il podcast, e la sua restituzione scenica, affrontano questo tema come se si sfogliasse un vecchio album di scuola, mettendo a nudo le assenze di quei compagni che non ci sono più, travolti da un fenomeno allora incontrollabile. Le immagini di gioia e spensieratezza trasmesse sullo schermo conservano un sapore amaro; sono il riflesso di un ricordo doloroso impresso nell’identità non solo di Grosseto, ma di gran parte della provincia italiana dell’epoca.
Masiar Pasquali, fotografo di scena, videomaker e storyteller, traspone il linguaggio audio in una performance scenica trasversale. Nella versione presentata al Teatro della Contraddizione di Milano, priva della band dal vivo, l’impianto si regge su una componente visual meticolosa: Pasquali, al leggio, governa musica e immagini tramite tablet, immerso in un gioco di luci “pop” e bui totali. Sul fondale, un “buco bianco” proietta filmati d’epoca in Super 8, creando un’immersione visiva di notevole impatto.

Se la narrazione di Pasquali appare a tratti poco incisiva e scarna nel ritmo, la profondità dei temi trattati e la linearità del racconto garantiscono comunque un’alta fruibilità. A sorreggere la messa in scena è soprattutto l’efficace contrappunto tra la selezione musicale e il supporto visivo, che mantiene vivo l’interesse dello spettatore.
L’evento si conclude con un prezioso dialogo tra l’autore e Costantina Regazzo, direttrice delle relazioni esterne di Progetto Arca, fondazione che sostiene chi vive in condizione di povertà e di grave emarginazione sociale. Il confronto sposta il focus sull’attualità milanese, dalle criticità del tristemente famoso boschetto di Rogoredo al ritorno dell’eroina nelle nostre strade, sottolineando la valenza educativa del progetto per le scuole.
Resta aperta una riflessione cruciale, che viene lanciata come sfida al pubblico: parlare oggi di droga e delle sue conseguenze serve a prevenire o rischia di alimentare la curiosità dei giovani senza intimorire abbastanza sulle sue potenzialità distruttive?
