Ospite della quinta edizione, realizzata a Santa Margherita Ligure, è stato Ivano Fossati, che abbiamo videointervistato
La Casa del Pensiero nasce come un’idea semplice: prendersi tempo per interrogarsi, confrontarsi, costruire strumenti critici nel tempo accelerato dell’apparenza.
A Santa Margherita Ligure, nel contenitore silenzioso e sontuoso di Villa Durazzo, per tre giorni, dal 27 febbraio al 1° marzo scorso, un gruppo di studentesse e studenti universitari si è seduto in cerchio con Ivano Fossati per esplorare, sotto la traccia “Musica alta e musica leggerissima. L’arte di comunicare”, ciò che la scrittura può fare quando diventa pratica viva.
Al centro di questa esperienza il gruppo di lavoro ha esplorato anche un punto di contatto profondo tra scrittura di canzoni e drammaturgia teatrale.
Da un lato, la canzone: forma breve e potente, che deve condensare ritmo, immagine, emozione in poche righe che “suonano” prima ancora di essere interpretate. Dall’altro, il testo teatrale: spazio dialogico per eccellenza, dove il linguaggio diventa azione e relazioni, dove la parola trova corpo, gesto, luogo.
Entrambe queste scritture insegnano che la parola non è soltanto significato, ma tempo, ritmo, respiro, ascolto.
In questo senso, il lavoro di Fossati, che non ha esitato a parlare della capacità evocativa della musica nel legare passato e presente, si integra perfettamente con l’approccio drammaturgico, che sfida la parola a farsi esperienza.
La canzone e il teatro si guardano negli occhi: la prima porta dentro di sé un conflitto implicito, sospeso tra domanda e risposta; la seconda offre lo spazio per declinare quel conflitto nel gesto, nel corpo, nella relazione con l’altro.
Per chi scrive teatro confrontarsi con i processi di una canzone significa riconoscere che il ritmo delle frasi, la scansione dei silenzi, l’eco delle immagini non sono meri ornamenti ma strutture profonde della drammaturgia stessa. Così come per chi scrive canzoni, immergersi nel teatro significa accogliere domande più ampie: non solo che cosa dico, ma a chi lo dico, in quale spazio, in quale tempo?
La Casa del Pensiero ha offerto uno spazio raro: un incontro tra università, artisti, studentesse e studenti, in cui la scrittura non è stata esercizio solitario, ma dialogo, comunità di pensiero. In questo scambio, la scrittura – sia essa poetica, musicale o drammaturgica – si è rivelata non come fine, ma come apertura verso l’altro, verso chi ascolta, interpreta e trasforma.
Al termine del primo giorno di lavoro, ci siamo confrontati con il drammaturgo, regista e attore Pino Petruzzelli, ideatore dell’iniziativa, Francesca Perrone, giovane drammaturga formatasi all’Accademia Silvio D’Amico di Roma e qui presente come partecipante ai lavori, e naturalmente con Ivano Fossati.
