Con i vincitori di Offx3 per ritrovare il gusto di far teatro nelle ‘cantine’

Lo Spazio Off di Trento
Lo Spazio Off di Trento
Lo Spazio Off di Trento

Riapre dopo un’intensa sessione di lavori lo Spazio Off di Trento: “Un piccolo teatro nel cuore di Trento – così si descrive – 40 posti e un palcoscenico per fare teatro, musica, cinema, letture. Un foyer dove parlare e degustare un bicchiere di vino”.
L’associazione culturale Oz si incarica di mettere ordine al pianterreno di uno dei luoghi più suggestivi tra i nuovi metri quadri dedicati al teatro. Gli organizzatori Daniele Filosi, Gianluca Bosio e Maura Pettorruso ci accompagnano nella nuova sala, dove una proiezione di diapositive mostra com’era e com’è questa vecchia palazzina nobiliare che da tempo ormai si tenta di trasformare in officina delle nuove arti sceniche.

Pitturate di nero le pareti (prima di un bianco accecante), installate due americane cablate e restaurate l’acustica e la regia, ora si va verso l’inaugurazione di quel che mira ad essere, dicono, “tutta un’altra storia, costata il lavoro di un’estate”.
Il compito di aprire le danze è affidato alle quattro compagnie vincitrici del bando “Offx3“, pubblicato nella primavera 2009 e pensato proprio con l’intenzione di portare su questo palco nuovi rampolli dell’ultima generazione della scena. Il “per tre” del titolo, stratagemma di novità, allude al limite massimo di partecipanti che ciascuna compagnia era chiamata a inserire nel progetto.
Il premio? Grazie anche alla Provincia Autonoma di Trento, partner bancari e all’Enoteca Lavis, sono state assegnate quattro residenze da dodici giorni ciascuna e stanziati 1.500 euro a compagnia. Il meglio di 142 domande di partecipazione da tutta Italia, compresi nomi noti, compagnie di Trento e della regione e molte realtà provenienti dalle grandi città. Tant’è che a vincere sono state – per caso, promettono i direttori – due compagnie di Roma e due di Milano. La quantità di domande provenienti dai grandi centri sembra testimoniare che è proprio lì, dove la creatività dovrebbe essere incentivata da maggior popolosità e conseguente eterogeneità, ma dove vanno a mancare gli spazi per lavorare e per mostrare risultati al pubblico.

È d’accordo, suo malgrado, Dario Aggioli, direttore di Teatro Forsennato, compagnia romana vincitrice, che avrà il compito di aprire le porte dell’Off (17 e 18 ottobre) con “Le voci di Fuori”. Uno spettacolo assolutamente sperimentale in cui sette personaggi (sulla scena puppets e oggetti in loco di varie sfaccettature della psiche frammentata di un ventriloquo) vengono animati da un unico attore (Aggioli) che dà loro voce e luce grazie a una pedaliera digitale controllata da un sofisticato software ideato ad hoc. “Uno spettacolo di denuncia – specifica Aggioli – Una provocazione indirizzata all’eterno tema della ‘vendibilità di uno spettacolo’. In questo lavoro un’unica persona fa da autore (Teatro Forsennato non lavora su testo, ma su canovaccio moderno), attore, tecnico luci e audio”. Con la scenografia pensata apposta per il carico in una macchina, lo spettacolo è il massimo della sostenibilità, per tutte quelle tasche un po’ avare (e ce ne sono) che non vogliono investire più di tanto. O più di poco.


La compagnia Brave Ragazze di Roma presenterà poi “Corpo di scena”, un lavoro sulla femminilità, mentre Malabobora di Milano una storia di immigrazione che disegna questa cruda realtà italiana; infine Carlotta Origoni, rampollo della Paolo Grassi e quarta vincitrice di “Off per tre”, con “Studio sul Belpaese” prende spunto da testi che riflettono sulla contemporaneità.
Tornando alla sostenibilità dei progetti, il nuovo Spazio Off mira a rilanciare Trento come nervo di creazione, proponendo il lavoro di compagnie “scelte in mezzo al guado, già in fase avanzata, che non fossero alle prime armi. Perché diventi uno spazio per portare a termine e sviluppare idee”. Ce ne vorrebbero molti altri.

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