Orgasmo. La recessione sessuale secondo Niccolò Fettarappa

Ph: Matilde Piazzi
Ph: Matilde Piazzi

Il debutto assoluto al Teatro Arena del Sole di Bologna

Seguiamo il percorso artistico di Niccolò Fettarappa (classe 1996) dai suoi inizi, ossia da quando con “Apocalisse Tascabile” (2020), insieme al suo abituale compagno di scena Lorenzo Guerrieri, vinse diversi premi, da In-Box a Direction Under 30 e anche quello della critica al Nolo Fringe Festival.
Sempre in coppia con Guerrieri è seguito “La Sparanoia”, mentre con Lorenzo Maragoni, campione mondiale di poetry slam, è andato in scena con “Solo quando lavoro sono felice”.
L’ultimo lavoro che abbiamo molto apprezzato l’anno scorso è stato “Uno spettacolo italiano” in cui, insieme a Nicola Borghesi di Keper-452, imbastisce una sorta di macabro cabaret sulle caratteristiche precipue della destra politica italiana, ma non solo.

Attraverso uno stile personale ormai riconoscibile, spesso auto-citazionista ed irriverente, Fettarappa ha indagato nei suoi spettacoli lo stato precario della generazione che lo rappresenta, costretta a vivere in un mondo ostile, in cui il lavoro, la società e la politica ne rendono difficoltoso il cammino.

Nella sala Salmon della bolognese Arena del Sole abbiamo stavolta assistito al debutto del suo nuovo spettacolo, finora forse il più complesso, “Orgasmo. Prosa dispiaciuta sulla fine del sesso” in cui, anche con la sua regia, è in scena insieme ad altri tre attori: Gianni D’Addario, lo stesso Lorenzo Guerrieri e Rebecca Sisti. Il testo è stato finalista al Premio Pier Vittorio Tondelli / Riccione Teatro 2023, ed è stato appena pubblicato nella collana Linea di ERT e Luca Sossella editore (stasera, 27 gennaio, dopo la replica la presentazione del volume con l’autore e la direttrice artistica di ERT Elena Di Gioia).

Ph: Matilde Piazzi
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Anche questa volta l’analisi irriverente della realtà in cui viviamo nasce da un paradosso, in quest’occasione distopico, che diventa paradigmatico di uno stato d’essere contemporaneo, metaforico certo, ma con venature realistiche.
Siamo nel 2030, e l’Unione Europea abolisce con decreto la possibilità per gli esseri umani dell’orgasmo. Al centro della complicata situazione una coppia, che vediamo separata su un grande lettone, tutta indaffarata nei rispettivi affari: lei (Sisti) è letteralmente piegata dal lavoro che fa, mentre vende abbonamenti da casa; lui (Daddario) tenta di superare la situazione con lo yoga, rigorosamente praticato in salotto, cercando di dare un senso alla vita.

A tentare di gestire l’emergenza arriva uno zoologo, il dottor Fettarappa, che, stimolato da un giornalista (Guerrieri), mette in campo l’unica possibilità rimasta agli europei: il lavoro. Fettarappa è infatti stato incaricato dalla Commissione Europea per incontrare le coppie in crisi, con l’obiettivo di annientare il sesso e destinare tutti all’unico scopo concesso, per l’appunto il lavoro.
Tutto ciò accade mentre il mondo si popola di benefici orsi che ancora sanno fare all’amore senza necessità di alcun desiderio, e si intrufolano nelle case dove invece ogni traccia di erotismo è sfumato.

Da come si evince dalla trama, in perfetta sintonia con quello a cui ci ha abituato Fettarappa, siamo davanti a una sorta di commedia nera pervasa di mordente ironia, questa volta non più rivolta in senso stretto alla sua generazione, ma che mette in guardia tutti sulla scomparsa del desiderio e dei sentimenti, a scapito dell’assillo continuo di dover produrre, subito e solo per il proprio tornaconto personale, mentre il nostro corpo è ridotto a macchina per far soldi.

Questo messaggio viene espresso in scena attraverso una serie travolgente di quadri, intervallati dalle telefonate di Ursula (Von der Leyen), con lo spazio scenico in continua trasformazione e anche con il coinvolgimento della platea, osservata come “il cimitero del sesso”. Così a una ridente spettatrice viene detto: “Questa era una cubista, ballava al Titan, mentre ora è una mestissima abbonata”, e con altri amari sberleffi ai presenti, a cui viene diagnosticata, in modi differenti, la fine di ogni pulsione erotica.

I corpi in scena non si toccano mai, sommersi dalle parole, come accade nella scena più esemplificativa di “Orgasmo”, attraverso un dialogo che avviene in una dark room tra un giornalista che si occupa di risorse umane, amante del “sado”, e un geometra “maso” di Casalecchio di Reno, agghindati a tutto punto per l’occasione, che invece di “darsi da fare” finiscono a parlare del problema di allargare la stanza della suocera del giornalista.

Ph: Matilde Piazzi
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Non tutte le invenzioni dello spettacolo colgono con profondità metaforica la desertificazione in atto dalla sensualità e dalle emozioni, tuttavia l’analisi proposta – attraverso un’incalzante teatralità, che utilizza il non sense e il paradosso ironico per una riflessione sui meccanismi tossici che ci pervadono – viene presentata senza mai un attimo di sosta, giungendo al pubblico in modo acuto e tagliente.

In scena a Bologna fino al 1° febbraio, e dal 3 al 15 febbraio al Teatro India di Roma.

Orgasmo. Prosa dispiaciuta sulla fine del sesso
di Niccolò Fettarappa
con (in o.a.) Gianni D’Addario (Gianni), Niccolò Fettarappa (Zoologo dottor Fettarappa), Lorenzo Guerrieri (Giornalista), Rebecca Sisti (Rebecca)
regia Niccolò Fettarappa
aiuto regia Lorenzo Guerrieri
assistente alla regia Roberta Gabriele
disegno luci Tiziano Ruggia
costumi Elena Dal Pozzo
sound design Massimo Nardinocchi
scene costruite nel Laboratorio di Scenotecnica di ERT
produzione Emilia Romagna Teatro ERT / Teatro Nazionale, Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa, Teatro di Roma – Teatro Nazionale, Agidi, Sardegna Teatro
testo finalista al premio Pier Vittorio Tondelli / Riccione Teatro 2023

durata: 1h 20′

Visto a Bologna, Teatro Arena del Sole, il 24 gennaio 2026
Prima assoluta

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