10 anni di Casa del Teatro Ragazzi. Intervista a Graziano Melano

Graziano Melano
Graziano Melano

A Torino esiste una struttura teatrale unica in Italia, la Casa del Teatro Ragazzi e Giovani, un edificio tutto dedicato ai ragazzi e al loro teatro. In questi giorni, quella che è diventata vera e propria istituzione per la città compie 10 anni, proprio mentre è in corso la XX edizione della rassegna Giocateatro, in scena fino al 15 aprile con 18 diverse proposte di teatro per ragazzi: protagonisti, fra gli altri, Onda Teatro, Teatro all’improvviso, GenoveseBeltramo, Santibriganti, Teatro dell’Archivolto, Oltreilponte Teatro

Per l’occasione abbiamo chiesto a Graziano Melano, non solo suo direttore artistico ma vera e propria “anima” della Casa, che ha contribuito in modo determinante a creare e sviluppare, di raccontarne questo “viaggio”, le particolarità e i possibili sviluppi.

E’ stato un caso che la “Casa” sia nata proprio a Torino?
ll teatro ragazzi ha cominciato a diffondersi nel nostro Paese negli anni ‘70, proprio a Torino, grazie alla presenza di un grande teorico, docente all’Università di Torino: Gian Renzo Morteo, già traduttore dell’opera di Ionesco.
Dalla scuola di Morteo, dal suo assistente Giovanni Moretti e dai suoi allievi, intorno alla metà degli anni ’70 hanno cominciato a nascere le grandi compagnie storiche del teatro ragazzi torinese: il Teatro dell’Angolo, innanzitutto, poi Assemblea Teatro e poi ancora Onda Teatro, fino alle compagnie Stilema, Il Dottor Bostik e Nonsoloteatro, che insieme formano Unoteatro.
Torino è sempre stato uno dei centri focali del movimento del teatro ragazzi sino dall’inizio.


Come nacque l’idea, ormai più di 10 anni fa, di creare una simile struttura?
Nonostante l’importante tradizione di produzioni e spettacoli, mancava però, a differenza di quanto avveniva all’estero, un luogo fisico espressamente dedicato. L’occasione per riempire questo vuoto si concretizzò all’inizio degli anni 2000, quando il Teatro dell’Angolo propone all’allora Assessore al Sistema Educativo torinese Fiorenzo Alfieri e a quello alla Cultura della Regione Piemonte, Giampiero Leo, di destinare al teatro ragazzi una struttura abbandonata dell’AEM, in un’area che in quel momento stava subendo delle importantissime trasformazioni.
L’edificio che ospita la “Casa” fu costruito all’inizio degli anni trenta del Novecento, insieme al complesso sportivo dello Stadio Comunale. Subì numerose trasformazioni d’uso (da officina-riparazioni a magazzino), fino a risorgere a nuova vita proprio nel periodo in cui tutta la zona circostante veniva ripensata in occasione delle Olimpiadi Invernali di Torino 2006.
La “Casa” risulta attualmente inserita nella nuova “area olimpica”, che ospita lo Stadio Olimpico e il Pala Alpitour. Nell’ambito del recupero di una architettura industriale il progetto ha rispettato la preesistenza per la funzionale reinterpretazione degli spazi e per la cura esecutiva delle soluzioni impiantistiche e tecnologiche.
La proposta, a cui si associarono rapidamente le altre compagnie storiche, venne presa molto sul serio e portata avanti anche dall’Assessore Ugo Perone e da coloro che, negli anni, si succedettero ai vertici degli Assessorati alla Cultura di Comune e Regione: da Gianni Oliva a Michele Coppola, fino agli attuali Maurizio Braccialarghe e Antonella Parigi. Saranno loro poi a nominare i Presidenti che si avvicenderanno alla guida della Fondazione TRG Onlus: da Laura Emanuelli a Caterina Corapi, fino ad Alberto Vanelli, insediatosi pochi mesi fa con il programma di allargare il pubblico del teatro anche alla fascia degli adolescenti.

Quali sono le realtà che la abitano?
È un edificio teatrale dedicato in particolare ai bambini, alle famiglie e ai giovani: nella “Casa”, diverse compagnie hanno fissato la loro dimora creativa e vi sperimentano collaborazioni con compagnie di tutto il mondo. Oltre alla Fondazione Teatro Ragazzi e Giovani Onlus, responsabile della gestione artistica, tecnica e amministrativa, hanno sede qui le compagnie Onda Teatro e Unoteatro.
Ospiti della struttura sono anche il Festival delle Colline Torinesi e il Festival Incanti. Al progetto della “Casa” collabora inoltre Assemblea Teatro, una delle principali formazioni professionali di Torino dedite al teatro ragazzi, e sta prendendo il via una nuova collaborazione con Piemonte dal Vivo, il circuito regionale dello spettacolo [con l’approdare infatti, da questa stagione, anche di spettacoli di danza contemporanea, ndr].
Nel complesso è un contenitore importantissimo, tra le primissime realtà di teatro orientato ai giovani di tutta Europa. In pratica, hanno sede qui le principali compagnie che, a Torino e in Piemonte, si dedicano alla crescita culturale dei giovani spettatori di domani. E, perché no, degli adulti, perché il teatro non ha età: il teatro è teatro.

Raccontaci le sue principali attività.
Spettacoli per le scuole e le famiglie, anche in serale, scuole di teatro e laboratori, le rassegne Giocateatro, il Festival di Teatro per le Nuove Generazioni, Incanti, il Festival di Creazione Teatrale Contemporanea. Abbiamo poi numerosi corsi di teatro per ragazzi e adolescenti con circa 120 partecipanti. Continuano le attività formative professionali della Piccola Accademia del Teatro ragazzi e giovani con corsi e seminari professionali.
La Casa del Teatro è il luogo in cui nascono e vengono prodotti molti nuovi spettacoli teatrali che vengono regolarmente distribuiti in tutta Italia ed Europa. E’ un centro di cultura teatrale, luogo di attrazione di pensieri, progetti e di giovani energie professionali; un posto dove riflettere sui metodi per divulgare il “fare” e il “vedere” teatro, anche attraverso corsi e seminari in cui moltissimi ragazzi imparano a muoversi sul palco, giocando, divertendosi, acquisendo nuove competenze relazionali. Uno spazio ideale per il coinvolgimento dei giovani, e per la realizzazione di progetti di integrazione e connessione culturale, dove l’incontro e lo scambio tra artisti italiani e stranieri alimenta il terreno di un’arte libera, innovativa e senza frontiere, che in molti casi favorisce il coinvolgimento delle comunità straniere presenti a Torino.

Com’è composta la Casa?
Un grande foyer fa da tramite a due sale di spettacolo: quella grande può ospitare quasi trecento spettatori, quella piccola ha 70 posti. Ambedue sono versatili e atte a presentare ogni tipo di iniziativa. Ampi spazi per gli uffici, diversi ambienti dedicati ai laboratori, un’arena all’aperto con 150 posti a sedere e una caffetteria per tutte le attività previste alla Casa del Teatro.

La Casa del Teatro Ragazzi e Giovani (photo: Giorgio Sottile)

La Casa del Teatro Ragazzi e Giovani (photo: Giorgio Sottile)

Quanti spettacoli ospitate in un anno?
Questa stagione abbiamo effettuato circa 190 recite di cui 80 della Fondazione TRG e 110 ospiti, per un totale di circa 30.000 spettatori, di cui 14.000 scolastiche e 16.000 nel tempo libero. Il rapporto con il pubblico è molto stretto e viene continuamente monitorato. Abbiamo calcolato, in questi 10 anni, 400.000 spettatori e oltre 2.000 rappresentazioni.

Il rapporto con la scuola è cambiato?
Il rapporto con la scuola è molto solido poiché esiste una convenzione con l’istituzione ITER dell’Assessorato al Sistema Educativo che delega alla Fondazione TRG le attività teatrali.
La collaborazione tecnica ed artistica con le compagnie che vi abitano è sempre in essere attraverso progetti e collaborazioni. Inoltre importante è l’aspetto di sinergia organizzativa che ha permesso di far nascere il Progetto Teatro Ragazzi e Giovani Piemonte, che ha coinvolto anche altre compagnie del territorio piemontese (il Melarancio, Coltelleria Einstein, Compagnia Marco Grilli).
Il cambiamento generazionale è avvenuto all’interno delle compagnie, mentre nuovi soggetti vengono promossi attraverso Giocateatro o progetti come DNA.

Che tipo di rapporto avete instaurato con il vostro pubblico così particolare?
Il pubblico, dapprima, è stato quello dei tanti affezionati alle compagnie di teatro ragazzi della città: quelli che un tempo andavano al Teatro Araldo, sede storica del Teatro dell’Angolo. Ma la platea ha cominciato presto ad allargarsi. Oggi, molti tra coloro che da bambini frequentavano gli spettacoli di teatro ragazzi, portano alla Casa i loro figli, per assistere alle rappresentazioni ma anche per imparare a vivere e a fare teatro, attraverso i corsi e i laboratori. Proprio all’interno di questi laboratori, anzi, grazie soprattutto alla passione di una delle “anime” della Casa, Luigina Dagostino – attrice, regista e insegnante –, si sono formate nuove generazioni di attori: artisti giovani e giovanissimi, ma già abituati a calcare le scene di tutta Italia.
Tra i tratti distintivi della Casa del Teatro Ragazzi c’è la grande apertura verso il mondo. Sono moltissimi gli spettacoli prodotti all’estero che trovano qui un palcoscenico ideale.
È interessante ricordare che la Casa del Teatro ha saputo diventare, tra le altre cose, uno dei luoghi dell’integrazione tra la popolazione torinese e le comunità straniere presenti in città. Oltre al fedele pubblico della Casa, infatti, gli spettacoli prodotti in Paesi come Romania, Russia e Cina attirano un numerosissimo pubblico di stranieri, desiderosi di assistere a uno spettacolo che ricordi loro i luoghi e le tradizioni da cui provengono.

Siete diventati una Fondazione. Come sono stati negli anni i rapporti con le istituzioni e la politica in generale?
Siamo nati come Fondazione in partecipazione, a maggioranza privata. Ora siamo una Fondazione controllata, quindi a maggioranza pubblica (Regione Piemonte, Città di Torino) e soci originari privati. Evidentemente l’intervento decisionale degli enti pubblici è determinante.

La crisi come ha influenzato le vostre attività?
La Fondazione TRG è stata in grado di mantenere gli organici pressoché intatti. Nell’ultima stagione non si sono ridotte le attività, anzi leggermente incrementate.

In questi 40 anni in cui hai attraversato il teatro ragazzi, cos’è cambiato in questa modalità di proporre il teatro? Quali sono le maggiori criticità ancora presenti?
Il teatro ragazzi è come tutto il teatro, sottoposto ai cambiamenti culturali ed economici della società. L’impegno organizzativo e progettuale che richiede è sempre notevole. Le attività artistiche che hanno tenuto alla crisi sono da un lato quelle più leggere e dall’altro quelle che hanno saputo coniugare l’impegno culturale con una buona capacità promozionale e strategica.

Come vedi il futuro della Casa?
La progettualità che mi è richiesta come direttore artistico della Fondazione è sempre più ampia e versatile, verso i ragazzi, le famiglie, ma anche verso i giovani. Nello stesso tempo, grazie al nostro attuale presidente, Alberto Vanelli (che è stato per anni direttore della Cultura in Regione, in particolare del settore Patrimonio, nonché fondatore e direttore della Reggia di Venaria), si aprono nuove possibilità legate ad iniziative all’interno dei parchi delle Residenze Sabaude. Per la Casa del Teatro vedo quindi un futuro positivo, in continua evoluzione.

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